Quello che sto cercando di fare oggi è una specie di esperimento, un modo come un altro per far correre in parallelo due binari che cercano di comunicare tra loro, senza però mai incontrarsi. Pertanto ciò che state per leggere in questa recensione di Trine 4 è un “ibrido” in equilibrio tra dirette streaming, quindi un live giocato su Twitch, e un sunto scritto seguendo le regole della recensione.

Da dove possiamo cominciare? Abbiate pazienza che ve lo svelo tra poco!

Approcciarsi a un gioco come Trine 4 è risultato discretamente semplice, giacché segue per filo e per segno le meccaniche del puzzle platform, mantenendo dunque lo stile, i controlli e le abilità a cui i giocatori si sono abituati seguendo il franchise. I tre eroi vengono chiamati nuovamente a fronteggiare un nuovo problema da risolvere, questa volta impersonato dal principe Selius, un ragazzo in possesso del potere di rendere materiali le paure.

Potrà sembrarvi semplice e scontato, ma questo canovaccio che compone la trama del gioco accompagna fedelmente noi giocatori all’interno di un mondo coloratissimo, tempestato a tempi alterni da ambientazioni decadenti (come la casa del principe o la palude) pronte a ricordarci che anche tre eroi, preparati e incredibilmente affabili come Pontius, Zoya e Amadeus, possono avere a che fare con qualche difficoltà lungo il cammino.

Come ho potuto constatare nel corso del viaggio, gli autori del gioco sono riusciti a lavorare con dedizione e intelligenza a questa quarta installazione del franchise, combinando per quanto possibile le nozioni apprese nel corso del tempo al fine di unirle, implementarle e renderle in qualche modo più affabili.

Grazie all’attenzione profusa, l’avanzamento nei livelli del gioco risulta quasi naturale e immediato, complice sicuramente quella genuina attenzione con cui noi giocatori, una volta abituato l’occhio, riusciamo a cogliere gli oggetti nascosti, o il modo di intersecare le abilità dei tre eroi per raggiungere superfici o stanze nascoste.

L’unico elemento che risente un po’ dell’invecchiamento naturale del prodotto è il combat system, forse troppo elementare e ridotto all’osso, giacché nella maggior parte delle fight mi avrete visto impensierito solo quando ho preso la situazione sottogamba.

A livello normale i nemici si alternano in una combinazione volta chiaramente a occupare diversi approcci (mischia, distanza, magico), ma non si rivela mai abbastanza efficacie per decretare un game over senza passare dal via. Anche le boss fight risultano piuttosto sottotono, fattore che lascerà un po’ di amaro in bocca agli hardcore gamer alla ricerca di una vera sfida.

La parte ruolistica del gioco viene evidenziata da un sistema di abilità alternato seguendo un metodo originale: i tre eroi, andando avanti nell’avventura, acquisteranno dei talenti che miglioreranno la loro presenza sul campo (come il poter evocare oggetti diversi con la magia, usare una corda fatata oppure rendere magico lo scudo), mentre altri talenti vengono acquistati con la spesa di punti dedicati, che si acquistano raccogliendo le ampolle durante il gioco.

Anche qui non assistiamo a una rivoluzione del prodotto, ma anzi, ritroviamo un po’ tutte quelle abilità che hanno accompagnato i tre eroi nei loro viaggi.

Tecnicamente parlando Trine 4 mostra tutta la bellezza di una direzione artistica fiabesca e affascinante, persino accompagnato da una colonna sonora melodica e orecchiabile, che lascia spazio anche a un doppiaggio in lingua nostrana ben diretto. Sicuramente il motore grafico ha visto un miglioramento dal capitolo precedente, non fa gridare al miracolo ma intrattiene col giusto piglio, stuzzicando a dovere la fantasia del giocatore.

Per quanto riguarda la modalità cooperativa, Trine 4 offre la possibilità di usufruirne sia in solitaria che online. La prima è sicuramente quella che si rivela più efficace, soprattutto perchè ci si può coordinare con il compagno di divano al fine di risolvere gli enigmi presentati dal gioco. Spremersi le meningi per portare a casa il risultato si rivela sempre soddisfacente, anche perchè il gioco monitora il nostro passaggio per l’ambientazione dandoci anche un quadro completo (numerico chiaramente) di quello che ci siamo persi lungo il percorso.

La cooperativa online è forse penalizzata dalla mancanza di comunicazione, e il video ve lo dimostra. Sebbene abbia trovato soltanto tre giocatori disposti a condividere l’esperienza con il primo eroe che passa il convento, mi è capitato di restare fermo su degli enigmi solo perchè venivo “frainteso” dai miei colleghi del momento.

Si rivela un tentativo malriuscito a livello concettuale, ma l’idea di fondo potrebbe essere validissima qualora si cerchi di implementare la cosa grazie a un sistema abbozzato di comunicazione.

7.2 EROICO!

Trine 4 The Nightmare Prince è un gioco che si è rivelato avvincente. Da un lato la parte narrativa e il comparto grafico entusiasmano per la loro genuinità, grazie a un metodo di esposizione che conta la presenza di un tema fiabesco affascinante (come gli stessi protagonisti), dall'altro gli elementi del gameplay e il combat system lasciano intravedere uno stop qualitativo, un voler restare troppo attaccati alle proprie origini senza avere il coraggio di rivoluzionare qualcosa. Se cercate un puzzle platform divertente, Trine 4 resta comunque una scelta valida!

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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