Ve lo ricordate Medarot? Il videogioco e la serie tv animata di fine anni ‘90, inizio 2000? Dai, quello con i robot modulari quando ancora il termine modulare faceva alzare sopraccigli dubbiosi, quelli che si davano battaglia in tornei con tanto di allenatori sull’onda del successo di Pokémon.

Megabyte Punch se lo ricorda di sicuro e non fa vergogna di mettere al controllo del giocatore una macchina da combattimento componibile di ispirazione un po’ retrò.

Il gioco dei ragazzi di Reptile Games è invero la loro prima creazione, approdata in questi giorni su Nintendo Switch dopo un viaggio di ben sette anni dal lancio nel lontano 2020 e che al netto di una forma molto interessante mostra ancora oggi un confezionamento ancora piuttosto acerbo.

Dotato di una grafica ultra essenziale che definire low poly è quasi un eufemismo, Megabyte Punch propone un’avventura di stampo action/brawler che molti hanno accostato a Smash Bros per sostanza del gameplay, attraverso 6 mondi da 3 livelli + 1 boss ciascuno, tutti molto colorati e tematizzati con una piacevole differenziazione. Il canovaccio narrativo è poca cosa e si srotola in pochissime righe di testo per lo più soprassedibili: il nostro robot è l’eroe del villaggio di un universo computerizzato e deve salvarne il nucleo energetico dalle grinfie del malvagio impero.

Oltre questo non c’è molto da sapere e non esiste una caratterizzazione dei personaggi di sorta, ma di per sé la natura del titolo non lo rende necessario, come già insegnato da nomi più famosi del panorama recente come un qualunque Dead Cells.

FERRAGLIA CANAGLIA

La peculiarità del gioco è però che i metallici avversari possono essere spesso fonte di pezzi di ricambio per il nostro bullonato beniamino, che può quindi montare elementi diversi fra braccia, gambe, torso, testa, bacino ed elementi accessori da spalla. La conseguenza immediata di questa ibridazione di componenti è che oltre a personalizzare l’avatar giocante a livello estetico si possono guadagnare benefici che vanno da un aumento di statistiche (solitamente bonus a danni, difesa e velocità di attacco) a skill extra, partendo da un passivo aumento del numero di doppi salti disponibili fino al potere equipaggiare mitragliatori, trivelle, mosse ninja uattà, jetpack, lanciarazzi e via dicendo.

Megabyte 01

Qui cominciano i primi problemi. Le abilità da utilizzare in maniera attiva sono linkate al tasto B + un direzionale fra su, giù e destra/sinistra, più una posizione “null” che si attiva con la sola pressione di B – chiaramente a patto che si stia perfettamente fermi, altrimenti viene rilevato il direzionale del movimento – per un totale di 4 abilità equipaggiabili contemporaneamente.

Questo significa che se si vuole utilizzare una skill direzionale, come un dash, un boost di un jetpack o uno slancio con trivella, la manovra diventa pratica quanto parcheggiare un autoarticolato in derapata nell’unico posto disponibile di un supermercato affollato. Sarebbe stato tutto risolvibile rimappando i controlli su altri tasti, visto che ce ne sono almeno 4 inutilizzati fra grilletti e click delle levette, ma i menu non offrono alcuna opzione di questo tipo.

PROBLEMATICHE ROBOTICHE

A remare contro questa dinamica esiste il fatto che i nemici sono solitamente aggressivi, dotati di pattern imprevedibili e pronti a colpire con tempestività sorprendente, bruciando i tempi di inserimento di una mossa da nostra parte e senza dover rispettare alcun tipo di recupero. Anche i controlli e gli hitbox non aiutano affatto: il movimento è molto rapido e mai precisissimo e più spesso che no ci si ritrova a scagliare pugni e calci sovrapposti all’avversario che vanno oltre ai suoi punti di contatto quanto basta per non fare connettere i colpi.

Tutto ciò diventa particolarmente frustrante in un paio di sezioni platform verso fine gioco e nel caso del boss finale, che senzavoler fare spoiler risulta di sovente complicato senza nemmeno volerlo essere Ah, al game over, innescato alla perdita delle vite rimaste, non esiste un modo di ritentare immediatamente il livello o il boss. Bisogna invece rifare tutta la strada dal villaggio che funge da hub di gioco.

La questione salute è invece gestita per tutte le parti in causa in una maniera inizialmente poco chiara. Un contatore dei danni in basso nello schermo conta i colpi subiti e inflitti, ma senza portare a una morte, in quanto non esiste un livello di salute da azzerare. Più danni si sono accumulati e più i colpi ricevuti spareranno noi o l’avversario attraverso l’ambientazione, a velocità sempre maggiore e facendolo rimbalzare ovunque.

Megabyte 02

Se i danni incassati sono abbastanza, il nemico verrà eiettato nall’aere talmente forte da sfracellarsi contro le superfici – spesso anche distruggendole – o nel nostro caso perderemo una vita (si parte con 3 vite ad ogni livello e se ne guadagna una ogni poco più di 60 monetine chiamate Bit recuperate da nemici e scenari distrutti). Anche qui il risultato è che le abilità effettivamente utili sono quelle con più capacità di knock back possibili, mentre tecniche che malmenano l’avversario sul posto sono solitamente molto meno utili.

A chiudere il cerchio esiste poi un utile scudo a bolla a tempo che si può attivare premendo il grilletto destro e una mossa un po’ dubbia chiamata “pelvic thrust”, che spezza gli scudi nemici con un pratico movimento di bacino dal sapore amoroso.

FUSIBILI RIVEDIBILI

A conti fatti, Megabyte Punch è un’esperienza simpatica per la leggerezza del tutto e i colori sgargianti (si possono anche recuperare capsule di colore per reskinnare il protagonista), ma spesso anche frustrante e quasi sempre disincentivante all’esplorazione dei livelli. Il combattimento, che dovrebbe essere il cuore pulsante del gioco, mostra visibilmente il fianco e di frequente vorrete attraversare i livelli sorpassando i nemici “di condimento”, la cui sconfitta non fornisce alcun bonus tangibile e che invece possono comportare la possibilità concreta di prendere qualche sberla non desiderata.

L’avventura principale – sotto cui suona una piacevolissima colonna sonora elettronica – si gioca in un pugno di ore e una volta terminata, ma anche prima, si può dedicarsi al multiplayer locale fino a 4 giocatori o alla modalità torneo, che si compone di 8 round contro IA a eliminazione diretta alla fine del quale si viene ricompensati con un componente raro da poter montare.

Megabyte 03

Considerato che non è il 2013 e che in sette anni qualche necessario ritocco poteva essere fatto per distribuire Megabyte Punch su Switch e che il cresciutello pargolo di Reptile Games viene venduto alla cifra di 20 euro meno un centesimo, dargli una valutazione pienamente positiva mi viene sinceramente difficile, al netto degli ottimi pareri positivi che raccoglie in giro per il web. Il mio pollice scassato sul duro Dpad di Nintendo Switch, quantomeno, non si sente di consigliarvelo.

5.5 SCASSONE

Cuore guerriero, scatola di ferro, Megabyte Punch ha accumulato un po’ di ruggine e avrebbe gradito una lucidata e un po’ di olio prima di uscire su Switch. Fra controlli imperfetti e prezzo altino, il rischio è di di trovarsi per le mani un gioco più frustrante che divertente..

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