Dopo il clamoroso successo di DOOM, soft reboot pubblicato nel 2016, le attese per DOOM Eternal erano ampiamente giustificate quanto alle stelle. Il lavoro eseguito sul titolo aveva ampiamente lasciato tutti con la bocca aperta e dato fiducia a una parte della fanbase che dopo il caso di quel DOOM 3, aveva dato non qualche grattacapo a più di un giocatore. Poi c’è stato il caso di DOOM 4, progetto partito a più riprese e cancellato di colpo, con qualche raro footage presente ancora su YouTube e proprio da questo progetto defunto ha visto – in parte – la nascita di DOOM Eternal.

IL RITORNO DEL DOOM SLAYER

Esattamente come stava prendendo la direzione di DOOM 4, incentrato particolarmente con l’invasione demoniaca sulla Terra e dirette guerriglie urbane – tanto da somigliare senza pietà ad una versione potenziata di Half Life 2 – ora, partendo proprio da dove eravamo rimasti con il precedente capitolo, il Doom Slayer dimora nella Fortezza del Destino, orbitando fuori dall’atmosfera terrestre. Indossa tuta e casco mentre ascolta le grida di disperazione e aiuto degli abitanti della Terra mentre subisco l’invasione demoniaca. Il pianeta, da celestiale e idilliaco pianeta azzurro, ora è rosso sangue, pulsando sangue e fiamme da ogni parte del globo. Il Doom Slayer carica il fucile e assistito da VEGA, apre un portale sulla Terra per uccidere più demoni possibili.

Mentre la musica di Mick Gordon sale a livelli esponenziali, gli umani sopravvissuti guardano il Doom Slayer con timore. Egli ormai è un guerriero leggendario, colui che ha chiuso il portale demoniaco su Marte e distrutto la fonte di energia Argent. Quello era il passato, storia che diventa mito e adesso negli anni trascorsi l’umanità si sta adattando alla lotta, non capiterà infatti girovagando per la Terra sanguinante, di trovare mecha grandi quanto palazzi costruiti su sembianze del nostro eroe. Demoni di grandezza e stazza colossale hanno richiesto grosse risorse, arrivando a costruire anche un BFG 10’000 su Phobos e nonostante tutto, sembra sempre poco contro l’invasione demoniaca.

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DOOM Eternal marco in modo significativo l’aspetto narrativo, senza renderlo mai qualcosa di unico a cui aggrapparsi, dato che la formula di gioco sarà sempre quella che abbiamo conosciuto e amato dal precedente: uccidi o sarai ucciso. Senza troppi fronzoli di abilità nello shooting, l’unica cosa che ci viene richiesta è di uccidere più demoni possibili, nel minor tempo e con ogni mezzo a nostra disposizione.

La formula dunque rimane quella, ma vira leggermente con una curva a parabola atta ad abbracciare con grinta le tante e diverse nuove introduzioni.

INFERNO SULLA TERRA

Partiamo proprio dalla già citata Fortezza del Destino. Questa sarà alla stregua di un hub di gioco. Abbandonando dunque una struttura a corridoi, DOOM Eternal si suddivide in missioni e alla fine di queste, torneremo puntuali nella Fortezza dove potremmo equipaggiarci di nuove armi o e spendere relativi punti abilità.
La nostra armatura Preator sarà nuovamente abilitata a potenziamenti, grazie ai Cristalli delle Sentinelle, andando a toccare direttamente statistiche quali salute, corazza e munizioni. A questi si aggiungo le Batterie delle Sentinelle, particolari consumabili da usare solo nella Fortezza del Destino dove potremmo sbloccare skin armature e altri potenziamenti, utili per raggiungere il 100% della potenza effettiva del nostro arsenale come del nostro equipaggiamento.

Da qui inoltre avremo modo di accedere e rigiocare ogni singola missione precedentemente portata a termine, utile per finire di raccogliere tutti i collezionabili lasciati dietro e un comodo sistema di viaggio veloce tra diverse aree renderà la ricerca meno tediosa.

Tra le nuove aggiunte, il già famoso lanciafiamme da spalla, che ci darà la possibilità di ottenere preziosi punti armatura dai demoni colpiti e il rampino posto sotto la doppietta con cui potremo agganciare e lanciarci contro i nemici, regalando una verticalità soddisfacente e mai banale, anzi.

Sotto questo aspetto, aggiungendo anche diverse sezioni di platform che in alcuni momenti spezzano il ritmo non amalgamandosi proprio perfettamente, si può ben notare come il gioco sia ben più punitivo del predecessore. I proiettili sono contati, i nemici arrecano più danno e difficilmente lasciano il tempo di respirare, motivo per cui dovremmo mettere in atto, necessariamente, ogni singola abilità di movimento come di fuoco per potercela cavare anche dalle situazioni più ostiche, infatti torneranno le zone demoniache da depurare a suon di proiettili e uccidere tutti i nemici presenti prima di poter accedere alla zona seguente. Queste saranno il più delle volte, un ricettacolo di nemici di tutte le categorie che ci attaccheranno senza tregua: sperare di cavarsela solo sparando e saltando sarà da sciocchi.

Come già sopraccitato, una fetta di attenzione sarà da dedicare alla trama, più gustosa da seguire in-game ed espansiva grazie ai soliti codex di testi che ci narreranno porzioni di trama. Si aggiungerà inoltre un fattore – che causa spoiler non citerò – che farà la gioia di chi ha giocato i capostipiti DOOM e DOOM 2. Una piccolezza, forse anche banale, che dimostra quanto al solito gunplay praticamente perfetto, gli sviluppatori hanno avuto a cuore anche l’aspetto narrativo, appena puntellato nel capitolo precedente.

E IL MULTIPLAYER?

Chi ha giocato e rigiocato la campagna del precedente DOOM saprà che in tutta quella perfezione, c’era un piccolo problema, ovvero la pochezza del multiplayer, fin troppo piatto e lento, con modalità che in alcuni casi ricalcavano mappe di Quake, non avendone comunque la velocità tipica degli Arena.

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Ebbene in DOOM Eternal c’è la modalità Battlemode, variante online tendente molto al competitivo con giocatori alternarsi tra demoni e soldati, con un gioco molto puro, semplice, ma assai divertente e capace di regalare buone varietà di situazioni di gioco. Come sempre in questi contesti, bisognerà vedere il diretto supporto a questa modalità, se riuscirà a resistere sulla lunga distanza, perché le prime partite sono esaltanti e l’adrenalina nel provarne altre è presente, ma il rischio della ripetitività è dietro l’angolo.
Piccolissima nota che lascio a margine: abbiamo giocato tramite codice ricevuto per piattaforma Xbox. Sulla One S c’è da segnalare qualche piccola pecca di ottimizzazione non proprio fluida in momenti concitati, ma nulla capace di rovinare davvero l’esperienza.

9.0 INFERNALE

DOOM Eternal è stata un'esperienza totalizzante, un risvegliarsi da un letargo durato ben quattro anni e che ha portato una maggiore consapevolezza del titolo in questione come delle potenzialità: Questo è un DOOM tirato a lucido in ogni parte, preso il pad in mano, sarà impossibile staccarsi.

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