Children of Morta è un indie game atipico nel suo genere, prodotto da Dead Mage e distribuito da 11 Bit Studios, che tra l’altro ha avuto una “gestazione” non facile fino al periodo della sua pubblicazione.

Il progetto è stato infatti ritardato di quasi un anno dalle previsioni di uscita, ma alla fine grazie all’impegno e alla fiducia riposta dagli sviluppatori nel prodotto, è riuscito finalmente a vedere la luce.

ROBA DI FAMIGLIA

In una terra molto lontana ha inizio l’intera storia alle spalle di Children of Morta, che vede come protagonisti un antico lignaggio di guerrieri appartenenti alla famiglia Bergson che, da generazioni, protegge le terre di Rea da un potere oscuro e malvagio, conosciuto come la Corruzione.

Dopo aver fatto la conoscenza di John, il padre della famiglia, scopriamo che quest’ultimo al suo ritorno verso casa si imbatte in alcune tracce di questa piaga, un chiaro segno che qualcosa, dopo anni di relativa calma in cui sembrava essersi placata, sembra non andare per il verso giusto.

Le preoccupazioni del nostro primo alter-ego vengono confermate da nonna Margaret al nostro rientro: la Corruzione è purtroppo ritornata nel mondo di Rhea e la famiglia Bergson deve imbracciare nuovamente le armi per fermarla.

La breve trama descritta rappresenta solo un assaggio dell’intera avventura a cui prenderemo parte, una crociata che ci permetterà di fare la conoscenza di tutti i membri della famiglia, che uno ad uno mostreranno le proprie capacità nella lotta contro la Corruzione, aggiungendo persino qualche piccolo elemento di lore in merito alla loro personalità.

Children of Morta è un classico dungeon crawler roguelike, munito quindi da un sistema procedurale di generazione delle mappe, solo che a differenza di tanti titoli appartenenti al genere quest’ultimo è fortemente “story driven“.

Dopo ogni run in un dungeon a noi giocatori ci viene permesso di conoscere tante piccole sfaccettature della famiglia, accompagnate peraltro da un sistema di gioco che cambia a seconda del membro che decideremo di utilizzare.

Scopriremo ad esempio la storia di Mark, il primogenito della famiglia, che ha preferito lasciarsi i parenti alle spalle per cercare la pace interiore e praticare le arti marziali (seguendo un background quasi da monaco shaolin) e che ora si ritrova, suo malgrado, costretto a tornare per combattere le forze della Corruzione.

Oppure faremo la conoscenza della piccola Lucy, una potentissima maga che in realtà nasconde uno spiccato animo artistico, in particolar modo per il disegno.

Mark è tornato a casa per adempiere al suo dovere.

A prima vista la nostra descrizione potrebbe risultare superflua, soprattutto parlando di un gioco di questa tipologia, ma pian piano affrontando le diverse sfide messe sul campo dal gioco si avverte la voglia di scoprire tutti i dettagli e le interazioni tra i vari membri della famiglia, dimenticando quasi di quanto il gioco possa essere punitivo se sottovalutato.

I BERGSON: DIFENSORI DI REA

Come vi avevo già accennato, all’inizio abbiamo la possibilità di scegliere tra John, il classico guerriero spada e scudo, e Linda, la figlia più grande, abile arciere ma anche una talentuosa violinista.

Nel giro di poche ore però avremo accesso a tutto il roster di casa Bergson che comprende i già citati Mark, Lucy, Kevin, specializzato nell’uso di pugnali e Joey, figlio dello Zio Ben (il fabbro di famiglia), che usa pesanti martelli per colpire tutto quello che si trova intorno a lui.

Devo ammettere che giocandolo fino in fondo, facendo anche un parallelo con titoli simili che ho avuto il piacere di provare, ho trovato il bilanciamento dei personaggi quasi perfetto: nessuno risulta essere eccessivamente più performante degli altri, cosa che permette al giocatore di scegliere un alter ego con lo stile che più preferisce per addentrarsi nei dungeon.

Personalmente ho usato per gran parte del tempo Linda, dato la sua capacità di colpire a distanza e rimanere in movimento, ma non ho trovato problemi a completare i dungeon anche con gli altri personaggi.

