Purtroppo non sono stato tra i fortunati che ha potuto vedere in anteprima Picard, la nuova serie TV di Amazon Prime Video ambientata nel mondo di Star Trek e con protagonista il mai troppo amato Patrick Stewart nel ruolo che lo ha reso celebre nel mondo “seriale” e cinematografico.

E quindi da semplice fan sono stato fino ad ora tarda a fare F5 sulla home page di Amazon Prime Video fino a quando non è diventato disponibile il primo episodio. Faccio play, finisce la sigla e la mia reazione è stata questa:

Troppi Ricordi

Pur non disdegnando il mondo di Star Wars, per me Star Trek ha un sapore speciale (giusto per aizzare i due fandom), soprattutto il ciclo The Next Generation che è stata forse la prima serie TV che ho seguito dal primo all’ultimo episodio e quindi rivedere su schermo Jean Luc Picard è stato veramente un tuffo al cuore.

Quello che salta subito all’occhio è come le ambientazioni a cui eravamo abituati, ossia ponti di navi spaziali, pianeti inesplorati ed immensi panorami dello spazio vuoto (ma sicuramente torneranno), lasciano il posto ad un setting urbano, anzi quasi del tutto rurale quando ci troviamo nella Chateau Picard, il luogo dove l’Ammiraglio Picard ha deciso di vivere dopo aver lasciato la flotta stellare, in compagnia di Numero Uno (nome con cui chiamava il suo primo ufficiale ai tempi dell’Enterprise), un bellissimo Pit Bull

Picard

Ecco Picard con Numero Uno

Momento cinofilo: Patrick Stewart è un grandissimo appassionato di Pit Bull, tanto che li alleva personalmente, ma il cane dello show, Dinero il suo nome, non proviene dal suo allevamento. Dinero è un Pit Bull che è stato salvato da un canile americano dove spesso e volentieri i membri di questa razza vengono soppressi perchè vengono cresciuti stimolando la loro aggressività e poi abbandonati perchè ritenuti pericolosi. Lo stesso Stewart sta combattendo una battaglia contro la legislazione inglese che non permette di possedere questo tipo di cani all’interno del Regno Unito (considerati troppo pericolosi alla stregua di altri molossoidi) ed anche per questo motivo l’attore ha voluto fortemente un cane di questo tipo all’interno del suo show, per mostrare come in realtà sia una razza fantastica se allevata ed addestrata da persone competenti (e da addestratore cinofilo non posso che essere d’accordo con lui).

Finito il momento cinofilo, possiamo tornare a parlare dello show. Dicevamo che Picard è ormai in “pensione” dove cerca di godersi la vecchiaia in quello che per lui è il sogno di una vita: un piccolo appezzamento di terreno nella sua Francia dove poter coltivare il suo vino. Ma purtroppo per lui il passato non lo abbandona e si presenta sottoforma di incubo che lo riporta a rivedere un vecchio viso molto familiare, a cui ha dovuto dire addio troppo presto.

Per quanto possa essere funzionale a livello di sviluppo della trama il sogno visto in questo primo episodio, è palese come gli showrunner cercheranno di forzare alcuni passaggi, scommetto anche negli episodi successivi, per mostrarci quanti più cameo ed easter egg possibili, giusto per far esaltare ed esultare i fan più accaniti (e ci sono riusciti perfettamente!).

Ma non è il solo incubo a disturbare la quiete di Picard, ma anche un nuovo personaggio dal nome Dahj (interpretata da Isa Briones) che lo cerca per chiedere aiuto. In questi passaggi devo ammettere che ho trovato un po’ sbrigativo e forzato l’avvicinamento dei due personaggi, ma sono sempre dell’idea che perdere puntate su puntate per questo scopo possa essere deleterio ed annoiare lo spettatore.

Picard

Classica faccia di chi implora aiuto!

Per chi conosce il personaggio di Picard sa benissimo che la sua indole lo porta ad aiutare chiunque (e durante la puntata scoprirete che questo suo modo di fare gli ha creato non pochi problemi nel passato) e quindi la risposta dell’ex capitano è abbastanza scontata. La puntata ha termine con una visione che, almeno personalmente, mi ha fregalato un piccolo brivido lungo la schiena.

Gli anni sulle spalle di Stewart si vedono tutti (ed apprezzo molto che non hanno cercato di far sembrare Picard un supereroe che non invecchia mai), ma i caratteri distintivi del personaggio sono rimasti immutati e per questo molto apprezzati. Alcuni passaggi di questa premiere non mi hanno convinto perchè forse troppo sbrigativi e poco chiari, ma non per questo reputo la puntata deludente, anzi le ultime scene hanno fatto salire l’hype altissimo e non vedo l’ora di poter guardare il secondo episodio la settimana prossima.

In poche parole: promosso, non a pieni voti, ma con ampia sufficienza, sperando che i prossimi episodi alzino il livello e considerando che nel terzo e quarto dietro la macchina da presa avremo Jonathan Frakes, ossia il comandante William T. Riker, il vero “Numero Uno” di Picard ai tempi di The Next Generation, le aspettative sono altissime.

 

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