“Wake up, Dex”

Iniziare la recensione di Dex per Nintendo Switch con praticamente le stesse parole con cui ha inizio quel capolavoro che risponde al nome di Matrix (ovviamente parliamo solo del primo film) è abbastanza scontato ma altrettanto doveroso, soprattutto per i peculiari poteri della protagonista.

A dire il vero le atmosfere puramente cyberpunk ricordano molto da più da vicino quelle di Blade Runner o, ancora meglio, qualsiasi libro del “papà” del genere William Gibson, ma d’altronde è difficile pensare ad un mondo futuro dove cibernetica, droghe e violenza vanno di pari passo senza omaggiare i grandi capolavori del passato.

In realtà Dex è un titolo che gira già da un po’ di tempo, finanziato con un kickstarter nel 2014 ed uscito in un primo momento su PC e poi trasportato su diverse console tra cui anche la defunta PS Vita, per giungere finalmente su Nintendo Switch ben 6 anni dopo.

TUTTO E’ CONNESSO

Come dicevamo Dex è ambientato in un futuro distopico più o meno prossimo dove ormai le macchine stanno prendendo il sopravvento sulla razza umana, troppo stordita dalle droghe o dalla dipendenza da cyberspazio per accorgersi di quello che sta accadendo.

Come Neo (per questo la citazione iniziale), Dex viene suo malgrado contattata in maniera improvvisa da un hacker di nome Raycast e le viene consigliato di scappare, senza un vero perchè. Non appena ricevuta la bellissima notizia che una potente organizzazione, il Complex, ci è alla calcagna Raycast ci informa che al nostro interno abbiamo un frammento di una IA sviluppata dalla stessa Complex che ci permette di collegarci a qualsiasi cosa appartenente alla rete senza aver bisogno di collegamenti fisici.

Dopo un rapidissimo tutorial con cui ci viene spiegato come muoverci ed interagire con la rete con questo potere di cui non eravamo assolutamnete a conoscenza inizia l’avventura di Dex nella città di Harbour Prime che ci porterà ad unirci a quella che potremmo definire un vero e proprio gruppo di Resistenza contro l’oppressione della Complex.

Diciamoci la verità, la main story di Dex è tutto fuorchè originale visto che per chi ha un minimo di cultura Sci-Fi e Cyberpunk potrà tranquillamente rivedere tanti spezzoni presi qua e là uniti insieme per costruire una trama più o meno solida, ma devo dire che gli sviluppatori di Dreadlocks LTD ci hanno messo del loro per poter dare un tocco in più all’intera avventura.

Infatti intorno alla trama principale si sviluppanno tantissime sidequest con le loro sottotrame (alcune fini a sè stesse, altre che invece hanno un certo impatto sulla storia) che rappresentano il vero cuore narrativo del gioco ed onestamente mi sono trovato quasi sempre ad ignorare il “progress” della storia per dedicarmi al completamento di tutte le missioni secondarie.

Uno dei punti di forza del gioco è quello di avere la possibilità di completare le missioni in diverse maniere, alcune con operazioni stealth, altre facendo ricorso alle nostre doti da hacker (su cui torneremo dopo per un piccolo approfondimento) e così via, dando in questo modo al titolo anche un certo grado di rigiocabilità dato che il nostro personaggio, come in ogni RPG che si rispetti, guadagna punti esperienza e può migliorare le sue abilità in diversi campi, dando al giocatore la possibilità di enfatizzare la tipologia di gioco che predilige.

Ad esempio nella mia prima run ho provato a seguire la via della forza bruta che però non mi ha convinto per niente (dettato anche da qualche difetto tecnico), mentre nella seconda ho scelto un approccio molto più “evasivo”, con i punti subito assegnati nell’abilità di effrazione e poi buttandomi completamente nel ramo da hacker, modalità di gioco che mi ha sicuramente divertito e convinto di più.

Dex è un ottimo connubio tra un Metroidvania ed un Action RPG. Dal primo genere ha preso ovviamente la classica visuale di side-scrolling 2D, con il sistema di combattimento che prevede l’uso sia della mani nude che di armi da fuoco, oltre a cospiscue sessioni di backtracking una volta che avremo accesso ad abilità nuove o impianti cibernetici potenziati che ci permetteranno di visitare luoghi prima irraggiungibili.

Dal lato RPG, oltre alla grossa presenza di dialoghi e personaggi e missioni secondarie, abbiamo ovviamente il sistema di livellamento che, come già accennato, ci permette di customizzare la nostra eroina dai capelli blu come meglio preferiamo, oltre poi a poter aggiungere nuove abilità grazie agli impianti cibernetici come la resistenza ai gas tossici o la possibilità del salto potenziato (utile per le famose sessioni di backtracking).

LA TERZA ANIMA DI DEX

Come abbiamo già detto Dex è un sapiente mix tra un Metroidvania ed un classico Action RPG a scorrimento orizzontale, ma quello che non ci aspettavamo è un terzo genere all’interno del gioco.

Infatti le sessioni di hacking sono state studiate come un Twin Stick Shooter, dove dovremmo destreggiarci tra nodi creavirus, barriere, buchi neri e tantissime altre diavolerie che troveremo disseminate nei tantissimi sistemi in cui cercheremo di intrufolarci. Sarà possibile, tramite il sistema di livellamento, potenziare le nostre abilità all’interno del cyberspazio e pur non arrivando alla complessità di titoli dedicati di questo genere come un Enter the Gungeon o Binding of Isaac, ho trovato le sessioni di hacking veramente divertente e soprattutto MOLTO difficili.

Inoltre interessante che l’energia all’interno del mondo virtuale non sia la stessa di quella del mondo reale, ma “morire” nel cyberspazio porta ad un feedback neurale che ci toglierà un bel pò di punti vita quindi assicuratevi di stare in salute quando iniziate le sessioni di hacking, se non volete incorrere in una schermata di game over improvvisa, anche se in realtà non è molto punitiva visto che il gioco permette di riprovare dall’ultima schermata raggiunta o da un punto di salvataggio precedente.

NON LA SOLITA PIXEL ART

Negli ultimi anni, quando incappiamo in queste produzioni di piccoli studi, solitamente autofinanziate, ci ritroviamo spesso di fronte all’onnipresente Pixel Art, ma non è il caso di Dex. Lo stile grafico del gioco ricorda molto le avventure degli anni 90, con sprite e fondali disegnati a mano. D’altro canto sarebbe stato impossibile rendere le atmosfere perennemente fosche del mondo cyberpunk di Dex utilizzando la Pixel Art ed anche se non ci troviamo di fronte allo stato dell’arte per un titolo del genere, l’impatto visivo è sicuramente buono e piacevole.

Un po’ meno riuscito forse è il comparto sonoro, con musiche di buona fattura ma doppiaggio un po’ piatto. Di notevole fattura invece la localizzazione in italiano, con tutti i menù e dialoghi perfettamente tradotti (non mi sembra neanche di aver avvistato nessun strafalcione grammaticale) e considerando quanto sono importanti le interazioni con gli altri personaggi con le tantissime sidequest che dovremo affrontare è sicuramente un gran punto a favore.

L’ultimo appunto invece lo vorrei fare sul combattimento, soprattutto quello corpo a corpo. A nostra disposizione abbiamo un sistema abbastanza semplice di attacchi, parate e schivate, ma quello che non mi convince del combat system è la gestione delle hit box, con attacchi che spesso vanno a vuoto ed altri che pensi di aver evitato che ti colpiscono in pieno. 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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