Genius Slackers presenta sugli scaffali videoludici What Happened, un thriller psicologico in prima persona coinvolgente pronto a riportarci tra i banchi di scuola … non in positivo però!

Come capita ormai frequentemente da un po’ di tempo a questa parte, il medium del videogioco si è trasformato cercando di adattarsi non solo alle necessità dei giocatori, in lotta continua tra la ricerca di una storia coinvolgente e un’esperienza multi-giocatore competitiva, ma anche alle modalità con cui un team di sviluppo cerca di tradurre le proprie idee in linguaggio di codice.

Con un budget sicuramente ridotto, in fondo parliamo di un titolo indie, i ragazzi di Genius Slackers sono riusciti a tirare fuori dal cilindro un titolo piuttosto originale, pieno zeppo di situazioni che cercano di esplorare le dinamiche complesse dell’adolescenza, trasformandole però in delle esperienze oniriche spesso spaventose e difficili da fronteggiare.

In What Happened vestiamo i panni di Stiles, un ragazzo che durante gli anni di liceo si è praticamente goduto il miglior cocktail di esperienze traumatiche a disposizione: bullismo, lutti in famiglia, tormenti amorosi e uso di droghe. Come riusciremo a uscirne?

VIVERE IL GIOCO (GIOCANDO POCO)

La maggior parte delle esperienze possono essere vissute in diversi modi, non è detto insomma che debba esserci un livello di interazione profondo per poter assimilare o meno una storia. Nel medium videoludico tale concetto viene tradotto nei walking simulator, esperienze che, come suggerito dalla formula, tendono ad accompagnarci per mano in uno scenario dove ci viene chiesto semplicemente di assistere a ciò che deve accadere.

Vi sarà capitato almeno una volta di giocarne uno, basta citarvi Firewatch, Layers of Fear o addirittura The Town of Light per riportarvi alla mente solo alcuni degli esponenti del genere, se non altro per ricordarvi come anche lì l’intera essenza del gioco veniva tradotta nell’esperienza, nel camminare su un binario virtuale come in un carosello per assistere, al momento opportuno, a ciò che lo sviluppatore ha intenzione di farti vedere.

In What Happened accade praticamente la stessa cosa, solo che Stiles non deve scoprire quali incubi affliggono un pittore folle, o quali disgrazie sono capitate in un manicomio a Volterra, ma bensì a mettersi faccia a faccia con Mind, la nostra mente, quell’interlocutore pericoloso pronto a dirci quello che vogliamo sentirci dire, oppure ad abbatterci nel momento meno opportuno.

What Happened 01

Certo, parliamo sempre di un nemico ideologico, quindi non necessariamente tradotto in questo caso in qualche entità da cui scappare o con cui combattere, pertanto l’unica leva che potrà in qualche modo colpire le vostre corde sarà quella dell’empatia nei confronti del personaggio.

Oltre a questo, purtroppo, What Happened non include alcuna tipologia di gameplay più complessa, tant’è che ci capiterà soltanto di tirare qualche oggetto, risolvere piccoli puzzle ambientali, oppure semplicemente trovare la combinazione giusta per aprire dei lucchetti. Ah, potremo anche interagire con le pagine del diario di Stiles, un piccolo espediente utile a conoscere maggiormente il personaggio e il suo relativo background.

Sul fronte tecnico alcuni fattori lasciano emergere una spiacevole realizzazione dei modelli poligonali legati ai personaggi, un peccato viste soprattutto le attuali conversioni possibili grazie all’Unreal Engine 4. Allargando un po’ la messa a fuoco, però, emergono alle spalle degli ambienti estremamente curati, capaci insomma di coinvolgere il giocatore con il giusto pathos, facendo perfino in modo che gli scenari non si rivelino ripetitivi.

La cura emerge anche quando si tratta di percorrere alcuni degli scenari costruiti a livello onirico, quelle trasformazioni della realtà che lasciano spazio a giochi di luce e ombre ben riusciti, sfruttando alla buona anche parecchie distorsioni di quest’ultima con l’intenzione di creare uno scenario disturbante, illogico, in linea insomma con la storia e le paure del nostro alter ego digitale.

Fa piacere constatare comunque che gli sviluppatori abbiano cercato di marcare alcuni degli aspetti psicologici del titolo, sebbene in qualche caso emergano dei bug di piccola entità, capaci se non altro di far perdere la pazienza, stancando giusto un po’ nelle fasi finali dove si avverte una certa ripetitività.

What Happened 02

Altro plauso nei confronti degli sviluppatori va espresso in merito alla narrazione: per tutta la durata del gioco si avverte come la sensazione di essere braccati da qualcosa, quell’inquietudine legata proprio ai giochi che la mente di chiunque di noi esercita nei momenti di debolezza, o durante le fasi di sonno durante un qualsivoglia incubo.

What Happened gioca proprio sulle difficoltà che Stiles vive durante il corso della sua vita, riproposte in modo distorto proprio per esercitare una pressione sul giocatore aldilà dello schermo.

Ricordatevi inoltre che il gioco include tre diversi finali, un modo come un altro per regalare al giocatore diverse conclusioni a seconda dell’attenzione con cui vengono assimilati determinati messaggi durante il gioco.

6.8 PAUROSO

Chi ama i walking simulator non può certo farsi scappare anche What Happened, ma attenzione a tutto ciò che abbiamo segnalato in sede di recensione. Proprio per il genere, infatti, tutto dipende dall’apertura mentale e dall’empatia espressa durante le fasi di gioco.

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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