Quello di Nioh 2 è un caldo abbraccio di un parente lontano che non incontravi da molto tempo. Squadra che vince non si cambia e quindi la formula utilizzata da Team Ninja per confezionare il tanto atteso Nioh 2 ha degli ingredienti ben precisi: riprendere tutta la struttura che ha celebrato il successo del primo capitolo, riportarla fedelmente e aggiungere succose novità in termini di contenuti e gameplay.

Parte di questa recensione dunque si baserà sull’amalgama del vecchio con il nuovo, sottolineando quanto il gameplay di Nioh 2, come la sua risolutezza nell’esecuzione e pieno senso di appagamento è stato preservato in modo cristallino. Proprio quell’aggiunta un pelo più action, che l’ha contraddistinto dal panorama di tanti e troppi emuli souls like, lo ha reso un titolo contenutisticamente ricco e sopraffino, dalla gestione del corposo inventario tra armature e armi, fino al level design di ogni singola area di gioco, mai banale e irta di pericoli come di gustose ricompense per chi aveva il coraggio di avventurarsi in ogni angolo buio.

UN MUTAMORFO PER AMICO

Questa volta, abbandonati i panni di William, dovremmo creare un personaggio da zero, grazie ad un ricchissimo editor, con la possibilità di creare un personaggio femminile e godere di tanti altri piccoli dettagli estetici, come colorare le doppie punte, piccolezze che fanno piacere sia in fase di libera personalizzazione che di varietà nel momento in cui potremmo condividere un particolare codice relativo al nostro avatar da condividere con altri amici nel mondo, così che le nostre creazioni possano essere usate da altri utenti.

C’è da dire che questa libera personalizzazione del nostro avatar è stata guadagnata a discapito della parola, con il nostro eroe che subirà passivamente gli eventi narrativi – questa volta attingendo da veri fatti storici rivisti per l’occasione – senza mai pronunciare una parola. Diciamo che il buon William si era guadagnato fetta di apprezzamenti anche per le sue due parole di risposta al personaggio di torno, qui invece siamo spettatori, spada in mano, della storia.

Come già detto dunque, la struttura di gioco è praticamente identica a quella del capitolo precedente, partendo dalla porzione di mappa che ci presenterà diverse missioni, divise tra principali, secondarie e Crepuscolo. C’è da segnalare qualche leggero sbilanciamento per la somministrazione di questi eventi, dove capiterà molte volte di addentrarci in missione secondarie ben più ardue e frustranti degli eventi principali, necessitando dunque un poderoso level up del nostro eroe, per accumulare preziosa esperienza ed oggetti utili duranti gli scontri, oggetti che potrete trovare anche nascosti nella mappa di selezione delle missioni, con una sorta di piccolo minigioco inserito a tradimento, ma divertentissimo.

La vera novità somministrata gradualmente e che necessita di essere sviscerata livello dopo livello è la nostra trasformazione in yōkai, quindi la naturale evoluzione delle nostre abilità da mutamorfo. Il nostro alter ego nasce metà uomo e metà yōkai – da parte di mamma, ma la storia sarà molto più ampia, per cui è bene gustarsela durante il gioco – e sarà un’abilità che verrà in sostituzione di quella che era l’abilità dell’Arma Vivente: a indicatore pieno, attiveremo la nostra temporanea trasformazione, rendendoci invincibili, aumentando drasticamente il nostro potere di attacco. Lo spirito guardino però non verrà omesso, bensì avrà nuove funzionalità, quali la possibilità di ottenere poteri dagli yōkai, boss inclusi, che avremo sconfitto sul campo, abilità dunque che incasellate in due slot dedicati, potremmo richiamare durante la partita, regalandoci bonus di attacco o di difesa.

Come prassi in Nioh 2, anche questa gestione necessiterà di tanto tempo da passare nel menù di gestione di queste abilità, perché le dovremo soppesare e sacrificare, decidere quali si adeguano meglio al nostro stile di gioco, per poi deciderne soltanto due. Come per gli oggetti, anche queste abilità saranno contraddistinte da dei livelli di potenza, a seconda della pericolosità dello yōkai appena abbattuto.

REGNO OSCURO A MACCHIA D’OLIO

A queste e altre piccole novità che vanno a nostro vantaggio, se ne registrano altre anche per i nemici, nettamente più cattivi, feroci e camaleontici nell’approcciarsi negli scontri. In particolare, ci saranno alcuni nemici innocui a prima vista, che addirittura ci ciberanno di altri loro simili gravemente feriti da noi, trasformandosi in grossi yōkai molto più resistenti, pericolosi e difficili da studiarne il pattern di movimenti o di attacco. Quello che potremmo definire l’effetto Magikarp, quindi anche nei livelli più alti, sarà impossibile prendere sottogamba questi piccoli esseri.

A metterci i bastoni tra le ruote ci saranno anche le zone pregne del Regno Oscuro emesse dagli yōkai, ovvero adesso non ci sarà più la singola pozza oscura che rallenterà la nostra gestione del Ki, bensì troveremo intere zone pregne di un alone misterioso, oscuro, un tanfo di morte che ci indirizzerà alla fine a uno yōkai ben preciso, che assume più le fattezze di un mid-boss, da sconfiggere – opzionalmente – così da guadagnare preziosa esperienza e sbloccare le diverse casse contente loot, oltre quello droppato dallo yōkai.

In queste zone, la gestione e rigenerazione del Ki sarà molto più difficile, per cui sarà necessario curare e ragionare ogni singola azione con parsimonia e spirito stratega.

Nulla da aggiungere sul comparto delle armi, con un feeling sul loro uso praticamente perfetto sul campo e immutato dal precedente capitolo a cui sottolineo una bellissima novità, ovvero quella del falcione: grazie alle classiche tre posture a cambiare velocità di attacco e relativo danno (alto, medio e basso) il falcione cambia drasticamente la sua forma come il suo utilizzo. Concatenando diverse combo cambiando postura durante l’attacco, metteremo in atto delle soluzioni di attacco davvero micidiali.

In molti potrebbero ben criticare questo facile riutilizzo di asset in un titolo che mai ha nascosto la sua natura sin dal suo annuncio e nel giudizio finale questo risulta una piccolezza davvero inconsistente davanti il lavoro mastodontico messo in atto.

9 Imprescindibile

Nioh 2 è una gioia per gli amanti dei souls like, con una forma finale che lascia a bocca aperta. Non esente certo da difetti, ma il team di sviluppo ha dimostrato di essere all'altezza della sfida e di avere le carte in regola per dettare qualche piccola legge nel genere. Imprescindibile.

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