Chi aveva tra le mani un Sega Dreamcast 18 anni fa probabilmente ha giocato a Shenmue II, uno dei giochi che rappresentarono il “canto del cigno” di una console già dichiarata “morta” dalla casa produttrice, che aveva deciso di ritirarsi dal mercato dell’hardware.

Il più grande difetto di quel titolo era il finale apertissimo che ha lasciato nel limbo gli appassionati per tutto questo tempo, fino a quando Yu Suzuki, ideatore della serie, nel 2015 non ha creato una campagna di crowdfunding per continuare a raccontare la storia di Ryo e Shenhua.

Dopo 4 anni Shenmue III, non senza difficoltà. vede finalmente la luce (preceduto anche da una versione remastered HD dei primi due capitoli che abbiamo recensito in passato). Riusciremo a vedere la parola fine definitivamente?

LA STORIA CONTINUA

Bisogna fare una bella premessa prima di iniziare a parlare di Shenmue III. Se non avete giocato i primi due capitoli (e la remaster che ho citato è utilissima al riguardo) o per lo meno non vi siete visti tutti i walktrough che potete trovare online, è praticamente impossibile godersi lo sviluppo della trama con i suoi molteplici riferimenti ai titoli passati, oltre a trovarsi completamente spiazzati anche a livello di gameplay.

La storia di Shenmue III inizia esattamente dove era finito il secondo capitolo (con tanto di video del finale di Shenmue II riproposto come cutscene iniziale), con i nostri “eroi”, che si ritrovano nel lontano 1987 in un villaggio rurale chiamato Bailu (dove è nata Shenhua), il classico paesino dove la popolazione vive in maniera semplice e tutti si conoscono. Proprio su questo elemento si basa gran parte del gameplay iniziale, con Ryo che dovrà guadagnarsi la fiducia dei vari abitanti del villaggio mentre porta avanti i suoi allenamenti e le sue indagini, finalizzate alla ricerca dell’assassino di suo padre, Lan Di. In seguito ci sposteremo a Niaowu, una città che ricorderà a molti le sessioni di gioco ad Honk Kong di Shenmue II.

Shenmue III Park

L’ambientazione iniziale ci porta in un ambiente rurale fuori dal tempo

BACK TO 2001

Il gameplay di Shenmue III prosegue la tradizione dei capitoli passati, dato che, come già ricordato, il nostro scopo durante l’avventura è quello di seguire indizi, fare domande in giro, allenarsi (e farlo anche tanto), cercare come guadagnarsi i soldi per sopravvivere e combattere.

Proprio nel combattimento si nota la prima vera differenza con Shenmue I e II, dove le mosse erano solitamente associate alla pressione di pochi tasti, mentre in questo terzo capitolo è stato introdotto un nuovo sistema che prevede la rapida pressione in successione di una certa combinazione di tasti. Al primo impatto il vecchio sistema di combattimento sembra più “immediato”, ma alla lunga, anche grazie all’AI dei nemici che ci daranno filo da torcere grazie ad un sapiente uso delle parate e contrattacchi, il nuovo sistema regala grandi soddisfazioni.

Questo cambio nel modo di combattere porta a perdere molto tempo nell’allenamento, non solo per poter aumentare “numericamente” le nostre statistiche, ma anche per prendere la mano con la sequenza di tasti e la rapidità di esecuzione delle combinazioni (inutile negare che i primi allenamenti finivano con quasi il 100% di mancato e qualche lento).

Shenmue III Bruce Lee

Ci possiamo allenare nell’iconica mossa di Bruce Lee!

Per quanto le sessioni di allenamento e combattimento siano importanti (alcune volte combattere è l’unico modo per andare avanti), il cuore di Shenmue III rimane comunque la parte legata all’avventura, con la possibilità di poter parlare e scambiare due parole con praticamente tutti gli NPC presenti nel gioco. Non sempre quello che avranno da dire sarà utile per proseguire nella trama (e a volte i dialoghi sono un po’ forzati), ma di sicuro la cura di Suzuki e del suo staff nel curare anche questi piccoli particolari dimostra la passione che hanno riversato in questo gioco e da questo punto di vista i fan non rimarranno delusi.

A livello di gameplay una della poche cose che mi ha fatto davvero storcere il naso è la velocità con cui la salute di Ryo scende, anche facendo l’azione più semplice ossia correre. Questo porta a dover comprare quintali di cibo per finire la giornata senza rimanere a secco, oltre al fatto che nonostante ci siano fantastiche pietanze e ristoranti durante il corso di tutta l’avventura, ci ritroveremo sempre a mangiare del dannatissimo aglio!!! (e buona pace per chi ci dovrà stare accanto).

NOSTALGIA PORTAMI VIA

A parte questo piccolo rant bisogna dire che il senso di nostalgia che fornisce Shenmue III è al tempo stesso il suo più grande difetto ed il suo maggior pregio. Difetto visto che rimane ancorato a vecchi sistemi narrativi e di gameplay, rendendo il titolo agli occhi del non appassionato della serie un prodotto di qualità non eccelsa, ma per gli stessi motivi non può non aprire una breccia nel cuore dei fan, che si ritroveranno a distanza di quasi 20 anni a proseguire la propria avventura come se si fosse interrotta solo ieri.

A livello narrativo ci troviamo di fronte ad una storia ben costruita (ed anche abbastanza longeva), con ritmi forse diversi da quelli a cui siamo abituati oggi, e che, mi dispiace farvi questo piccolo spoiler ma lo trovo doveroso, lascia spazio a nuove avventure, visto che a quanto pare l’intenzione di Suzuki è quella di non fermarsi a questo terzo capitolo (ma qui sappiamo che solo il grafico delle vendite ci potrà dire se ci sarà un seguito oppure no).

Shenmue III City

Bisogna lavorare duro per poter mangiare

Tecnicamente Shenmue III è un prodotto che cerca di mantenere uno stile grafico che rimandi al passato quanto più possibile (scordiamoci il motion capture di un Death Stranding, tanto per capirci), ma che ci regala delle ambientazioni spettacolari e così diverse a seconda della zona in cui ci troviamo, con un forte contrasto tra la vita rurale di Bailu e la frenetica ed architettonica Niaowu. Purtroppo a livello audio il doppiaggio inglese fa acqua da tutte le parti, con l’espressività dei doppiatori pari a quella di Marina Massironi mentre faceva l’annunciatrice dei Bulgari di Aldo, Giovanni e Giacomo, non trasmettendo assolutamente nessun tipo di emozione (per i non anglofoni non vi preoccupate, il gioco è sottotitolato in italiano).

 

 

 

 

 

 

 

7.5 Nostalgico

Il voto assegnato è una media ponderata tra il 6 per i non appassionati ed il 9 per i fan della serie. E' inutile negare che Shenmue III sia un prodotto tecnicamente "vecchio", ma credo che sia anche voluto per regalare ai fan che aspettavano da 18 anni di sapere come continuava la storia. E ora ci toccherà aspettarne altri 18 per il quarto capitolo?

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