Per parlare di Spider-Man: Far From Home per forza di cose mi trovo costretto a fare chiari riferimenti e spoiler su Avengers: Endgame quindi, se siete tra le poche persone al mondo a non averlo ancora visto, salvatevi il link di questo articolo e tornate a leggerlo successivamente.

IL MIGLIOR RAGNO DI SEMPRE

Spider-Man: Far From Home ha il difficilissimo compito di fare da chiusura alla cosiddetta Fase 3 del MCU e, contemporaneamente, da ponte al nuovo corso che questo universo cinematografico sta per intraprendere.

Infatti il mondo dei supereroi non è più lo stesso dopo gli avvenimenti di Endgame: Tony Stark ha sacrificato sé stesso per salvare l’universo, Capitan America ha deciso di “abdicare” lasciando lo scudo a Sam Wilson, Thor è in viaggio nello spazio con i Guardiani della Galassia e Capitan Marvel ha altri pianeti da salvare, pianeti che non hanno la fortuna di avere gli Avengers a difenderli, Hulk è alle prese con gli effetti dell’uso del guanto e Dr. Strange è irreperibile (scopriremo forse in Dr. Strange 2 cosa sta combinando).

Ma anche il mondo “normale” ha subito cambiamenti non indifferenti, considerando che metà della popolazione mondiale ha subito il “Blip”, tornando in vita dopo 5 anni dallo “Snap” di Thanos, con tutto quello che ne consegue (lavoro, relazioni personali, etc.).

Peter Parker, insieme a MJ e Ned, fanno parte del gruppo dei “blippati” ed anche loro stanno compiendo il loro percorso per tornare alla vita di tutti giorni, tra college e cotte adolescenziali. 

Far From Home spider-man

Tutto vorremmo essere Spider-Man, ma non è assolutamente facile esserlo.

Il problema è che Peter Parker non è come tutti gli altri: è praticamente uno degli ultimi supereroi rimasto sulla Terra e come recita il lietmotiv che accompagna tutti i film del Ragno, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, responsabilità che si manifestano nel personaggio di Nick Fury che vuole assoldare Spider-Man per salvare il mondo da una minaccia interdimensionale. 

Infatti i piani alti dello S.H.I.E.L.D. sono entrati in contatto con Quentin Beck (Jake Gyllenhaal), eroe di un altro universo che arriva sulla nostra Terra (indovinate con che numero viene indicata?) per metterci in guardia dall’arrivo di potenti esseri elementali che hanno già distrutto la sua Terra nella sua dimensione.

Ma Peter è pronto a prendersi queste responsabilità? E’ proprio su questo punto che si concentra la trama di Spider-Man: Far From Home, tra il desiderio di un adolescente di vivere la sua vita normale e l’obbligo di non deludere chi, come Tony Stark in precedenza o lo stesso Nick Fury ora, crede in lui e nelle sue capacità.

Far From Home Nick Fury

Certo che Nick Fury ha uno strano modo per mostrare il suo apprezzamento.

In questo contesto Tom Holland si conferma come se fosse nato per interpretare il duplice ruolo di Peter Parker e Spider-Man. Se Toby McGuire aveva la giusta “imbranatezza” per essere un ottimo Peter Parker mentre Garfield aveva l’atleticismo per essere Spider-Man, Holland riesce a far convivere in sé entrambi gli aspetti dell’amichevole Ragno di quartiere.

Con la sua faccia da bravo ragazzo, con quel fare un po’ naive e soprattutto con la sua assoluta incapacità di rapportarsi con l’altro sesso, rispecchia perfettamente l’idea che abbiamo tutti del Peter Parker adolescenziale, mentre il grande allenamento (qualcuno ci dica chi sono i trainer della Marvel, visto il lavoro fatto su tanti attori che hanno lavorato con loro) lo rende uno Spider-Man completamente a suo agio in ogni scena d’azione. 

E di azione ce ne è veramente tanta, oltre ad una serie di discrete scenette comiche, visto che le 2 ore e 10 di proiezione scivolano via senza pesare sullo spettatore se non in qualche punto un po’ forzato per sviluppare la “love story” con MJ.

Proprio su MJ vorrei fare un appunto molto personale: perché usare quelle iniziali, appartenenti ad uno dei personaggi più importanti del mondo di Spider-Man e poi non tenere assolutamente in considerazione l’originale?

Tralasciando questa piccola polemica, il personaggio interpretato da Zendaya può finalmente mettere in mostra la sua intelligenza ed il suo sarcasmo, ma bisogna dire che oltre a Tom Holland a brillare sullo schermo è Jake Gyllenhaal. 

Far From Home Mystero

Jake Gyllenhall è perfetto nei panni di Quentin Beck.

Il suo Quentin Beck è carismatico, accattivante e conquista lo spettatore in un battibaleno, tanto che per una parte del film Spider-Man viene relegato a spalla, fino al momento del plot twist che in realtà tanto plot twist non è, visto che chiunque abbia un minimo della conoscenza del mondo Marvel sa benissimo che Mysterio è uno dei villain più famosi del Ragno.

Ma pur se nessuno, fin dall’uscita del trailer, ha potuto credere anche solo per un singolo secondo che Mysterio sarebbe potuto essere veramente uno dei buoni, lo sviluppo del film fino a quel momento ti porta a pensare che forse ci siamo sbagliati tutti e quando invece la verità viene fuori, lo spettatore ha la stessa reazione di Peter Parker, rimanendo deluso e ferito.

Visivamente Spider-Man: Far From Home è una gioia per gli occhi, soprattutto durante gli scontri con Mysterio, mentre ho storto non poco il naso sulla scelta di alcune tracce musicali, soprattutto quelle legate all’arrivo a Venezia ed in Austria, che si basano sugli stereotipi che l’utente americano ha di questi posti. 

Far From Home CGI

La CGI è sempre di primissimo livello

Ma se il film già di suo era di ottima fattura, le due scene post-credit (soprattutto la prima), lo rendono praticamente perfetto, considerando soprattutto che non sono le classiche scenette messe lì per strappare un sorriso con qualche citazione o riferimento particolare, ma sono dei veri e propri plot twist sia per quanto riguarda il futuro di Spider-Man che del MCU in generale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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