Personalmente ho un rapporto particolare con Dragon Ball, visto che il manga di Akira Toriyama è stato quello che mi ha “creato” la dipendenza da fumetti che ancora oggi, a distanza di oltre 25 anni, continua e per quanto possibile peggiora.

Paradossalmente però la saga non ha mai stimolato tantissimo il mio appetito videoludico, forse perchè la maggior parte dei titoli licenziati Dragon Ball erano dei picchiaduro. L’arrivo di Dragon Ball Z Kakarot, a cura di Bandai Namco, ha cambiato completamente le carte in tavola.

GOKU SIAMO CON TE!

Il gioco segue le avventure di Goku e dei suoi compagni durante tutte le loro avventure della serie Z, a partire dalla saga dell’invasione dei Saiyan fino ad arrivare a quella di Majin Buu. Tutte cose già viste in altri titoli dedicati a Dragon Ball, ma questa volta non ci sarà da menare mani in un classico picchiaduro (perchè in realtà di combattimenti ce ne sono di continuo), ma in un Action GDR che mette sotto il controllo del giocatore tantissimi personaggi iconici del franchise come ovviamente Goku, ma anche Piccolo, Vegeta e tanti altri.

Dragon Ball Z Kakarot

La parte puramente Action del gioco non differisce molto nel sistema di combattimento da quanto visto in altri titoli della serie: i nostri personaggi avranno la capacità di volare e quindi muoversi in maniera libera in grandissimi scenari tridimensionali e possieono un set di mosse veramente notevoli, a partire dagli attacchi base utili per creare le combo, per finire ad una pletora di attacchi speciali e trasformazioni caratteristiche di ogni personaggio. Di fondamentale importanza è apprendere in breve tempo il timing per eseguire le diverse mosse a disposizione e difendersi da quelle avversarie. Gli sviluppatori hanno voluto giocare sul sicuro, dando ai giocatori un sistema collaudato e già conosciuto.

La novità di questo Dragon Ball Z Kakarot invece risiede nella parte GDR, visto che durante il corso delle nostre avventure i nostri personaggi guadagneranno esperienza e risorse con cui aumenteranno di livello e sbloccheranno nuovi talenti nei loro alberi di abilità (un video sulla progressione del personaggio era stato mostrato in questo articolo). Da notare che per mantenere il livello di difficoltà sembra bilanciato, non tutte le abilità sono disponibili dall’inizio, ma verranno sbloccate man mano che si prosegue nella storia, impedendo i giocatori più dediti al farming di poter avere abilità a livelli troppo alti rispetto al punto della storia che abbiamo raggiunto.

OPEN WORLD TORIYAMA STYLE

Una delle cose che più aveva attratto la mia attenzione in fase di presentazione del gioco era la componente “Open World“, visto che dovendo seguire una determinata trama non capivo come il titolo si potesse permettere di avere sezioni libere. Devo dire di essere rimasto piacevolemente stupido da quanto realizzato, soprattutto perché il mondo creato è tutto in puro stile Toriyama (con tanto di assurdi dinosauri o edifici a cupola, classici del Maestro). A parte alcuni momenti precisi del gioco sarà sempre possibile visitare le varie zone di gioco alla ricerca di risorse, orb per sbloccare nuove abilità e tantissime sidequest, alcune delle quali ci permetteranno anche di incontrare personaggi “secondari” della saga.

Dragon Ball Z Kakarot

Quando incontreremo alcuni personaggi noti del mondo di Dragon Ball riceveremo i loro Emblemi dell’Anima. Questi Emblemi troveranno allocazione nelle bacheche di comunità, che servono per aumentare i poteri dei nostri personaggi in diverse settori.. Ogni Emblema ha dei valori predefiniti di base per le diverse comunità che influenzano anche il livello massimo che possono raggiungere (tramite l’uso di diversi consumabili). Visualizzando i dettagli di ogni Emblema possiamo scoprire le affinità che ogni personaggio ha con gli altri e quindi, man mano che si sbloccano nuovi personaggi ed i loro relativi Emblemi, ci sarà da lavorare sulle bacheca per poter ottimizzare i bonus che forniscono.

