CI sono videogiochi che trascendono la semplice dimensione videoludica e sicuramente Concrete Genie fa parte di questa categoria. Realizzato da Pixelopus Studio, piccola realtà nata all’interno di Sony, questo titolo tocca un tema che oggi giorno è, purtroppo, un fenomeno in costante crescita, ossia il bullismo adolescenziale (ed avendo una compagna che presta servizio come volontaria all’interno di Save The Children sento storie di questo genere ogni giorno).

UN TOCCO DI COLORE NEL GRIGIO DEL MONDO

Concrete Genie è ambientato a Denska, tipica città portuale dove container, pioggia e sporco fanno da padrone e il grigio è il colore preponderante. Ai nostri comandi abbiamo Ash, un adolescente che ha una spiccata sensibilità che esprime attraverso il disegno sul suo taccuino. Peccato che, come spesso accade nella vita reale, gli altri ragazzi di Denska non abbiano i suoi stessi interessi e decidono di bullizzare Ash strappandogli dalle mani il suo adorato taccuino e farlo in mille pezzi, o per meglio dire, mille fogli. Il compito di Ash è quello di recuperare le pagine del suo taccuino e attraverso un pennello magico riportare colore e vita tra le strade di Denska, grazie proprio alle sue creazioni.

Il gioco si alterna tra fasi di esplorazione dei vari quartieri di Denska alla ricerca delle suddette pagine del proprio taccuino, piccoli puzzle da risolvere e quelle di disegno. Una volta che abbiamo recuperato una pagina si aggiungerà alla nostra collezione e si sbloccherà un nuovo disegno a nostra disposizione per “tappezzare” i muri della città. Tra le creazioni a nostra disposizione abbiamo anche diversi “Genie“, piccoli amici che a seconda della zona in cui vengono creati, avranno abilità differenti, come ad esempio i Genie di Fuoco che saranno utili per togliere i teli da alcuni oggetti o quelli Elettrici, utili per dare corrente a macchinari altrimenti fuori uso.

Concrete Genie
E LUCE FU! Anzi elettricità

Oltre ad essere fondamentali per la risoluzione di alcuni rompicapi per sbloccare le nuove aree, i Genie sono anche la fonte della Super Pittura, una particolare pittura che ci permette di eliminare dalle pareti dei segni viola che ci impediscono di realizzare i nostri murales. Per ottenere la Super Pittura è semplicemente necessario rendere felici i nostri piccoli amici realizzando i disegni che richiedono, rendendo così Concrete Genie a tutti gli effetti un gioco senza risorse limitate, eliminando quindi quel fattore di “frustrazione” di non avere quello che ci serve in determinati momenti di gioco. Ogni volta che riusciremo a dare colore a determinate zone del quartiere (indicate da una serie di luci stile natalizio appese ai muri), si sbloccherà la zona successiva.

Purtroppo a farci compagnia non ci saranno solo i nostri Genie, ma anche i bulli di cui parlavamo prima hanno deciso che non vogliono lasciarsi in pace. Diciamo che possono essere definiti gli unici “nemici” del gioco, ma in realtà sono semplicemente degli ostacoli che costringono il giocatore a cercare strade alternative per poter realizzare i propri disegni. In realtà, nelle varie cut-scene presenti nel gioco, attraverso il pennello magico  di Ash riusciremo ad entrare nei ricordi di ognuno dei ragazzi che ci perseguita e scopriremo il perché si comportano in quella maniera, e se in un primo momento proviamo antipatia per questo gruppetto, alla fine dell’avventura non potremo che essere dispiaciuti per loro e comprendere quanto sia difficile crescere in determinati ambienti.

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Il cuore del gioco è ovviamente la fase di disegno, dove abbiamo a nostra disposizione due tipi diversi di comandi: la prima modalità, onestamente abbastanza complicata da usare, sfrutta il sensore di movimento del pad della PS4 per muovere il pennello, mentre la seconda utilizza la leva analogica destra (personalmente ho usato questa per quasi tutta la mia run). Il gioco è stato studiato per essere giocato con il visore di realtà virtuale ed onestamente sarei stato molto curioso di provarlo, visto che la natura di Concrete Genie sembra essere perfetta per questo tipo di tecnologia.

Concrete Genie
Questi simboli richiedono particolari bozzetti per sbloccare nuovi disegni

A livello di longevità Concrete Genie non eccelle considerando che il gioco si può completare in meno di 10 ore (che purtroppo ai miei ritmi attuali di gioco significa quasi una settimana, dannata real life!), ma probabilmente renderlo più lungo sarebbe stato un grosso difetto, dato che avrebbe fatto risaltare la struttura un po’ ripetitiva delle meccaniche di gioco. Talvolta il gioco richiede anche un po’ di backtracking, visto che ci sono alcune zone con dei piccoli segni sul muro che richiedono particolari disegni che in quel momento potreste non avere ancora sbloccato.

Vedere le proprie creazioni prendere vita è una gioia per gli occhi: disegnare un sole dona effettivamente luce alla zona, le farfalle tendono a volare via dal murales e i Genie interagiscono con alcuni dei disegni, come i fiori o gli alberi. A volte ci si scorda anche di avere una “missione” e ci si perde nella realizzazione libera dei murales. Sicuramente a livello visivo è uno dei giochi che più mi ha colpito in questo 2019. Anche a livello sonoro Concrete Genie si difende alla grande con doppiaggio completamente in italiano.

Di Giuseppe "Siral" De Luca

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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