“Non importa quanti siete, non mi avrete mai”

La maggior parte dei titoli strategici in tempo reale ha spesso cercato di pescare a piene mani da qualsivoglia contesto, o franchise, piuttosto famosi, regalandoci nel corso del tempo tantissime piccole perle che in un modo o nell’altro continuiamo a tenere installate sul PC per giocarci nei momenti di magra.

Il mio personalissimo “safe heaven” è Starcraft 2, ma scommetto che molti di voi terranno ancora installati sui vostri calcolatori giochi del calibro di Age of Empires 2, quest’ultimo tra l’altro tornerà in auge tra poco con una versione completamente restaurata.

Torniamo velocemente a oggi, principalmente al momento in cui ho avuto l’occasione di installare They Are Billions, il nuovo RTS sviluppato dai ragazzi di Numantian Games e BlitWorks che tenta, almeno ipoteticamente, di farci immaginare un -ennesimo- futuro distopico dove gli zombi hanno preso il sopravvento e il genere umano, ridotto a vivere in una città costruita nel cratere di un vulcano inattivo, cerca di riconquistare la restante fetta di mondo che gli è stata tolta da queste immonde creature.

MANGIA CHE TI PASSA

A livello strutturale They Are Billions funziona come ogni strategico che si rispetti, riportando su visuale isometrica un gameplay reiterato nel tempo che ci vede protagonisti nel ruolo di capitani temerari pronti a guidare un manipolo di coraggiosi, fuori dalla città fortificata, con lo scopo di creare delle colonie da cui recuperare risorse e nuove tecnologie.

Ogni cosa procede seguendo uno schema preciso, dove bisognerà raccogliere delle materie prime (legname, pietra, oro) al fine di costruire degli edifici necessari a produrre tutto il necessario per far evolvere, e ampliare, la nostra colonia del momento.

They Are Billions Foundry

Bisogna gestire con accortezza la produzione per garantire la sopravvivenza

Chiaro come il sole che nel frattempo, purtroppo, ci toccherà avere a che fare con i tantissimi zombi che popolano il mondo di gioco. Trattandosi di un numero che si avvicina al “billions” immaginato per il titolo, diventa importante riuscire a rendere la coda di costruzione il più virtuosa possibile, dato che andando avanti a costruire cominceranno a giungere una moltitudine di infetti pronti a banchettare coi nostri peoni.

È un sistema che cresce proporzionatamente allo sviluppo degli edifici e della popolazione, intervallato peraltro da un countdown giornaliero che ci separa dall’ondata finale. Oltretutto, come se il resto non dovesse bastarvi, il gioco si rivela così hardcore in merito ai tecnicismi che lo compongono dato che anche un singolo zombi, se lasciato entrare nella nostra base, potrà infettare l’intera popolazione di lavori appartenenti all’edificio attaccato dal medesimo, creando un disastro incontrollabile difficilissimo da fronteggiare.

They Are Billions Wave

Farne passare anche solo uno può essere un disastro

Bisogna quindi cominciare a ragionare bene su come difendere il proprio avamposto dalle avversità del mondo, innalzando per l’occasione una bella cinta muraria accompagnata da una potenza di fuoco sufficiente, tra unità o edifici, a respingere i nemici senza subire troppi danni. A differenza delle controparti di settore, They Are Billions si rivela essere un pochettino più elaborato e complesso da padroneggiare, complice per esempio il fatto che ogni edificio va edificato ragionando bene sul posizionamento, che può influire positivamente o negativamente sulla sua effettiva produttività.

A rendere l’intero contesto più pepato ci pensa il salvataggio automatico, progettato dai ragazzi di Numantian per non poter essere in alcun modo gestito dall’utente. Cosa significa tutto ciò? Semplice, a tutti gli effetti non potrete creare delle posizioni manuali da cui ricominciare la partita, ma ci penserà il salvataggio automatico a condurvi nel momento cronologicamente più vicino alla vostra dipartita.

CONSOLE RETRO’

A differenza da quanto ci si potrebbe aspettare per quanto riguarda un porting compiuto diverso tempo dopo l’uscita del gioco su PC, il caso di They Are Billions lascia al contrario piuttosto sorpresi, se non altro perché la versione pubblicata su console sembra rifarsi completamente a quella Early Access uscita ai tempi su Steam. Come si traduce tutto questo in termini di gioco?

Principalmente che oltre alle modalità Sopravvivenza e Sfida della Settimana, manca del tutto la campagna. Va bene che quest’ultima è uscita su PC poco tempo fa, ma non si rivela a tutti gli effetti un motivo “valido” al punto da pubblicare un prodotto monco sul nascere. La stessa cosa vale per i livelli speciali, che per chi non bazzicasse tanto su Steam e affini sono in realtà tutti quegli scenari che vengono creati dalla community e vengono trattati come mod, che il giocatore può scaricarsi dal Workshop interno del client di Steam.

They Are Billions City

They Are Billions è graficamente molto piacevole

Per quanto riguarda grafica e controlli, They Are Billions si comporta molto bene sulla Xbox One su cui abbiamo effettuato i nostri test, anche se comunque risulta particolarmente difficile abituarsi alla mappatura dei tasti su gamepad quando si è abituati a mouse e tastiera. Non dico che non siano validi, anzi, ma per padroneggiare vi serviranno un discreto quantitativo di partite.

 

 

7.5 Awesome

They Are Billions è sicuramente un gioco interessante, inutile negarlo, soprattutto perché si rivela capace di mantenere alto l’interesse per gli strategici in tempo reale, senza rinunciare anche a un guizzo di originalità per quanto riguarda la gestione delle unità e la presenza degli zombi sul campo di battaglia. Certo, si poteva fare qualcosa di più in materia di porting, ma non credo che gli utenti console dovranno aspettare molto per vedere tutti i contenuti online. La strada consigliata è quella di attendere il pacchetto completo, così da godervi l’offerta completa

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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