Il sistema di combattimento è frenetico e richiede tantissima attenzione. Oltre ai classici tasti WASD per poterci muovere e l’uso della barra spaziatrice per il dodge, possiamo usare il mouse per direzionare i nostri attacchi, traendo maggior beneficio soprattutto quando utilizziamo i personaggi a distanza, che possono in questa maniera spostarsi in una direzione e colpire in un’altra in maniera completamente indipendente.

La mappatura dei tasti pensata per la configurazione PC è gestita in maniera intelligente, elemento che mi ha permesso di completare diverse sessioni di gioco senza sentire l’esigenza di doverla cambiare.

Children of Morta è diviso in diverse aree, ognuna delle quali ha un boss da sconfiggere. Il gioco è studiato per essere punitivo per i giocatori meno accorti, ma la “morte” è solo temporanea. Una volta infatti che saremo sconfitti torneremo nella casa di famiglia per poterci “potenziare” e tornare a combattere.

Ovviamente se non sconfiggeremo il boss della zona, saremo costretti a tornare nel dungeon rimasto incompleto e ricominciare dall’inizio ed ogni volta, grazie alla generazione procedurale della mappa e dei loot, la strada da percorrere e i nemici incontrati saranno posizionati in maniera diversa da quella precedente.

Il titolo presenta svariate side quest, non sempre presenti nella mappa, ma che richiedono molteplici run per essere sbloccate tutte, data la randomicità della generazione procedurale. In questa maniera il giocatore, anche dopo aver completato una zona, ha un motivo per fare run in vecchi dungeon.

La maggior parte di essere ha un contenuto più dedicato al “lore” che ad effettivi loot aggiuntivi o potenziamenti, ma rientrano perfettamente nella caratterizzazione della storia e dei personaggi, vero e proprio punto di forza del gioco.

Salvare quel piccolo cucciolo è una delle tante side quest presenti

Man mano che andremo avanti guadagneremo punti skill da poter assegnare nella schermata di ogni personaggio. Da notare che arrivati ad un certo numero di punti skill si attivano abilità passive di cui beneficia non solo il singolo personaggio, ma anche l’intera famiglia Bergson. In questa maniera Children of Morta invoglia ad usare tutti i personaggi a nostra disposizione per poter sbloccare tutte le abilità condivise.

Anche i potenziamenti funzionano in maniera simile. Grazie allo Zio Ben è possibile spendere i soldi guadagnati nei dungeon per comprare potenziamenti per “settore”.

Non ci sono upgrade classici come nuove armi o armature, ma semplicemente boost di stats all’intera categoria che può essere attacco, armatura, velocità di movimento, etc., con la differenza da altri titoli che questi potenziamenti si applicano a tutti i membri della famiglia e non ad un singolo eroe.

Workshop sono i potenziamenti fisici, Book of Rea quelli magici

Oltre ai potenziamenti delle stats, abbiamo quelli basati sulla magia, a cura di nonna Margaret. Funzionano fondamentalmente come abilità passive aggiuntive, come ad esempio il poter guadagnare più soldi o esperienza dai mostri uccisi o aumentare il buff dei santuari, luoghi che offrono abilità temporanee alla stessa maniera di quanto accade in Diablo 3.

PIXEL ART ALLA RISCOSSA

Uno dei motivi per cui Children of Morta ha suscitato tantissimo interesse fin dal suo annuncio è la sua fantastica pixel art. Alcuni di voi possono non apprezzare la scelta di questo stile grafico, ma per chi la adora (come il sottoscritto), Children of Morta è uno di quei titoli che l’ha usata al meglio negli ultimi anni.

Children of Morta

Sono rimasto un paio di minuti ad ammirare questo paesaggio.

Anche le animazioni dei personaggi sono fantastiche, con delle hitbox praticamente perfette e pur giocando su un PC veramente poco performante (processore I5, 8GB di Ram e scheda grafica integrata Intel HD Graphics 630), Childen of Morta gira alla perfezione.

8.5 Un piccolo gioiello

Children of Morta è forse uno dei migliori giochi che ho avuto sotto le mani quest'anno. Un sistema di combattimento semplice ma avvincente, gran caratterizzazione dei personaggi e una pixel art da ammirare.

  • User Ratings (0 Votes) 0
Share.

About Author

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

Parlane con Playcorner!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: