Creative Assembly cerca di ricreare il contesto leggendario dell’Iliade con il suo Total War Saga: Troy. Scriveremo una storia diversa da quella di Omero?          

L’uomo è ossessionato dalla dimensione dell’eternità e per questo si chiede: le mie azioni riecheggeranno nei secoli a venire? Riprendendo le parole dell’Ulisse interpretato da Sean Bean in quel di Troy, pellicola del 2004 diretta da Wolfgang Petersen, l’essere umano è perseguitato dall’idea di poter lasciare un segno, una traccia da poterlo elevare al di sopra degli altri almeno nel ricordo.

Creative Assembly ci ha abituato bene nel corso delle sue tante pubblicazioni, regalandoci in più occasioni la possibilità di lasciare il “nostro segno” in vari contesti, occupando sia la sfera storica reale, sia quella fantasy. Quante battaglie, risoluzioni diplomatiche, sotterfugi e tradimenti, quante volte abbiamo pesato le nostre scelte, cercando di portare a casa la vittoria senza diritto di replica?

In questi giorni ci siamo messi alla prova con A Total War Saga: Troy, capitolo spin off della serie omonima che, dopo Thrones of Britannia, cambia contesto storico per portarci al tempo in cui è stata combattuta la Guerra di Troia, famosa grazie all’Iliade.

Ma le Muse oggi non canteranno solo le gesta del Pelide Achille, bensì cercheranno di tener testa alle nostre gesta, narrando turno dopo turno le scelte che decideremo di far compiere ai nostri doppioni digitali.

IRA FUNESTA

Almeno una volta nella vita, che sia stato a scuola durante le sessioni di storia greca, o al cinema grazie alla pellicola citata qualche riga più in alto, la Guerra di Troia fa parte del background di ognuno di noi: ha ispirato negli anni generazioni che hanno tentato di emulare le gesta degli eroi citati nel racconto, basti pensare ad Alessandro Magno tanto per dirne uno, mentre oggi finisce col trasformarsi nell’ambientazione di uno strategico a turni di stampo Total War.

Le meccaniche di gioco sono essenzialmente le stesse, giacché il giocatore viene coinvolto nella scelta di uno degli eroi presenti nei due schieramenti (quattro per i greci, quattro per i troiani) da muovere successivamente nella mappa della Grecia con lo scopo di portare a termine le varie missioni proposte dalla campagna. Durante tale cammino sarà ovviamente possibile cimentarsi in accordi diplomatici complessi, senza dimenticare di mettere a ferro e fuoco le città vicine con lo scopo di espandere il proprio territorio e accumulare una forza tale da invadere Troia per conquistarla.

Le battaglie possono consumarsi grazie a una risoluzione automatica, ma fa sempre piacere in qualche modo scendere in campo dal vivo con i propri soldati, grazie a un sistema di battaglie in tempo reale davvero immersivo, capace insomma di proporre uno spettacolo sullo schermo non indifferente, configurazione hardware permettendo.

total war 02

Esistono però delle differenze dal concept originale ideato da Creative Assembly. In Troy, per esempio, l’economia alle spalle della produzione delle risorse (cinque per l’esattezza) ha un peso diverso poiché quest’ultime non vengono prodotte indistintamente in ogni insediamento, fattore che in qualche modo invoglia il giocatore ad adottare politiche diverse al fine di accaparrarsele. Non si tratta poi di risorse opzionali, ma di risorse necessarie all’evoluzione dell’insediamento, alla costruzione di unità più forti e/o all’esecuzione di qualche sacrificio presso il tempo della nostra divinità protettrice.

