Xbox Series S

Questa è una storia che inizia con PlayStation 5. O meglio, senza PlayStation 5.

Sì, come molti di voi sono uno di quelli rimasti senza al lancio. Un mancato preordine, i siti in crash al day one per vendere quelle sei macchine a testa che avevano, tanta frustazione e un nulla di fatto alla fine.

Alla fine di un anno complicato si sapeva che problemi ci sarebbero stati, ma io mi ero messo via con cura i soldini lo stesso, per provare a prendere una buona volta nella vita una console al giorno di apertura delle vendite. Hashtag einvece.

Rimasto orfano della latitante beniamina Sony, faccio due conti in tasca e due calcoli videoludici. Non ho mai avuto una Xbox, ho un sacco di titoli da recuperare, c’è il Game Pass. Complice il design super accattivante e la voglia di novità mi butto, compro una Xbox. Per svariati motivi, ma soprattutto da grande amante degli underdog e dei design ultraminimali non ci penso due volte: voglio Series S.

Mi piace che sia l’unica console che puoi entrare in un negozio e trovare lì pronta all’acquisto senza stress (anche la maggior Series X, come PS5, è più leggenda che realtà). Sì, ho una tv 4K, seppur di qualche anno fa, e lei gestisce nativamente fino al 2K, ma è anche vero che io campo dal 2014 con una PS4 primo modello con la ventola di un elicottero Apache, quindi tutto è upgrade. In più, Series S costa solo 300 eurosoldi, perciò con un piccolo sforzo extra posso prenderla senza bruciare tutto il budget accantonato per PS5, che chissà quando si troverà. E poi tutti ne parlano malissimo, che è una cosa che adoro.

Vado, la compro. Mi piace, è bellissima, compattissima, la metto un po’ ovunque. Il che è l’esatto contrario delle sorelle maggiori di casa propria e rivale e per un fissato del minimale come me è un fetish importante. Mi sparo immediatamente un anno buono di Game Pass Ultimate e inizio a giocare. In un paio di ore ho davanti un catalogo veramente considerevole di giochi, che partono in un battibaleno grazie all’SSD e alla Xbox Velocity Architecture. Provo un sacco di roba che non ho mai toccato prima, da Ori a Gears, ma gioco anche terze parti che mi ero perso per strada e che sono inclusi nel biglietto, come Jedi Fallen Order o la nuova espansione di Destiny, buttandoci dentro anche una generosa manciata di giochi indie deliziosi e in continuo arrivo.

Niente dischi in giro, Series S è totalmente digitale come già approcciato dalla precedente One S All Digital. Io comunque non compro più giochi fisici da più di due anni, quindi sono assolutamente a mio agio. Sui 360gb circa di spazio libero dell’SSD ci sta un po’ tutto quello di cui ho bisogno, un paio di titoli importanti, un bel multiplayer online cicciottello e la succitata compagnia cantante di giochilli minori.

Venendo da uno spazio simile su PS4 non ho problemi a fare ciclare i giochi su hard disk installando e disinstallando cose mano a mano che mi servono o mi interessano e personalmente penso mai sentirò il bisogno di un hard disk esterno per limiti logistici. La resa grafica è ottima per i miei gusti. Nelle impostazioni di sistema dico alla console di voler vedere tutto in 4K, così da avere l’upscaling apposito, e abilito pure l’HDR, crepi l’avarizia. Qualche gioco rende un po’ meno bene, tendenzialmente quelli rimasti ancorati alla versione One S senza migliorie, altri, specie quelli dichiaratamente ottimizzati per Series S|X, sono uno spettacolo di fluidità e brillantezza grafica. In generale sono più che soddisfatto: sto giocando un sacco di roba, il tutto con una qualità che va suppergiù da quella a cui sono già abituato su PS4 a una di molto superiore, il tutto come performance al fulmicotone.

Anche con un occhio al risparmio energetico, Series S si accende in un nonnulla dalla modalità totalmente off e mantiene attivi i quick resume memorizzati, ricominciando di fatto a giocare a qualsiasi cosa prima di potere acchiappare una tazza di caffè e stringere il bellissimo controller rispolverato per l’occasione che adoro in bianco (anche se ancora manca la ricarica integrata in favore di vetuste pile stilo, nel 2021, errrrrh).

Tutto questo flusso di coscienza per dire che, checché se ne dica, Series S è un’ottima Xbox e un’ottima console pensata per una determinata categoria di giocatori, in grado di regalare parecchie soddisfazioni. Un potentissimo punto di ingresso generazionale che forte del Game Pass (che su suolo italico gode forse di scarsa conoscenza presso il grande pubblico) permette di conoscere tantissime cose piccole e grandi, vecchie e nuove.

Un’eccellente miglioria se nell’ultimo lustro non si è mai fatto il passaggio tecnologico alla mid-gen e ancora meglio se si è balzato per intero l’ecosistema Microsoft per una o più generazioni come successo al sottoscritto.

Non sarà un’ammiraglia da prima linea della nuova frontiera del videogioco, ma Series S ha il suo gustosissimo perché e dopo quattro mesi in sua compagnia, considerata la spesa e l’ingombro in salotto, non ho alcun ripensamento e non mi dispiace affatto di essermi perso PS5. Almeno per ora.

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