Catherine Full Body – Recensione

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“Fate attenzione a ciò che sognate…”

Quante volte vi è capitato di sentir parlare bene di un gioco, o di un film, senza riuscire a trovare poi il tempo per provarlo? A me tantissime volte, sebbene con il lavoro/hobby che faccio riesca in proporzione ad avere la possibilità di vederne di cotte e di crude.

Così quando ho letto che Atlus avrebbe confezionato una versione migliorata di Catherine, titolo singolare uscito nel 2011, ho sentito un moto interiore che mi ha spinto a chiedere ai miei “colleghi” di lasciarmi provare il gioco.

Ragazzi, me lo sono perso ai tempi e ne ho sentito parlare sempre un gran bene” … “Ragazzi, ma non ho capito, è un gioco hot oppure un puzzle game piuttosto complesso?

Giocatelo e vedrai”. Queste sono state le parole che hanno chiuso la conversazione facendo scorrere l’attenzione verso un nuovo comunicato, tipo la periferica Nintendo di cui non si conosce l’utilizzo, parole che mi hanno comunque convinto a prendere la mia PlayStation 4 per fargli fare un viaggio in Sicilia insieme a me. Ok che sono in ferie, ma giocare un po’ per staccare la spina non fa mai male.

FULL BODY E HO DETTO TUTTO!

Senza perdere troppo tempo a informarmi nel dettaglio su cosa fosse Catherine prima di questa remastered, ho scoperto a mie spese che il gioco, grazie a degli stratagemmi a dir poco originali, cerca di sondare parte delle dinamiche sociali alle spalle della vita di coppia.

Nei panni di Vincent, un uomo sulla trentina che vive una vita piuttosto monotona, dobbiamo alternare i nostri impegni con la fidanzata Katherine, senza dimenticarci di passare altrettanto tempo al bar Stray Sheep per prenderci una bella sbornia.

Questo tran-tran quotidiano viene interrotto da un incubo, una sorta di strano sogno dove Vincent viene trasformato in una pecora (tranquilli, gli verranno solo le corna da montone) e costretto a spostare dei blocchi di una torre per arrivare in cima. Qualora dovesse cadere, la pena sarà ben più grave di un brusco risveglio in piena notte.

Sembra infatti che la strana presenza surreale che ci parla in sogno altro non è che la causa della morte di altri ragazzi del circondario, anch’essi presi di mira poiché vivono una vita apatica e falsa proprio come quella del protagonista.

Catherine Full Body inizia così, e continua con lo stesso ritmo serrato alternando diverse chiacchierate allo Stray Sheep, proprio come piace ad Atlus (ricordo ancora con piacere Persona), con ragazze suadenti a incubi sempre più complessi da risolvere, quest’ultimi provocati proprio dalla vita sregolata del protagonista.

Nel corso del tempo seguiamo Vincent in quello che sembra un percorso a scelte multiple, ognuna pensata per ruotare intorno a una linea karmica ben precisa, conseguente ai rapporti d’amore avuti o alle risposte che sceglieremo di dare in determinate situazioni.

Insomma, come al tempo di Persona 5 mi sono imbattuto in un titolo pieno zeppo di dialoghi, arricchito e in un certo senso impreziosito dalla presenza di tanti background intriganti da scoprire, che oggi, a distanza di qualche anno dall’originale, prevedono la presenza di un personaggio originale: la bella e delicata Rin.

A differenza della sexy Catherine, o di tutte le altre ragazze che varcano le soglie dello Stray Sheep durante il gioco, Rin è una ragazza dolce e soave, trascinata nel bar da un uno stalker e che noi stessi libereremo con il nostro intervento, facendola così innamorare del protagonista.

Sentendo Renato Zero canticchiare nelle nostre orecchie “il triangolo no, non l’avevo considerato”, questa new entry del gioco compone quindi una sorta di piacevole triangolo amoroso, che a livello qualitativo si traduce in tanti contenuti in game rappresentati da dialoghi, scene animate e altri finali extra.

Ecco, se c’è una cosa che mi ha impressionato positivamente è proprio la presenza di così tanti dialoghi. Ogni frase descritta in Catherine Full Body  mi ha permesso di conoscere meglio non solo il protagonista, ma anche Catherine, Katherine e Rin, affrontando così a “cuore aperto” ogni decisione vestendo i panni di Vincent.

Non avendo giocato il titolo all’esordio, ho potuto in qualche modo godermi meglio l’aggiunta di Rin, dandogli un peso sicuramente diverso da chi, al contrario, aveva conosciuto soltanto Catherine e Katherine.

QUALCHE PICCOLO EXTRA

Come scritto poco sopra, all’interno di questa Catherine Full Body Edition sono presenti tantissimi contenuti extra non solo per quanto riguarda personaggi, scene, dialoghi e scelte, ma anche per tutta la parte legata al gameplay.

Le modalità con cui adesso si possono affrontare gli incubi di Vincent seguono un po’ la linea delle versioni remastered: se da un lato resiste la modalità classica, dall’altro è invece possibile scegliere quella Remix, una variazione al tema che porta il giocatore a poter ruotare non solo blocchi singoli, ma anche piccole porzioni dei medesimi collegate tra loro.

In questo modo il vecchio gameplay, perdonatemi la terminologia, viene aggiornato da un pizzico di imprevedibilità in più, una particolarità che viene seguita persino dalla presenza di alcuni boss, o almeno delle presenze che servono a ostacolare la nostra scalata, mettendoci anche un bel po’ di fretta all’occorrenza.

Anche in questa versione potremo scegliere la difficoltà dei puzzle, sebbene io mi sia quasi subito arreso dato che l’aumento della velocità con cui spariscono i blocchi, o persino l’impossibilità di cancellare le mosse sbagliate, hanno reso il gioco troppo hardcore per i miei gusti.

Catherine Full Boyd

Quella maglietta potrebbe creare non pochi problemi dalle nostre parti…

Chi invece non vuole proprio saperne dei rompicapi, ma non vuole comunque perdersi l’intera storia alle spalle del gioco, potrà addirittura giocare una modalità “safety” dove non ci sono limiti di tempo e dove Vincent, per sua fortuna, potrà accedere a una modalità Autoplay senza correre il rischio di sbagliare.

Questa modalità potrebbe essere malvista dai puristi che amano e apprezzano il gioco per la qualità dei rompicapi, ma secondo me fa sempre piacere poter accedere a una scorciatoia quando serve, soprattutto quando il tempo o la voglia finiscono per scemare un po’ troppo.

Catherine Full Body lascia spazio anche al gioco “competitivo”, inserendo persino una modalità Colosseum, dove è possibile sfidare un giocatore in locale nella scalata dell’incubo, e una modalità Arena Online, accendendo così la sfida all’intera rete.

8 Incubo sexy

Sopravvivendo agli incubi che mi hanno tormentato nel corso dell’avventura principale, una decina di ore andando dritto e usufruendo della modalità remix, ho trovato anche il tempo di divertirmi a chiacchierare con i vertici del triangolo amoroso di Vincent, scoprendo in questo modo la cura certosina con cui Atlus (praticamente sempre) confeziona i propri giochi. Questa rimasterizzazione del gioco sembra fatta ad hoc per regalare a tutti i fan, ma soprattutto a chi non aveva giocato il titolo come me, la possibilità di godersi la storia di Catherine e affini in vari modi. E non è poco!

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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