“Frogwares esce dalla propria comfort zone al fine di proporci un viaggio nell’oblio. Saremo in grado di non impazzire?”

Il mondo immaginario creato da H.P. Lovecraft, al pari del setting zombesco, è indubbiamente uno dei più utilizzati in ambito letterario, ruolistico, da tavolo e non ultimo videoludico. 

Antichi, follia e sanità mentale sono elementi in grado di stimolare creativi di tutto il mondo, capaci di offrire contestualmente esperienze che spaziano dal sempre apprezzato Call of Cthulhu (GDR) al più recente Le Case della Follia (Seconda Edizione), Gioco da Tavolo che sfrutta un applicazione per rendere particolarmente affascinante il climax generato attorno al tavolo da gioco.

Grazie a una moltitudine di riferimenti, situazioni impressionanti e molto altro ancora, non sorprende che anche i ragazzi ucraini di Frogwares non abbiano resistito al folle fascino di queste ambientazioni, allontanandosi almeno per un momento dal personaggio di Sherlock Holmes; sono loro, infatti, gli sviluppatori alle spalle dei più recenti titoli ispirati al famoso investigatore

A MOLLO NELLA FOLLIA 

Abbandonati i casi di Holmes & Watson, con The Sinking City il team di sviluppo ha deciso di condurre i giocatori all’interno di un mondo corrotto, malato e attanagliato da folli visioni.

Nei panni di Charles Reed, mi sono avventurato all’interno delle strade allagate di Oakmont (Massachusetts), cercando disperatamente delle risposte in merito a delle terribili visioni che attanagliano il detective di Boston, nonché ex sommozzatore della Marina. 

La città è stata recentemente colpita da una forte alluvione, che ha letteralmente sommerso metà delle strade che la compongono. Non solo, tra le conseguenze di questa catastrofe c’è anche la presenza di una nuova serie di stranieri dalle forme inquietanti che popolano le strade della città, seguiti da una serie di mostri che stanno facendo scivolare nel caos gli abitanti della cittadina. 

Sinking City Mostro

A me sembra un democane di Stranger Things, non so voi…

All’interno di questo contesto di stampo tipicamente lovecraftiano, il gioco offre un ambiente open world in cui ho avuto modo di sviluppare le mie indagini. Un approccio sensibilmente differente da quello dei precedenti lavori della software house, ma che ho indubbiamente apprezzato. 

La libertà di azione, e una presenza di indizi che non ti guidano esattamente alla risoluzione del caso, mi hanno spinto a intraprendere delle vere e proprie indagini in grado di soddisfare la vena investigativa che è in me: ho pazientemente segnato diversi focal point sulla mappa da visitare in un secondo momento, ho posto discreta attenzione alle strutture che mi circondavano notandone persino la forma innaturale e ho persino apprezzato l’utilizzo di luoghi pubblici, come la Stazione della Polizia o l’Ospedale, per ricercare diverse informazioni grazie all’utilizzo dei loro registri.

Questi sono solamente alcuni degli elementi che mi hanno fatto apprezzare maggiormente The Sinking City, elementi che tra l’altro dimostrano una certa esperienza maturata da parte del team verso questo genere di giochi. 

UNIRE I PUNTINI 

A supporto della fase esplorativa troviamo tutta una serie di stratagemmi che rimescolano alcuni elementi già utilizzati in passato, nella serie di Sherlock Holmes, solo che in questo contesto vengono riadattati in modo da offrire un gameplay più fresco e apprezzabile. 

L’Occhio della Mente offre una sorta di visione alternativa dell’ambiente circostante, un modo intelligente che permette di accedere alle premonizioni (visioni dal passato) e di interagire con alcuni elementi presenti sulle varie scene del crimine.

Sinking City Mind's Eye

Ecco l’occhio della mente in azione

Le Retrocognizioni permettono di rivivere alcuni frammenti degli eventi accaduti sulla scena del crimine, interessanti poiché serve metterli nell’ordine cronologico corretto per accedere a nuovi potenziali indizi utili per portare a termine l’indagine. Infine, ma non per questo meno importante, il Palazzo Mentale. Qui, come in una sorta di bacheca da Detective, vengono allocati tutti i nostri indizi più importanti, e se uniti nella maniera corretta offriranno piste utili alla chiusura dei vari casi.

In termini puramente investigativi, come accennavo poc’anzi, il gioco è più che soddisfacente. L’immaginario di Lovecraft, unito a una tela narrativa piacevole e per nulla banale, offre 30 ore di gioco molto piacevoli da giocare, condite inoltre da scelte morali che variano il flusso della storia fino al proprio epilogo. Ci sono anche moltissime missioni secondarie, un modo come un altro per “riempire” l’open world confezionato per l’occasione, offrendo al contempo diversi spunti narrativi per diluire l’offerta uscendo poco fuori dalla trama principale. 

PERDIAMO PUNTI SANITÀ

Ma se fino ad ora vi ho raccontato il bello di The Sinking City, è altrettanto corretto mettervi al corrente di una serie di magagne, piuttosto vistose, di cui soffre il gioco. In primis la componente tecnica.

L’apertura all’open world non è stata gestita benissimo, e mette in mostra delle diverse imperfezioni dovute principalmente all’inadeguatezza del motore di gioco. Vistosi cali di framerate, oggetti che scompaiono, texture caricate con difficoltà. Questi sono solo alcuni dei problemi evidenziati, a cui si aggiungono una serie di animazioni al limite della sufficienza e un riciclo di NPC che rendono il contesto a tratti meno credibile. 

Sinking City Graphics

Si doveva e poteva far di più dal punto di vista tecnico

A questo si aggiunge una fase di shooting non solo forzata all’interno del contesto, ma purtroppo totalmente insoddisfacente per via di un sistema di mira completamente impreciso e, anche in questo caso, hit box e animazioni purtroppo insufficienti. Inoltre, questa carenza nella fase di shooting invalida il sistema di progressione che, al contrario, sulla carta sembrava molto interessante. 

A risentirne è ovviamente l’esperienza globale. A questo punto due strade appaiono davanti a voi: la prima vi permette di soprassedere sugli elementi appena citati, facendovi tra l’altro godere una buonissima esperienza investigativa, la seconda, invece, vi farà desistere dal continuare questo viaggio nell’oblio e nella follia. 

La scelta è solo vostra, ma è innegabile che con un pizzico di budget in più e un motore grafico più moderno e al passo con le ultime tecnologie, il mio giudizio finale sarebbe stato profondamente diverso.

 

7 Awesome

The Sinking City, pur essendo un gioco piacevole sotto il lato puramente investigativo, poteva davvero ambire a vette più alte. Peccato per una serie di elementi (per lo più tecnici) che purtroppo non funzionano, e una  fase di shooting che stride con il contesto. Peccato, ma le  basi per divertirsi se siete amanti di Lovecraft, ci sono tutte. 

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About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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