Affrontare una partita di Civilization equivale, più o meno, a decidere di prendersi un anno sabatico per dimenticare tutto e tutti al fine di ritrovare il proprio io.

Può sembrare una frase da cioccolatino mischiata a un concetto filosofico tratto da un simposio greco, ma al netto delle possibili discussioni che si potrebbero spendere in merito, Civilization VI è, e rimane, uno di quei giochi gestionali perfetti così come sono, uno di quei giochi che è riuscito ad appassionare una platea incredibile di amanti del genere che ancora oggi, sicuramente, stanno passando turni su turni a cercare di portare a termine ogni partita con ogni civiltà presente nel gioco.

Ma perché torniamo oggi a parlare di Civilization? L’occasione rende l’uomo ladro e io, che amo occupare il mio tempo con giochi distensivi, ho avuto il piacere di passare un altro po’ di tempo in compagnia del titolo sviluppato da Firaxis, cambiando però piattaforma da PC a Xbox One, che insieme alla PlayStation 4 ha accolto l’arrivo della sesta incarnazione di questo franchise insieme a tutte le sue espansioni uscite fino a oggi.

Volete sapere com’è andata? Passate il turno che lo scopriamo insieme!

TEMPO DI RICOMINCIARE

A differenza degli strategici in tempo reale, come uno Starcraft per intenderci, Civilization è invece uno strategico a turni con tinte manageriali, un fiore all’occhiello per il genere di riferimento che dalla sua uscita a oggi si è fatto sempre più amare, accaparrandosi una buonissima fetta di amanti seriali.

Tutto a inizio con la scelta di una civiltà, che porta con sé alcune regole comportamentali e unità particolari, e continua con lo sviluppo della medesima su una scacchiera composta da esagoni pronti a essere conquistati, edificati e persino esplorati. Ogni tassello di questo mosaico virtuale cerca di riprodurre appieno le possibili strade intraprese dai nostri avi in passato, proponendo per esempio luoghi perfetti per costruire il nostro granaio, oppure espandere il territorio intorno alla nostra capitale col fine di costruire interi quartieri o splendide meraviglie.

Insomma, non c’è davvero fine alle possibilità proposte dal gioco Firaxis, motivo per cui diventa spesso interessante osservare le partite altrui oppure cambiare il nostro stile di gioco all’occorrenza, così da rendere più briosa la nostra permanenza insieme al gioco. Ma i metodi di vittoria sono tanti e tutti più o meno difficili da portare a termine: per dire, può capitarvi di passare un’intera sessione di gioco in pace con il mondo, sbagliare un’attività diplomatica e inimicarvi il mondo scendendo in guerra. Oppure potete fare il contrario, seguendo la linea belligerante del generale spietato che attacca e uccide chiunque trovi sul proprio cammino.

Esistono civiltà basate sul commercio e altre basate sulla cultura, ma resta davvero interessante il caleidoscopio di situazione che può generarsi randomicamente a ogni partita, un caleidoscopio che rende l’esperienza di gameplay appagante e coinvolgente. Chi conosce il gioco sa bene che questa quarta installazione ha portato diverse novità proprio nella struttura di gioco, inserendo per l’occasione i quartieri utili a migliorare la produzione di valuta in game (monetaria, culturale, etc).

Sebbene le mie parole possano farvi apparire Civilization come un gioco semplice o accomodante, sappiate che al contrario parliamo di un titolo stratificato e complesso, un titolo che richiede particolare attenzione per essere assimilato come si deve, soprattutto gestendo nel migliore dei modi i vari pannelli tematici presenti nell’interfaccia di gioco. Metabolizzare questi processi è fondamentale, soprattutto se si vuole portare a termine una campagna in giocatore singolo vincendo entro il decennio in chiusura.

La vera preoccupazione che potrebbe nutrire oggi un giocatore che diffida di questi passaggi tra piattaforme è la modalità con cui gli sviluppatori, durante il porting vero e proprio, hanno deciso di convertire i numerosi comandi a tastiera con quelli più “risicati” del controller. Ebbene, l’esperienza maturata durante la conversione per Nintendo Switch deve aver fatto bene agli sviluppatori di casa Firaxis, giacché ogni comando sembra essere stato creato apposta per il tasto di riferimento, conferendo al giocatore una sensazione piacevole durante le sessioni di gioco, se vogliamo anche accomodante e molto intuitiva.

I pannelli dell’interfaccia si possono consultare tramite la semplice pressione dei grilletti dorsali, mentre il movimento delle unità o la selezione degli esagoni su cui edificare diventa altrettanto semplice grazie all’uso degli stick analogici. Per ogni evenienza corrono in aiuto i suggerimenti e le shortcut proposti dal gioco, un modo come un altro per riprendere in mano la situazione anche quando le cose sembrano non andare proprio come vorremmo!

Graficamente il gioco resta la stessa splendida creatura con cui siamo entrati in contatto su PC, grazie sicuramente a un motore grafico in grado di adattarsi anche alle configurazioni hardware meno performanti. Nessun rallentamento riscontrato nella versione per console Microsoft e ogni caricamento, al netto della porzione di mappa esplorata su schermo, e quindi di tutte le unità visibili in movimento, non ha rallentato nemmeno per un secondo.

9.0 PERFECTION

Non ci sono molte altre parole per descrivere Civilization, se non dire che il gioco è perfetto così. Vi basta?

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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