The Last of Us 2 è un videogioco che ha fatto parlare di sé praticamente in ogni dove. Gli autori di Naughty Dog sono infatti riusciti a creare un’esperienza unica nel suo genere, capace in qualche modo di produrre una cassa di risonanza così roboante da riuscire a raggiungere anche chi, nel bene o nel male, non ha nemmeno ancora pensato di comprare il titolo per giocarlo.

Esaminando le varie testimonianze in rete, che oggi possono essere anche in qualche modo riportate vista la “piccola” possibilità di spoilerare qualcosa ai pochi, spero pochissimi, che ancora non hanno nemmeno sentito parlare di Ellie, o di Joel, si evince quanto questo prodotto abbia influenzato critica e utenza, generando un letterale fiume in piena di commenti positivi e negativi (ricordiamoci del review bombing di Metacritics).

Quella di oggi non vuole essere una recensione, ma più una reaction ideologica a ciò che si cela alle spalle di The Last of Us 2. Molti sono stati colpiti dalla storia, dal modo in cui Ellie o Abby hanno reagito al terribile mondo sottomesso dal cordyceps.

Per apostrofare le diverse discussioni avvenute in chat con chi, nel modo più delicato e intimo, ha condiviso la trentina di ore necessaria per scavare un po più a fondo nella trama del gioco, possiamo arrivare semplicemente alla conclusione che la potenza di The Last of Us 2 sta nel riuscire a raccontare una storia attraverso una serie di personaggi che hanno una profondità invidiabile da quasi qualsiasi altro gioco di questo medium.

A tutti gli effetti ci troviamo davanti a un prodotto maturo, appagante anche da giocare ma soprattutto accompagnato da una lucidità concreta mantenuta, durante il corso dello sviluppo, dall’intero team di Naughty Dog. Come fu Red Dead Redeption 2 poco tempo fa, The Last of Us 2 emerge dalla massa come un piccolo gioiello, pronto a scandire a gran forza una sorta di evoluzione del medium, pronto a mettersi in gioco anche esponendosi con storie e protagonisti diversi dall’ordinario.

Mi piace in questo caso citare di pari passo le parole del nostro buon Nicolas redazionale, che mi sento di lasciare qui insieme a questo sfogo, per darvi un’idea di come in moltissimi modi un videogioco, perchè di questo si parla, sia in grado di colpire dritto ai sentimenti anche in modi totalmente diversi l’uno dall’altro.

A un pugno di ore dai titoli di testa, in Final Fantasy VII, Aerith Gainsborough, la dolce fioraia nonché unica guaritrice giocabile del party e personaggio portante delle vicende fino a quel momento esatto, muore. Viene drammaticamente uccisa in modo inatteso e totalmente opposto a tutto ciò che la storia aveva dato a credere al giocatore per un intero disco. In un solo momento, per mano di Sephiroth, la sua vita finisce, con un atto scenico sconvolgente che va in maniera forte e decisa contro qualunque previsione.

Avevamo imparato a conoscere e apprezzare Aerith, tanto in combattimento che in amabile dialogo, ma non possiamo farci niente, non c’è più. Ed è così che ci lascia anche Joel. Senza preavviso, un giorno come tanti altri, quando non aspetti né la vendetta né la morte, così come non aspetti una lama scesa dal cielo dritta fra le scapole.

Sono cambiati tempi e modi. Final Fantasy VII era un titolo a sé stante e The Last of Us Parte II è, appunto, una parte due, un seguito, eppure le somiglianze sono più delle differenze, se vogliamo. Final Fantasy VII aveva tre dischi, una dimensione monumentale per l’epoca e la morte di Aerith alla fine del primo CD può rassomigliare a quella di Joel all’inizio della parte II di The Last of Us.

Inoltre, non a caso, questo The Last of Us è titolato “Parte II”.

Proprio perché è una sola storia, di un solo mondo, di quegli stessi personaggi.

Eppure le torce e i forconi innalzati contro Naughty Dog dai cosiddetti fan del primo The Last of Us non sono rimaste nella storia della settima fantasia finale. Ad Aerith volevamo forse meno bene che a Joel? O forse avevamo meno pretese sulla storia che volevamo ci venisse raccontata? La saga di Cloud, di Sephiroth e di meteor aveva bisogno della morte di Aerith per venire raccontata e così la storia di Ellie, di Abby e di un mondo sofferente piagato e piegato dall’infezione aveva bisogno di un inaspettato e terribile saluto da parte di Joel per essere narrata.

Quello che accomuna Final Fantasy VII e The Last of Us Parte II è che entrambi hanno fatto una scelta violenta e coraggiosa per mettere in scena la loro opera ed entrambi avevano qualcosa di incredibile da dire, che ci tenesse svegli la notte a pensare con il cuore spezzato.

Aerith e Joel dovevano morire, non solo nonostante noi non lo volessimo, ma proprio perché noi non lo avremmo mai voluto.

Il videogioco non ha nessun obbligo di essere opera maxima di alcun tipo. Non è cinema, non è musica, non è pittura. Ma se vuole può essere un po’ di tutto.

Il videogioco è fantasia e il videogioco può essere quello che vuole, senza freni.

Folle delirio di colori, suoni e momenti caciaroni senza un perché, che ci mettano un sorriso ebete in faccia.

E può essere anche oscuro teatro di vite distrutte, di lacrime e torti inflitti e subiti e di come ognuno debba convivere con le sue decisioni e con il male che dà e che riceve.

E, nel farlo, non deve chiedere il permesso a nessuno.”

Insomma, come avrete potuto leggere in questi pochi minuti, The Last of Us 2 ha prodotto una serie di reazioni piuttosto particolari, oserei dire quasi intime e personali, reazioni che in qualche modo dovrebbero essere generate da ogni videogioco su diversi livelli, anche quando la storia o i personaggi non sembrano corrispondere perfettamente ai nostri gusti personali.

Anche qui la maggior parte dell’utenza si è espressa negativamente ma senza argomentare fino in fondo le varie critiche, una modalità che non porta da nessuna parte, ma anche anzi allontana in qualche modo l’avventuriero distratto che non sa raccavezzarsi in mezzo a tutto questo disastro di commenti molto distanti tra loro.

Last of Us 2 Cover

Il mio, nostro, consiglio è quello di vivere un esperienza a prescindere dai giudizi altrui, di provare a fare qualcosa senza sentire il dovere di mettere al primo piano i giudizi altrui, anche quando mossi da una critica di settore che può dare una visione del prodotto, in qualche modo sempre però legata a delle regole, tecnicismi e molto altro che seguono un po’ un flusso di pensieri personali. Non c’è nulla di male, il bello di farsi una propria idea sta nel giudicare con i propri occhi anche le idee degli altri.

Ed è proprio per questo che The Last of Us 2 va giudicato personalmente con i propri occhi, perchè solo così ritroverete in pieno quello che dovrebbe essere lo scopo di un videogioco. Non solo intrattenere, ma anche far provare un esperienza con i propri occhi e sentimenti.

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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