Ci sono 7 diverse bacheche, ognuna delle quali regola , come già accennato, un determinato settore: ad esempio la bacheca Z fornisce buff nel combattimento, quella divina migliora le capacità di raccolta delle sfere Z e degli oggetti o quella culinaria che fornisce dei buff sui pasti che mangiamo. Proprio su quest’ultimo aspetto c’è da fare una piccola precisazione: in tutti i GDR solitamente i pasti vengono usati come oggetti di cura o al massimo per piccoli boost di abilità temporanei (vedi Monster Hunter ad esempio, anche se non è un GDR in senso stretto). In Dragon Ball Z Kakarot il cibo e la cucina hanno un ruolo decisamente più importante visto che determinati pasti possono fornire dei boost permanenti al nostro personaggio e quindi sviluppare questo “settore” alla pari del farming di exp e sfere Z è fondamentale se vogliamo far crescere in maniera rapida e bilanciata i nostri eroi.

Ovviamente anche le Sfere del Drago fanno la loro comparsa in Dragon Ball Z Kakarot ed in precisi momenti del gioco sarà possibile partire alla loro ricerca per poter richiamare il drago Shenron, che esaudirà un desiderio per noi. Sarà possibile resuscitare qualcuno, ma questa volta tocca ai nemici, per ottenere un bel rematch ed eventuali ricompense che portavano con loro, oltre a poter chiedere risorse di vario genere.

Da notare come gran parte di questi contenuti siano del tutto opzionali ma proseguendo in maniera spedita nella storia ci si ritroverà in determinati momenti a dover usare quintali di oggetti di cura per sopravvivere a determinati scontri quindi è consigliabile “perdere” un po’ di tempo per dedicarsi al farming ed alle sidequest per mantenere il grado di sfida sempre bilanciato.

Dragon Ball Z Kakarot

Per i neofiti (ma anche per i fan della serie) c’è anche una completissima Enciclopedia Z che raccoglierà informazioni di ogni tipo mentre si prosegue nella storia, dai dettagli degli avvenimenti nelle varie saghe, alle relazioni tra i vari personaggi, passando anche per le colonne sonore che hanno accompagnato la nostra adolescenza.

GOKU VA VELOCE, I CARICAMENTI NO

Dragon Ball Z Kakarot ha una discreta durata (intorno alla trentina di ore perdendo il tempo minimo indispensabile per alcune sidequest che forniscono gli Emblemi), tra cui anche alcuni interessanti combattemimenti post endgame. Diciamo che il gioco in realtà sarebbe potuto essere più breve se non ci fossero stati diversi problemi di lentezza nei caricamenti delle schermate o alcune quest non proprio ben studiate.

A livello tecnico però bisogna segnalare il comparto grafico che non farà gridare al miracolo, ma risulta comunque di buona fattura, mentre quello sonoro è di grandissimo impatto con doppiaggio sia in inglese che giapponese (ovviamente quello inglese l’ho provato per circa 20 secondi, prima di tornare alla lingua originale). Il testo di gioco è completamente localizzato in italiano, quindi nessun problema per chi non mastica l’inglese.

E’ disponibile anche un expansion pass che aggiungerà nuovi episodi e scenari in futuro, ma al momento non ci sono molte informazioni al riguardo, mentre è in direttura d’arrivo un update gratuito che inserirà una sidequest con Arale e Gatchan (altri personaggi nati dalla matita di Toriyama) e un dispositivo Macchina del Tempo che permetterà di rivisitare i capitoli già affrontati per completare tutte le sidequest e trovare tutti i collezionabili.

7.5 KAMEHAMEHA!

Non siamo di certo di fronte ad un prodotto che possa redifinire il genere, ma al netto di questi piccoli difetti Dragon Ball Z Kakarot rappresenta forse il titolo che da sempre aspettavo (e come me, tanti altri fan) per vivere le avventure di Goku, con un discreto comparto action ed uno GDR più che buono.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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