È una console particolare Nintendo Switch. È in grado di starsene lì, alle volte, muta e tranquilla per giorni, per mesi anche. A tratti quasi un po’ te ne dimentichi e lei se ne sta tranquilla in un cassetto, sul mobile del salotto, sul divano, sul comodino accanto al letto. Un po’ come un gatto che se la ronfa della grossa.

Accade poi però che a sorpresa, in una sera di agosto, Switch sia in grado di saltare su con qualche titolo indie e un po’ “artsy” di un certo carattere. Il famigerato gatto che si stira, caccia uno sbadiglio e ti salta in braccio pronto per le coccole.

Ed è una coccola vera giocare con Switch quelle volte, come in questi giorni di agosto, in cui ti ritrovi per le mani delle piccole perle come  A Short Hike e Takeshi & Hiroshi. Due titoli piccoli, ruffiani (in senso buono), dolci e piacevoli che sulla carta ti rubano poco tempo e pochi soldi, ma che di fatto ti danno qualcosina in più e, magari, finisci per soffermarti coi pollicioni sui tasti ben più di quanto a livello burocratico il gioco ti richiederebbe di per sé.

Pronti, via, il vento fra le piume, a sfrecciare in volo per un’isola meravigliosa a caccia di pesci e conchiglie, a dissotterrare forzieri, a correre maratone, a scalare pareti rocciose.

Claire è una piccola pennuta in vacanza con la zia, ranger del parco di Hawk Peak. Ma Claire aspetta una telefonata e insomma, si sa che quando si va in campeggio non c’è segnale. Ma pare ci sia in vetta. Ed è così che parte l’avventura verso la cima, obiettivo principale, ma decisamente solo comprimario di un gran coro di cose belle e musicali che popolano l’isola, vera protagonista del gioco.

È tutta una sinfonia sì di splendide musiche che calzano a pennello, ma anche di npc buffi, simpatici, curiosi e deliziosi pronti a offrire una chiacchiera, un dono, a chiedere una mano o un consiglio. Così si prendono decine di deviazioni e si scoprono segreti, si collezionano oggetti bizzarri, si vola, si scala e si arrampica, si decifrando mappe del tesoro e si risolvono piccoli puzzle, in un connubio soave di esplorazione e piccolo platforming arricchito di semplici rompicapi e da tanto colore.

Tanto è vero che l’isola nelle sue aree pare quasi tematizzata secondo le stagioni, con una vetta nevosa costellata di sorgenti termali e un versante piovoso e più grigio a fare da contraltare ad una zona estiva e soleggiata con tanto di spiagge a cui si affiancano poi boschi frondosi dipinti a calde tinte autunnali. Il carisma dell’opera, lavoro sorprendente di una vera e propria one man band che risponde al nome di Adamgryu, non ha assolutamente nulla da invidiare a un Animal Crossing qualunque, e ha anzi il pregio particolare di proporre in definitiva un’esperienza totalizzante di dimensioni così contenute.

L’unico vero dispiacere di A Short Hike è che il gioco finisce, ma fidatevi che resterà nel cuore per un pezzo come una vacanza di gioventù indimenticabile.

Viene poi Takeshi & Hiroshi, lavoro novello dei giapponesi Oink Games, noti in particolare in patria e dalle nostre parti solo a certi aficionados del boardgaming per la caratteristica produzione di piccoli e meravigliosi giochi da tavolo dal formato ultra compatto, che sono sinonimo costante di creatività, design minimale e tanta allegria.

L’esperienza del team nel creare incredibili animazioni in stop motion per i sensazionali tutorial dei loro giochi cartacei gli viene qui in brillante aiuto nel dare vita al racconto di Takeshi, un giovane programmatore di videogiochi in erba, che vuole far giocare il fratellino Hiroshi al suo primo titolo sviluppato, Mighty Warrior. Il gioco però non è pronto, Takeshi ha ancora tanto da imparare in fatto di programmazione e per accontentare Hiroshi, di salute cagionevole, decide di diventare lui stesso il gioco.

Mentre Hiroshi veste i panni del guerriero leggendario protagonista, Takeshi si nasconde dietro il suo laptop e controlla in tempo reale gli avversari incontrati dall’eroe, cercando di fare divertire Hiroshi.

Se il combattimento di per sé si risolve in quasi totale autonomia, con l’eccezione di pochi input più o meno necessari, la simpatica sfida sta nel cercare di fornire a Hiroshi battaglie stimolanti, scegliendo quali e quanti nemici affronterà in ciascuno dei cinque scontri che compongono ogni schema. Troppi pochi nemici? Hiroshi si annoia e si perdono punti sul divertimentometro. Troppi? Se l’eroe muore è game over. Bisogna riuscire a individuare il cocktail giusto di avversari, così che il combattimento finisca vittorioso, ma con la perfetta dose di difficoltà e adrenalina, per riempire così la barra del divertimento al massimo nell’arco dei cinque scontri.

Una meccanica di gioco semplice, ma piacevole che è poi un abile strumento di narrazione a cavallo di brevi cutscene graziosamente animate con uno stile da pupazzini in play-doh che ha il suo perché, forte anche di bei colori pastello e un’esecuzione capace.

Purtroppo i titoli di coda arrivano dopo poco più di un’ora scandita da sette, brevi capitoli di gioco, che non lasciano spazio a una conclusione della storia degna di questo nome. Sarebbe bastato veramente solo un altro piccolo filmato conclusivo della qualità dei precedenti per scrivere la riga finale di un bel racconto e probabilmente strappare qualche lacrima. Difficile capire come mai la conclusione sia tanto tronca, ma tant’è e Takeshi & Hiroshi resta comunque un’altra bella esperienza da pochi euro anche al netto del finale amarognolo, che per l’idea e l’esecuzione pregevole merita comunque un giro di giostra, essendo giocabile in pillole quanto e forse anche più di quanto succede per A Short Hike.

Il gatto torna a russare in un angolo della poltrona, per ora. A presto Switch!

9.0 Awesome

A Short Hike e Takeshi & Hiroshi sono due ottimi proditti indie per Nintendo Switch, che hanno un solo difetto. Finiscono troppo presto.
Il voto finale è una media tra il 10 di Short Hike (veramente un gioiellino) e l'8 del pur sempre ottimo Takeshi & Hiroshi

  • A Short Hike 10
  • Takeshi & Hiroshi 8
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