Forse è meglio spiegarlo con un esempio pratico: la mia prima run l’ho passata in compagnia del Pelide Achille, principe guerriero alla guida del popolo dei Mirmidoni nella regione di Ftia. Il suo stile di gioco segue l’influsso del suo umore, pertanto è spesso raccomandabile scendere spesso in campo contro qualsivoglia nemico, permettendo così ad Achille di aumentare la sua autostima, rendendolo contemporaneamente temuto da tutti gli altri. Senza seguire le promesse di nessuno, mi sono imbarcato in una campagna alla conquista del Peloponneso, ottenendo potere e ricchezza, finanche riconoscenza e rispetto da parte degli dei.

Qui emerge anche un altro tratto distintivo di Troy, ovvero che ogni leader è in possesso di una particolare caratteristica utile a diversificare il gioco a seconda di quello selezionato. L’ira funesta di Achille è stata tradotta in gioco con il pannello leggenda, da tenere in forte considerazione, poiché il mood di Achille determina il mood dell’intero popolo dei Mirmidoni. Agamennone al contrario cerca di unire il popolo greco per i suoi scopi, pertanto la sua caratteristica da tenere in considerazione sarà quella di poter eleggere dei vassalli, in pratica generali da mettere al comando delle varie province che man mano porteremo sotto la nostra bandiera.

Sinceramente questo si è rivelato uno dei punti più forti di questo spin off, punto che però da solo non riesce a reggere sulle spalle l’intera infrastruttura del gioco. Durante le diverse campagne si avverte un senso di ripetitività, accompagnato anche da proposte diplomatiche discutibili che spesso, in qualche caso, ti lasciano inevitabilmente con un po’ di amaro in bocca.

Alcune fazioni propongono dei trattati di pace chiedendoci un quantitativo assurdo di cibo, sebbene noi ci troviamo nel frattempo a invadere la loro capitale principale con tre eserciti completi di unità. Oltre la burla, pure la beffa come si dice qui da noi. Sinceramente però non la vedo come una pecca eccessiva, tanto più quanto un piccolo aggiustamento che può essere tranquillamente risolto in sede di patch.

total war 01

Ciò che lascia particolarmente senza parole è l’assenza del multiplayer al lancio, una situazione sinceramente incomprensibile, se non altro perché penso che avrebbe avuto un peso non da poco. È impossibile sostenere che un Total War sia poco longevo, ma in questo caso ammetto che l’impossibilità di scendere in campo contro gli amici, anche solo per fare qualche campagna, un po’ mi è dispiaciuto.

Le battaglie in tempo reale restano uno dei punti di forza del franchise, uno spettacolo per gli occhi che adesso, con il nuovo PC, mi ha fatto venir voglia di reinstallare senza diritto di replica Total War Warhammer II. In Troy viene mantenuta se non altro la strategia e la bellezza del disporre le unità sul campo con raziocinio, così da vincere ogni battaglia ci si pari di fronte. L’intelligenza artificiale non sbaglia un colpo, e si è rivelato più volte sfidante scendere in campo contro il nemico di turno con la sensazione di non riuscire a portare a casa il risultato.

Trovo inoltre che sia un peccato non aver avuto la possibilità di consumare qualche scontro in mare aperto, grazie all’ausilio delle navi, insieme a degli interventi divini più consistenti, in linea magari proprio con il testo omerico. Quanta bellezza avremmo visto se raggiunto il favore di un dio, a prescindere da chi fosse, potessimo assistere al loro intervento anche sul campo di battaglia?

7.5 Awesome

A Total War Saga: Troy si rivela insomma come uno spin off riuscito a metà: da un lato abbiamo saggiato un netto miglioramento dell’offerta, soprattutto messo di fianco a Thrones of Britannia, dall’altro alcune piccole pecche finiscono per fargli raggiungere l’eccellenza, confinandolo nella sfera dei prodotti appartenenti alla serie “vorrei ma non posso”. Attenzione, le qualità ci sono e sinceramente un amante degli strategici a turni saprà apprezzarlo, ma è un peccato assistere ad alcune mancanze come quelle citate nella recensione. Forse raggiungeremo il risultato sperato al terzo spin off.

  • 7.5
  • User Ratings (1 Votes) 9.7
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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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