Il protagonista di Felix the Reaper, ultima fatica della Kong Orange e pubblicato da Deadelic Entertainment,  è per l’appunto Felix, un ballerino fantastico che potresti stare ore e ore a guardarlo muoversi al ritmo della musica del suo walkman e non stancarti mai. il suo ballare dona gioia e felicità a chi lo guarda, peccato che Felix come lavoro faccia il Reaper, shinigami, dio della morte o come preferite chiamarlo, e che quindi gioia e felicità non sono esattamente le emozioni che dona nel suo operare.

BALLA CHE TI PASSA

Ad essere più precisi, Felix The Reaper è un onesto lavoratore del Ministero della Morte ed il suo obiettivo nei 5 capitoli (a loro volta divisi in diversi livelli) è quello di mettere cose, persone ed eventi “nel posto giusto al momento giusto” affinché la morte faccia il suo corso.

Come si è arrivati a questo punto? Giocate a Felix the Reaper e lo scoprirete!

Scordatevi l’immagine dei mietitori con falce o essere scheletrici che tolgono la vita con un semplice tocco; la Morte ha vie molto più subdole per fare il suo corso e quello che può sembrare semplice Caos (intenso come casualità di eventi) in realtà si scopre essere parte di un piano superiore già scolpito nella pietra o meglio, in fogli di fax, come scoprirete giocando a questo titolo.

Felix the Reaper è a tutti gli effetti un puzzle game ed anche di quelli belli tosti (a volte anche un po’ frustrante devo ammettere), visto che non solo il giocatore ha il compito di mettere tutti i tasselli al suo posto per completare il livello, ma ha anche grosse limitazioni al movimento del protagonista, visto che da buon impiegato del Ministero della Morte può muoversi solo nelle zone coperte da un’ombra.

Lo stile grafico mi è piaciuto tantissimo.

Infatti il giocatore si deve impegnare a creare sulle mappe isometriche 3D le suddette zone d’ombra per permettere a Felix di muoversi liberamente, il tutto sfruttando gli elementi ambientali e il potere di cambiare la direzione della luce proveniente dal Sole (il Ministero della Morte dona potenti mezzi ai suoi impiegati).

Mentre i primi livelli le soluzioni sono quasi banali e facilmente intuibili dando una semplice occhiata alla disposizione degli elementi, man mano che i livelli passano, diventa sempre più complicato intravedere la  “giusta via” senza spremersi le meningi. Viene subito da pensare “Ehi, un puzzle game bello impegnativo con cui divertirsi“, ma purtroppo le attese vengono disattese, visto che subito dopo i primi livelli Felix the Reaper assuma i connotati del “more of the same“, con le meccaniche base che non vengono in alcun modo sviluppate nel corso dell’avventura.

Per fortuna l’eccessiva ripetitività viene smorzata dalla follia con cui gli sviluppatori hanno studiato gli “incidenti” che porteranno al decesso della malcapitata vittima: tanto dark humour, accompagnato anche da una particolarissima scelta grafica, con i personaggi all’interno di Felix The Reaper esageratamente di taglia extra large e decisamente “bruttini”.

Felix the Reaper

Nel mondo di Felix The Reaper quest’uomo è un adone…vi ho detto tutto!

Alla fine di ogni livello ci viene assegnato un punteggio che è composto da varie voci: numero di volte in cui abbiamo cambiato la direzione del Sole, movimenti effettuati, volte in cui siamo stati beccati dalla luce e così via. Queste “score card” finali garantiscono a Felix the Reaper un certo grado di rigiocabilità, anche se in realtà non essendoci una vera e propria skill a livello di coordinazione motoria, sono semplicemente un mero esercizio di ottimizzazione delle mosse da eseguire per completare il puzzle.

Per i più “esigenti” (per non dire folli) ci sono anche le versioni hardcore di ogni livello, che presentano sfide aggiuntive che rendono il gioco veramente snervante. Ammetto placidamente che dopo averne provati un paio non ho più voluto vederne uno per il resto della mia run, per evitare di lanciare tastiera e mouse contro un muro.

Lo ammetto, ho fatto abbastanza schifo in questo stage, ma una volta capita la soluzione il replay è facile.

Indubbiamente uno dei caratteri distintivi di Felix the Reaper è il comparto grafico. Come vi accennavo i modelli dei personaggi utilizzati all’interno del gioco seguono uno stile grafico molto particolare, volutamente brutti ed extralarge, ma le animazioni di Felix sono semplicemente fantastiche.

Felix The Reaper

Vederlo muoversi a passi di danza è sicuramente gratificante e ci fa passare di mente a volte l’ingrato compito a cui è stato assegnato e proprio per accompagnare la verve ballerina di Felix, anche il comparto audio è molto curato, con una chicca veramente fantastica: la voce di Sir Patrick Stewart (Jean Luc Picard, Charles Xavier e mille altri ruoli nel mondo del cinema e teatro) ad accompagnarci.

7 Occasione mancata

Protagonista "carismatico"? Ce l'abbiamo. Comparto audio di buon livello? Presente. Meccaniche di base del gioco? Ottima.
Con queste premesse uno si aspetta di vedere un voto altissimo alla fine di questo articolo, ma purtroppo Felix the Reaper ha un grosso difetto, ossia quello di fermarsi all'impatto iniziale e non sviluppare la sua idea nel corso del gioco.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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