Ci sono a volte giochi che, a sorpresa e con pochi, giusti assi nella propria manica, sono in grado di scuotere il panorama videoludico. Talvolta è un peso massimo del settore a base di barbuti déi greci traslocati in svervegia, in un’altra occasione si tratta invece di prodotti ben più piccini. Un lampo nel buio. Uno starnazzo nel silenzio. Un gioco di oche maledette che vogliono solo spingere sull’orlo del volaticidio abitanti di quieti paesini di periferia. Basta la giusta dose di antipatia e un HONK! ben piazzato.

JEEZ, GEESE!

Vera sensation dell’internet già dai primi teaser nel 2017, Untitled Goose Game, un nome, un programma, è il secondogenito degli australiani House House (che potrebbero vincere il titolo per la pagina più minimal della storia). Dal titolo del gioco al vessillo dello studio è facile capire come un certo tipo di umorismo sia la chiave di volta delle esperienze coniate del quartetto oceaniano, già dimostratosi abile con il noto Push Me Pull You, in cui creature salsicciformi munite di due facce umane si contendevano un pallone in una viscida competizione pseudo-sportiva dal sapore equivoco.

Untitled Goose Game
Immagini reali di atti di terrorismo al mercato cittadino

Il novello Untitled Goose Game, però, eredita dal predecessore niente più che un delizioso gusto estetico a base di tinte piatte e sagome low poly, lasciandosi alle spalle i toni deliranti e tornano coi piedi, anzi, con le zampe a terra. Palmate zampe arancioni su cui la nostra eroica oca è pronta a correre starnazzando e seminando panico e caos, fiera del proprio operato. Sì, perché se pur si è sentito spesso parlare di stealth game, Goose è invero l’esatta antitesi del genere. Un anti-stealth. Un “you can fuckin’ bet i’m doing this” guardando dritto negli occhi e nel profondo dell’anima la propria vittima e assaporandone il divorante terrore. Certo, qualche sequenza di azione furtiva è pur presente, ma si tratta per lo più di posizionamenti strategici per piazzare un sonoro HONK! a sorpresa che possa maculare le mutande del malcapitato di turno per i nostri malefici fini.

PEACE WAS NEVER AN OPTION

L’HONK! è l’inizio e la fine del tutto e definisce l’esperienza di gioco intera. Attraverso 4 aree ambientate in un temporaneamente allegro paesello inglese, dovremo infatti depennare da una lista una serie di marachelle più o meno ardite. Si va dal semplice (per così dire) furto di alcuni oggetti per fare la spesa o allestire un pic nic, al sabotare la giornata di un ignaro ragazzino che voleva solo passare qualche ora all’aria aperta coi propri giocattoli o al mettere a soqquadro la tranquillità di un pub molto british pronto a diventare un circo di pazzi. Una volta completata la pagina di obiettivi comodamente visionabile dal menu di gioco si renderà disponibile un task conclusivo, una perfida incursione finale che servirà a neutralizzare ogni speranza dei nostri nemici e ad aprirci le porte all’area successiva. L’azione passa dal compassato e analitico al concitato e rumoroso in un battito d’ali, pur senza perdere il carisma estremamente classy e vagamente autoriale che firma l’intero gioco.

Untitled Goose Game
Ti piacerebbe spalmare quel burro eh

Ad accompagnare il tutto è presente infatti una squisita colonna sonora al pianoforte che fa capolino, sempre al momento giusto, dal nulla e che da sola merita un elogio particolare, in quanto caratterizza ed eleva l’esperienza in maniera assoluta. La composizione è infatti un riarrangiamento ad hoc dei Préludes di Debussy, frammentati ed eseguiti in circa 400 porzioni di differenti intensità e velocità, così che le note perfette possano iniziare ad essere udite appena il perfido pennuto inizia a sgattaiolare malevolo dietro qualcuno per poi crescere ed evolvere in una melodia frenetica da vero inseguimento appena un tonante HONK! dirige l’attenzione su di noi per dare il via a una fuga chiassosa che terminerà, si spera, in una malefatta perfettamente riuscita.

Animata impeccabilmente, con il suo passo sculettante e la testa sempre amabilmente rivolta con fare innocente ai poveracci che se la ritrovano intorno, la nostra oca non ha insomma nulla da invidiare al Joker, una vera amante del caos puro in compagnia della quale è tanto bello vedere il mondo bruciare uno starnazzo dopo l’altro.

HONK YOUR HEART OUT

Untitled Goose Game è insomma un gioco fresco che incarna la quintessenza del divertimento senza mai scadere tanto nel banale quanto nel posticcio. Le “missioni” hanno un livello di difficoltà per lo più ben calibrato, tarato comunque tendenzialmente verso il basso e volto a rendere divertente più lo svolgimento che la soluzione del rompicapo alla base del cosa fare, con una progressione fluida che incappa solamente di rado in alcuni trascurabili bug di intelligenza artificiale degli NPC o di interazione con gli oggetti (quasi solo quando si tratta di rubare qualcosa dalle mani di qualcuno in posizioni un po’ incastrate).

Untitled Goose Game
Infarto espresso in 3, 2, 1…

Dall’inizio alla fine porta via, oltre che il quore con la q, un paio di ore abbondanti, in base a quanto di corsa volete giocarlo. Io ad esempio ho deciso di prenderlo a piccole dosi, con sessioni (su Nintendo Switch in treno e a casa) da 3-4 dispetti alla volta, più un po’ di free-roaming per il delizioso villaggetto in cui si spende volentieri del tempo extra. Se nel caso non bastasse, arrivati ai titoli di coda si rende disponibile una nuova pagina di cose da fare leggermente più complesse, che aggiunge sfide addizionali per i completisti o per tutti coloro che non ne hanno avuto abbastanza di questa mefistofelica oca.

Il valore aggiunto vero a un prodotto così ben confezionato è però la sua capacità di affascinare un po’ qualunque tipo di utenza, tanto che per me buona parte del divertimento è venuta proprio dal condividerlo con amici e familiari, persone spesso anche abbastanza lontane dal videogioco come media, che hanno passato chi qualche minuto, chi anche ben di più, con un sorriso sulla faccia a starnazzare rubando carote e via dicendo.

Quacktch me if you can

Sull’altro piatto della bilancia c’è tuttavia un prezzo di lancio non esattamente user friendly di €15,99 su PC e Mac e di ben €19,99 su Nintendo Switch. Prezzo che, personalmente, compra ampiamente il valore di ciò che si porta a casa, ma che qualcuno, non a torto, potrebbe trovare eccessivo per la durata del titolo e la profondità del contenuto.

Detto questo, i denari richiesti per portarsi a casa la pennuta avventura non hanno fermato Untitled Goose Game dal piazzare qualcosa come 100.000 copie nelle prime due settimane dall’uscita (avvenuta il 20 settembre 2019) e dal diventare per giorni il gioco per Nintendo Switch più venduto in assoluto (complice però anche un leggero sconto iniziale sul Nintendo Store).

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