Ambientazione cyberpunk: libidine!Libidine GIF

Combattimenti tattici a turni: doppia libidine!

Dungeon crawling che ricorda addirittura Eye of the Beholder: libidine coi fiocchi!

Con tali premesse, non potevamo farci mancare l’occasione di provare per voi Conglomerate 451, anche se è ancora in Early Access. Vi racconto le mie impressioni iniziali del nuovo gioco dell’italianissima RuneHeads.

UN PO’ SYSTEM SHOCK

Siamo in un mondo distopico, dove corporazioni spietate e corrotte dominano sulle città, non c’è speranza per la gente e il valore di una vita umana è pari a zero, e per di più è sempre notte e ovviamente il tempo fa schifo.

In questa situazione bucolica, il Conglomerato 451 che dà il titolo al gioco è tra le aree in cui la legge ha ormai perso la propria presa sulla società; per questo motivo il Senato dei Conglomerati assegna a noi il comando di una agenzia composta da agenti preparati a tutto pur di sconfiggere la piaga corporativa e ristabilire l’ordine costituito.

Ci viene addirittura fornita l’autorizzazione a utilizzare sistemi di clonazione, grazie ai quali non saremo mai a corto di “carne da cannone” e potremo modellare i nostri soldati secondo tante belle caratteristiche diverse.

Conglomerate 451 006

La creazione degli agenti è la prima, necessaria operazione che dobbiamo eseguire prima di buttarci a pesce in mezzo ai guai; inizialmente ci viene data la possibilità di scegliere tra tre classi dall’inquadramento piuttosto classico: il soldato fa da unità senza grandi specializzazioni, l’incursore è una sorta di cecchino e il drifter è l’esperto informatico, quasi equiparabile alla famiglia dei maghi dei mondi fantasy, con ovvie capacità di hackeraggio che possono essere sfruttate su molti componenti sparsi nel mondo di gioco.

Basta comunque il completamento di poche missioni per avere accesso ad altre classi, meno facili da identificare e connotare secondo canoni consolidati nella nostra mente di giocatori. E’ a questo punto che diventa ancora più chiaro come siano le abilità di ciascun soldato a renderlo unico.

Per ogni clone, infatti, possiamo sceglierne un numero limitato, e saranno quelle a fornirvi più o meno opportunità durante gli scontri, a seconda di come avrete composto la vostra squadra. Per esempio, il “mark enemy” del drifter aumenta le probabilità di colpo critico di specifiche abilità degli incursori, oppure il “binary” ha diversi attacchi che fanno molto male se un nemico è stato stordito da uno dei nostri.

UN PO’ DEUS EX

Oltre a mettere insieme queste componenti necessarie per comporre il miglior puzzle tattico possibile, o meglio quello che ci aggrada di più se vogliamo, dovremo anche tenere conto delle inevitabili componenti software/hardware utilizzate per migliorare gli agenti, presentati sotto forma di chip o componenti artificiali come gambe e braccia.

Attenzione però perché in Conglomerate 451 vige la ferrea regola del permadeath: come nel mio adorato Darkest Dungeon, se un soldato trova la morte sul campo di battaglia, potremo andarlo a trovare solo nel cimitero, macabro luogo che ci ricorda tutti i nostri fallimenti.

E questi, a volte, arrivano senza tante cerimonie.

Nella mia run, infatti, stavo procedendo senza particolari difficoltà, ma dopo qualche missione, alla mia prima sortita in una nuova zona del conglomerato, a un certo punto – BAM! Sono arrivate le mazzate. E’ stato un colpo a bruciapelo che non mi aspettavo, anche se non ho compiuto errori particolari; ho solo trovato quattro balordi con clave in mano che mi hanno fatto a pezzi in quattro e quattr’otto.

Conglomerate 451 001

In tale repentina disfatta ho perso due dei miei veterani, la loro esperienza, il loro equipaggiamento e gli upgrade alle loro skill. Quanta tristezza. Ma come vi dicevo, i cloni sono gratis, e in ogni momenti avremo diverse missioni tra cui poter scegliere per rimpinguare l’esperienza della squadra.

L’impressione è che Conglomerate 451 sia pensato per una quantità di grind non indifferente (proprio come il mio amato Darkest Dungeon!), al punto che il successo di una missione in un determinato quartiere sposta l’asticella del completamento di tale area di un misero 1%. E ci sono cinque quartieri!

Ma torniamo all’azione in città: nella nostra esplorazione ci spostiamo con una visuale in prima persona che unisce tutti e tre i membri di ciascuna sortita. Gli scenari che visitiamo sono la quintessenza del cyberpunk, con il quartiere iniziale che non può non farvi pensare a Blade Runner, o a Ghost in the Shell, imprimendo all’atmosfera di Conglomerate 451 una nota di stile che ormai fa leva su una quantità di film, anime e videogiochi che adoriamo tutti.

I movimenti avvengono a passaggi discreti, uno per ogni mattonella base del dungeon procedurale creato di volta in volta dal motore di gioco; per darvi un’idea sembra un po’ Legend of Grimrock, solo che la mobilità si riduce molto quando iniziano i combattimenti.

A questo punto, lo svolgimento avviene rigorosamente a turni, stabiliti dai valori di iniziativa dei battaglianti; qui dovrete mettere in pratica quelle tattiche che sembravano così brillanti sulla carta e vedere se davvero funzionano.

Il tutto in mezzo ad animazioni che sembrano richiamare alla memoria la nostalgia di tempi andati: sia i modelli che gli effetti delle armi ricordano la seconda metà degli anni ’90, epoca dei gloriosi Syndicate Wars e System Shock 2.

In questi mesi i piacentini di RuneHeads hanno lavorato sodo per arricchire il proprio gioco lungo la non facile strada dell’Early Access, e dalla roadmap che hanno condiviso sembra che le novità non mancheranno: ad ottobre è previsto il rilascio dello story mode e qualche aggiustamento – più nemici, più livelli, meno bug. Il solito, insomma.

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Si vede che Conglomerate 451 è già in condizioni molto promettenti e mi auguro che, prima del lancio ufficiale, ci sia tempo e modo per rivedere il bilanciamento delle missioni, o quantomeno rendere più facile capire dove si ha sbagliato quando qualcosa va storto. Ma d’altra parte, se andasse sempre tutto liscio, che cyberpunk sarebbe?

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