Ve li ricordate gli ammonimenti dei Tom Cat, che aprivano la loro Tough boy con: “Welcome to this crazy time / Kono ikareta jidai e yōkoso / Kimi wa Tough Boy!”.

E questi tempi matti erano gli anni ’90, una decade forse sì un po’ folle ma altrettanto geniale che ci ha regalato, videoludicamente parlando, giochi indimenticabili che hanno costruito la concezione di tutti noi di quello che è uno strategico in tempo reale. Warcraft 2, Starcraft e Age of Empires 2. Che trittico. Che Grande Bellezza!

Daedalic Entertainment ci riporta con la tastiera a quei giorni con il loro A Year of Rain, da poco disponibile in Early Access.

WARCRAFT PER DUE

Fin dai primi momenti ci si sente a casa, confortati da quel caldo plaid della memoria che copre le nostre memorie, nemmeno fossero ginocchia e articolazione anchilosate dal freddo invernale. L’ambientazione high fantasy, gli eroi e le meccaniche base sono di quanto più classico ci si possa immaginare.

In questo mondo medievale, Lord Rupah, un sovrano senza macchia che combatte per il bene del proprio popolo, decide di respingere gli attacchi che provengono dal continente a sud, dall’altra parte di uno stretto tratto di mare. Lì dovrà affrontare sia la popolazione locale di rettili che un’orda di non-morti che gli si opporranno.

A dirla tutta, a me questo protagonista senza macchia e senza paura tanto simpatico non è parso, mentre mi sono ritrovato quasi a simpatizzare con i lucertoloni, che di fatto si trovavano a doversi difendere da un’invasione vera e propria di un esercito straniero. Ma, come dicevamo, dobbiamo pensare di essere tornati agli anni ’90, dove l’attenzione al politically correct era meno pervasiva del mondo che ci circondava.

Le missioni che abbiamo provato pongono una forte enfasi sul ruolo degli eroi, con una buona alternanza tra fasi in cui controlliamo un manipolo di unità ed altre più classiche di costruzione di una base per portare attacchi risolutivi verso le fazioni avversarie presenti sulla mappa.

A Year of Rain 01

Anche queste fasi non puntano a stupirci con chissà quale novità nelle meccaniche di gioco, ma cercano di offrire un’esperienza bilanciata. L’innovazione sta nell’importanza data alla componente multiplayer cooperativa, dato che ogni missione è pensata per essere affrontata insieme ad un amico, con tanto di collocazione delle risorse specchiata nelle località delle basi principali.

In assenza di un compagno umano, l’intelligenza artificiale ci metterà una pezza, con un atteggiamento piuttosto difensivo mirato a non togliervi dalle luci della ribalta, per cui non pensate di potervi rintanare tra mille torrette difensive e lasciar fare al computer.

La mia battuta d’arresto nella campagna è significativa dello stato attuale di A Year of Rain: dopo aver scaricato un aggiornamento, il salvataggio dell’ultima missione cui ero arrivato si era corrotto, impedendomi di riprendere l’avventura.

A peggiorare le cose, ad oggi non è stato ancora sviluppato il sistema di salvataggio, per cui le missioni vanno affrontate tutte d’un fiato, con l’aggravamento che l’eventuale morte di un eroe comporta la sconfitta immediata: questa accoppiata poco fortunata mi ha causato un paio di momenti di frustrazione, in cui ho davvero sentito la mancanza di un salvataggio manuale o quantomeno di un check-point che non mandasse in fumo più di mezz’ora di gioco per una disattenzione di qualche secondo.

AGE OF EMPIRES PER QUATTRO

L’assenza di tale funzionalità di base può sembrare veramente assurda, ma va tenuto conto che gli sviluppatori si sono concentrati finora sulla componente multiplayer dello skirmish online, visto che puntano a rendere il loro titolo un campo di battaglia per gli eSport.

Le tre fazioni giocabili hanno una forte caratterizzazione grafica, ma non sono altrettanto varie dal punto di armate, dal momento che i loro eserciti sono costituiti per lo più dallo stesso tipo di unità. Le possibilità tattiche comunque non mancano, grazie ad altri fattori dell’impianto ludico: all’inizio di ogni match sia noi che il nostro compagno (i match sono 2vs2) sceglieremo un ruolo tra tank, damage dealer e support, che sblocca diverse abilità da ricercare nei nostri edifici.

A Year of Rain 03

Il tank riuscirà a resistere a più danni, mentre il damage dealer sarà l’altra faccia della medaglia con una maggiore quantità di danno inflitto; invece le unità guaritrici del support saranno ben più efficaci. Tra la scelta del ruolo e la selezione dell’eroe che fa da leader alle nostre truppe in battaglia, abbiamo di fronte una serie di permutazioni tattiche che difficilmente faranno assomigliare una partita a quella precedente.

Anche la componente multiplayer è purtroppo affetta da bug, tra cui alcuni di rilievo, come un algoritmo di pathfinding a tratti incespicante. Daedalic questo lo sa bene, e i suoi sviluppatori sono all’opera con un costante rilascio di patch, che in parte hanno già risolto alcune questioni minori.

Di lavoro da fare ce n’è ancora molto, per cui per il momento posso suggerirvi di seguire questo titolo da vicino in attesa che sia in uno stato più godibile. Certo che Age of Empires II: Definitive Edition è davvero dietro l’angolo…

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