Disaster Report 4 è, come si intuisce dal titolo, il quarto capitolo di una serie nata ad opera di Granzella su Playstation 2 nel 2005, di cui ammetto beatamente di non aver mai sentito parlare prima di avere tra le mani questo gioco.

Come ogni volta che mi imbatto in qualcosa che non conosco sono andato a fare un po’ di ricerche e scopro che in realtà questo quarto capitolo doveva uscire nel lontano 2011 su Playstation 3, ma dato l’argomento trattato, fu bloccata la sua produzione a causa del terremoto di magnitudo 9 che si abbattè sul Giappone. Grazie alla richieste dei fan della serie, il gioco è uscito in Giappone già nel Novembre 2018 su Playstation 4, seguito da una versione Nintendo Switch nel Settembre 2019 e da oggi, grazie all’intervento di NIS America, è disponibile in occidente su Playstation 4, PC e Switch (versione che abbiamo giocato).

VIVI E LASCIA….

Disaster Report 4 è un action survival che vi mette le panni di un personaggio completamente customizzabile sia per sesso che aspetto che si ritrova in una grande città giapponese durante una calda estate. Il protagonista si trova in questa città per fare un colloquio di lavoro, ma la sua vita verrà completamente stravolta da un grande terremoto che colpisce il territorio.

In realtà, e qui faccio un pochino di spoiler, Disaster Report 4 più che un action survival è un titolo che si avvicina molto al genere “slice of life“, anche se con un’ambientazione molto particolare. Per chi si aspettava quindi un titolo che facesse il verso ai tanti “disaster movie” a cui siamo abituati dalle nostre parti (2012, Armageddon, Deep Impact e via via dicendo) rimarrà molto deluso, visto che il puzzle solving e le scene puramente action fanno semplicemente da collante tra un momento narrativo e quello successivo.

Per fortuna le storie all’interno di Disaster Report 4 sono molto ben scritte e ci faranno scontrare spesso e volentieri con il nostro senso di moralità. Le opzioni selezionabili nei dialoghi con i tanti personaggi del gioco ci mostrano tantissime possibilità che ci possono dare “punti moralità” o “punti immoralità”. Nella mia run ho cercato di essere un perfetto “boy scout” ma a volte anche cercare di fare la cosa giusta potrebbe darci punti immoralità, per farci capire come sopravvivere ad un disastro naturale potrebbe cambiare la visione delle cose che abbiamo intorno a noi. Per fortuna questo indicatore di moralità non ha grossi effetti sul gameplay ma è più un metro di giudizio su come abbiamo “interpretato” il nostro personaggio.

A confermare la mia visione del titolo come “slice of life” sono presenti anche indicatori che ci segnalano il nostro livello di fame, sete e addirittura esigenza di andare al gabinetto (una volta mi è capitato anche di andare a svuotare la vescica in mezzo ad un piccolo prato), ma in realtà anche qui, come il sistema di moralità, l’impatto sul gameplay è semplicemente ruolistico e non fondamentale.

Una cosa da notare è come la cultura giapponese in momenti di difficoltà come quelli susseguenti ad un terremoto di queste dimensioni si comporti in maniera completamente diversa da quella occidentale. Infatti il popolo nipponico non si pone mai la domanda del se mai possa capitare una cosa del genere, ma solo del quando. Se per alcuni personaggi il disastro rappresenta un colpo durissimo, per altri è poco più di un semplice fastidio alla pari di quello di un affare andato male, mentre per altri ancora rappresenta un’opportunità per ricominciare o arricchirsi, ma ci saranno alcuni momenti in cui l’unica cosa da fare sarà fermarsi e pensare, dato il grosso impatto emotivo che alcune scene sapranno fornire.

NARRAZIONE SPETTACOLARE, REALIZZAZIONE MOLTO MENO

Disaster Report 4 mostra tutti i suoi limiti però nella realizzazione tecnica. Si nota come il gioco sembra studiato per la generazione precedente e soprattutto su Nintendo Switch questi problemi vengono alla luce in maniera ancora più evidente.

A livello di frame rate il gioco difetta molto sulla console Nintendo (ho avuto modo di confrontarlo con le versioni PC e PS4 tramite qualche video e si nota un downgrade grafico molto evidente), ma per fortuna non ci sono sequenze action tali dove questo problema tecnico possa rappresentare un vero problema. Molto più fastidioso invece sono i lunghi caricamenti ogni volta che parte una cutscene o si passa da una zona all’altra, ma soprattutto la parte più fastidiosa sono sicuramente le camere negli spazi stretti che vanno venire un discreto mal di testa.

Inoltre il gioco manca completamente di una guida nelle varie “missioni”, senza indicatori di nessun genere, nè sulla mappa, nè visivamente sullo schermo di gioco, rendendo a volte un po’ frustrante l’esplorazione alla ricerca della zona che faccia “avanzare” la storia, cosa che influenza non poco la durata complessiva del gioco. Personalmente ho portato a termine la mia run in circa 8 ore, ma penso che una seconda partita, per esplorare le opzioni da “bad guy” potrebbe essere tranquillamente finita in 5 ore, sapendo già come muovermi nel disastrato mondo di Zettai Zetsumei Toshi 4 Plus: Summer Memories 

7 Diverso

Se quando sentite parlare di "disaster" pensate di mettervi nei panni di un Bruce Willis o qualsiasi altro eroe da blockbuster hollywoodiano non avvicinatevi assolutamente a Disaster Report 4. Se invece avete voglia di soprassedere sulla realizzazione tecnica abbastanza scarna e godervi un viaggio molto particolare, potreste aver trovato il titolo per voi.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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