Il mercato indie, e non solo, è sempre pregno di Metroidvania, genere che trova e ha estimatori in tutto il mondo e su cui si plasmano sempre nuove formule e meccaniche di gioco ed Inexistence Rebirth, opera dello sviluppatore francese Jonathan Brassaud, è soltanto l’ultimo titolo che risponde a questo profilo, cercando di cavalcare l’effetto nostalgia senza rivoluzionare nulla.

UN AFFARE DI FAMIGLIA

Va detto che il primo impatto con il gioco non è dei migliori: veniamo letteralmente catapultati nella storia, con la sorella del nostro protagonista che rimane vittima di un incantesimo. Scopo del nostro eroe è dunque avventurarsi nel castello, sconfiggere il nemico e sciogliere l’incantesimo.

Il filo che collega storia e level design è purtroppo molto sottile, scorrazzando il nostro eroe di pixel colorati attraverso le diverse sezioni di mappa tutte interconnesse, ma l’assenza di un incipit intrigante quanto un tutorial accurato, rende il primo approccio molto difficile.

Questo perché presi i comandi di base tramite indicazioni da leggere lungo la strada, c’è tutto quello che concerne il potere magico, gestione e recupero del Mana, le abilità e i gli attacchi speciali. Insomma, premendo l’apposito tasto per entrare nell’inventario ci troveremo davanti una sequela di indicatori, skill, punti esperienza che, in assenza di tutorial, necessiteranno di un’accurata esplorazione da parte del giocatore.

Un pelo meglio il semplice sistema di equipaggiamento, con possibilità di intercambiare armi come armature, che purtroppo tutte non avranno un equipaggiamento diretto e visibile sul personaggio, dunque andando solo a modificare le statistiche di attacco, difesa e potere magico.

Tolte queste difficoltà iniziali, che comunque minano un primo momento di divertimento, il gioco entra nel suo vivo, in particolare appena entreremo nelle caverne che poi ci porteranno nel castello nemico da esplorare.

UNA NUOVA AVVENTURA

Inexistance Rebirth non è altro che una nuova riedizione di Inexistence uscito nel 2016. Il gioco in questo contesto si presenta pulito nella texture in pixelart, sempre curata e ispirata, sia nelle ambientazioni che nella realizzazione dei tanti nemici. Anche i boss ricoprono una buona fetta di ispirazione estetica, anche se c’è da segnalare una curva della difficoltà ben più impegnativa di quanto non ci si potesse aspettare.

Inexistence Rebirth Boss

Morirete, tanto e violentemente le prime volte a causa anche di uno spazio di attacco del nostro protagonista che ricopre un’area non molto vasta. Successivamente sbloccherete nuove armi e poteri magici, motivo per cui diventerete sempre più forti mentre i nemici avranno pattern di attacchi sempre simili e dunque sarà facile destreggiarci nelle fasi finali, ma l’impossibilità di poter concatenare molteplici attacchi nelle fasi iniziale si rivelerà un malus non da poco.

Nel momento in cui si prende coscienza dei punti positivi e negativi del titolo, ci accorgiamo che, pur confezionando un titolo gradevole, a prezzo budget e capace di intrattenere per diverse ore, Inexistence Rebirth non ha più nulla da offrire. Segue la strada già battuta da altri metroidvania, consentendo il backtracking in determinate zone solo quando saremo forti abbastanza o in possesso di determinate chiavi ed oggetti, ma al di fuori del semplicistico esercizio di stile, c’è davvero poco da dire su questo titolo, gioco di buona fattura, dedicato più ai fan del genere che giocatori casuali, che troveranno un lavoro certosino, seppur non perfetto o innovativo.

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