Arboria è il titolo di esordio di Dreamplant, che con la loro opera prima si misurano con un mix di generi consolidati mettendoci di loro una bella dose di unicità.

Arboria è bello strano: i suoi personaggi sono ben diversi da quelli cui siamo abituati, e per di più sono molto lontani dai canoni di bellezza dei classici eroi. L’ambientazione poi mi ha fatto sollevare il sopracciglio destro come neanche il miglior Ancelotti, e mi ci è pure voluto un po’ di tempo per capire in quale genere videoludico collocare questo titolo in uscita in Accesso Anticipato domani 7 maggio. Dite che mi sarei dovuto leggere la descrizione di Steam?

IL FASCINO DEI PUGNI

Partiamo quindi dal principio: in Arboria c’è da menare le mani. Non credete alla brutta gente che vi dice che è un GdR, qui abbiamo un gioco di combattimento con armi di mischia e l’aggiunta di un pizzico di incantesimi, che poi sono più simili a certe abilità di Kratos rispetto ai segni di Geralt, per capirci.

Ogni scontro mantiene qualche elemento di tatticismo, infatti non ci saranno mai dozzine di avversari in contemporanea; dovremo invece comprendere la tipologia di ciascuno di loro (tank, ranged unit) e i rispettivi moveset per decidere come approcciare il combattimento e a quali mostri dare priorità.

E di veri e propri mostri si tratta: nella build che ho provato ho abbattuto un sacco di insettoni giganti, e qualche altro essere, tra cui lucertoloni e creature che parevano un miscuglio non meglio identificato tra un albero e un porcospino che rotolavano lasciando dietro di sé scie di fuoco.

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Vai a capire. Al momento non c’è grande varietà di bestiario, ma dicevo appunto che siamo appena all’alba della fase di Accesso Anticipato, per cui è normale. E’ normalissimo. A mio modo di vedere, gli sviluppatori di Dreamplant avranno modo di testare diverse meccaniche che potranno fare la differenza nell’esperienza finale: ad esempio, per schivare un colpo adesso è possibile sia fare un balzello sia una più classica capriola, il che sembra ridondante; anzi la capriola richiede un lungo tempo per rimetterci in piedi, dunque a me è parsa quasi inutile.

Uno dei due sistemi verrà eliminato, o almeno modificato per rendere entrambi funzionali e divertenti? Appare infine palese l’assenza di un sistema di stamina, ormai ben consolidato in questo genere. E’ una precisa scelta di design, o forse più prosaicamente non c’è stato tempo e modo per implementarla fino ad oggi?

IL MISTERO DEI FIORI

L’ambientazione di Arboria mi ha lasciato inizialmente spaesato, nel senso più positivo possibile di chi si trova perduto in mezzo a un mondo strano e a modo suo affascinante, che viene voglia di esplorare in lungo e in largo. Siamo infatti lontani da ispirazioni medievali o cyberpunk; ci ritroviamo invece in un villaggio abitato da simil-troll che nascono, anzi spuntano, da giganteschi germogli.

Nulla viene spiegato con chiarezza, e a dire il vero non aiuta il gergo locale, di ardua comprensione anche per chi conosce bene l’inglese a causa di un uso molto pesante di una parlata che ricorda quella degli Orki di Warhammer. In ogni caso, la nostra avventura ci porta livello dopo livello verso le profondità del sottosuolo, anch’esse ricche di radici e vegetazione.

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Lo scopo è trovare il punto di uscita per continuare il viaggio verso un irraggiungibile fondo. Non ci sono falò, circoli di meditazione o altri luoghi dove salvare, e ogni volta che si muore si rinizia da capo. Arboria è un rogue-lite, sì. Le uccisioni che effettuiamo aumentano una risorsa, il “veri”, che può essere spesa per guadagnare il favore degli dei e di conseguenza avere probabilità di migliori caratteristiche del prossimo guerriero che impersoneremo.

Tali divinità poi hanno un ruolo interessante: a loro si devono gli strani macchinari che permettono, tra un livello e l’altro, di migliorare le nostre abilità; si tratta dell’unica tecnologia avanzata che vediamo nel gioco, il che lascia pensare a qualche tipo di civiltà avanzata di cui ormai sono rimaste solo poche reliquie abbandonate.

Il villaggio dove parte ogni run fa da hub iniziale; lì troviamo diversi PNG con cui però al momento non si può interagire. E’ chiaro che si tratta di altri aspetti che richiedono ulteriore sviluppo, al punto che alcuni percorsi lasciano intravvedere nuove aree, ma per ora sono bloccate da piccole barricate.

PRIME IMPRESSIONI – CRESCI BENE CHE RIPASSO

Non c’è molto altro di cui parlare perché la quantità di contenuti è ridotta, e imbarcarsi in un Accesso Anticipato è sempre una scommessa, perciò consiglierei questo gioco solo ai veri appassionati di souls-like.

Arboria mette in mostra fin da subito tanta personalità e tanto cuore, non ha paura di osare con un’ambientazione unica che di bello, nel senso tipico del termine, ha ben poco. In bocca al lupo quindi a Dreamplant e alla loro community per i prossimi mesi, speriamo che questo ibrido venga su bene.

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