Dieci anni di MCU. Sono stati dieci anni bellissimi, pieni di avventura ed emozioni. Ma cos’altro hanno lasciato?

Qualcosa di cui in pochi, se non proprio nessuno, ha mai parlato: ci hanno lasciato una consapevolezza, un fattore dato ormai per scontato, plasmandolo film dopo film, dopo tanti anni

I supereroi sono buoni.

I supereroi hanno i superpoteri e li usano volontariamente per fare del bene, perché hanno una morale che seguono sempre, anche a costo della loro vita. Ormai siamo abituati a vedere supereroi che combattono battaglie epiche, senza mai provocare danni collaterali alle persone, tipo come in questa scena di Avengers: Age of Ultron che vede protagonisti Iron Man e Hulk.

Supereroi consapevoli del fatto che, se sarà necessario, perderanno la propria vita per salvare i passeggeri di un volo transoceanico che sta cadendo in mare.

Questo concetto è stato valido per tantissimi anni anche nel mondo del fumetto. Tra i più bravi a cambiare le carte in tavola dobbiamo sicuramente citare Garth Ennis, che diede voce alle parole del Joker di Nolan (o sarà stato il contrario?): “Se sei bravo a fare qualcosa, perché farla gratis?!”.

Ennis ha creato un mondo in cui i Super restano umani, almeno nei sentimenti peggiori che caratterizzano la nostra specie. Ricerca del successo, fama, gloria e su tutti l’istinto di conservazione che supera quello del sacrificio. In The Boys ci ha fatto vedere quello che farebbero alcuni esseri umani per vivere del e nel riflesso dei Super: mettere in piedi una multinazionale allo scopo di gestire tutto il business che ne deriva. Film, sponsor, action figures, alimenti per sportivi, discorsi, convention e chi più ne ha più ne metta, facendo girare l’economia con cifre da capogiro.

La risultante di tutto questo, è un’azienda “too big to fail” che gestisce tutti i Super d’america, curando i loro profili social, le loro apparizioni in pubblico e le loro ronde per difendere la città. E gestendo un giro di avvocati pronto a mettere a tacere qualunque buon cittadino che abbia la sfortuna di subire dei danni collaterali. Perché di danni collaterali questi “eroi” ne fanno ed anche belli grossi.

The Boys ci mostra dunque un mondo di fantasia a cui forse non siamo abituati, ma che molto probabilmente sarebbe quello più simile alla nostra realtà, se esistessero individui con i superpoteri tra noi; quella in cui fare il supereroe è un lavoro, non una vocazione. Salvare vite è una routine tra la registrazione di una pubblicità e la comparsata in uno show televisivo, commettere errori comporta all’azienda la spesa di un sacco di soldi per insabbiare il tutto e, come minimo, beccarsi una dura strigliata o un non poco velato mobbing.

Ci fa vedere anche un mondo in cui però qualcuno apre gli occhi, e cerca di smascherare tutte le nefandezze dei Super. Ma per raggiungere lo scopo, ”i ragazzi” si macchieranno a loro volta di crimini davvero gravi, continuando a privare la serie di un netto confine tra buoni e cattivi.

Non aggiungerò oltre della trama per far si che possiate gustarla completamente ma questa serie è una di quelle che, se avete visto tutti i film e serie TV sui supereroi fin’ora, soprattutto quelli di sponda Marvel, vi darà davvero qualcosa di diverso, ed anche svariati spunti di riflessione (a patto di assecondare la vostra sospensione dell’incredulità).

La colonna sonora inoltre è STE-PI-TO-SA, e non solo perché ci sono le Spice Girls (ndR, i gusti son gusti!) ma perché ogni canzone è perfetta per il momento in cui è inserita in ogni puntata, soprattutto quando si tratta di testi che enfatizzano la scorrettezza di alcune scene.

Anche dal punto di vista visivo ci sono alcuni passaggi che rimangono impressi nella mente, con una scelta della fotografia che dimostra la cura che Amazon Studios ha riservato alla trasposizione televisiva di The Boys, senza scordarci un casting in cui spicca senza ombra di dubbio Antony Starr, nel ruolo di Patriota, di una spanna sopra gli altri interpreti, per altro tutti comunque molto bravi.

The Boys

La scena dell’aeroplano del quarto episodio è forse il momento più alto dell’interpretazione di Starr.

Buona visione, buona caccia alle tantissime citazioni, e buona destrutturazione dell’idea dei Super che avevate fin’ora!

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