Quando qualcuno parla di JRPG sono due i titoli che vengono subito in mente, Final Fantasy e Dragon Quest, di gran lunga i più conosciuti anche tra i non appassionati del genere, ma esistono tanti altre saghe che contano decine di titoli come il caso della serie Atelier, giunta con Atelier Lulua: The Scion of Arland al suo 20esimo capitolo, a cui si affiancano anche un numero cospicuo di spin-off e remake.

IL PESO DEL NOME

Per chi non conosce la saga di Atelier c’è da fare un piccolo excursus: i precedenti capitoli sono stati divisi in diverse serie e questo Atelier Lulua è in realtà il quarto episodio della saga di Arland, anche se, per come è strutturato, funziona benissimo anche come nuovo punto di inizio per i neofiti. L’ultimo capitolo di serie è stato pubblicato la bellezza di 7 anni fa su Playstation 3 (e successivamente PS Vita) ed aveva come protagonisti Rorona, Totori e Meruru, personaggi che in un modo o nell’altro incontreremo nuovamente in Atelier Lulua.

Il gioco ha luogo temporalmente molti anni dopo gli eventi della trilogia originale, con protagonista Elmerulia Frixell, conosciuta da tutti come Lulua, figlia della leggendaria alchimista Rorona, protagonista del primo capitolo della saga di Arland.

Elmerulia Frixell, conosciuta anche come Lulua, aspirante Alchimista!

Lulua è una ragazza piena di energia e dalla personalità esuberante, con un perenne sorriso sulle labbra e con un grande sogno: diventare un giorno un alchimista migliore della madre, compito alquanto arduo data la sua goffaggine e la bravura di Rorona. Per sua fortuna arriva in suo aiuto l’Alchemy Riddle, un libro comparso letteralmente dal nulla, al cui interno sono presenti formule alchemiche che solo Lulua è in grado di leggere e decifrare.

A differenza di tanti altri titoli JRPG in Atelier Lulua non c’è una figura di “villain” che incombe sulle nostre esistenze con piani malefici di distruzione e/o dominazione del mondo, ma la storia, divisa in capitoli, ognuno con il suo arco narrativo, segue la crescita della protagonista da semplice e giovane apprendista fino a vederla diventare una vera e propria star del mondo dell’Alchimia.

Questa scelta narrativa potrebbe spiazzare i giocatori più “integralisti”, ma devo dire che ho seguito con piacere l’evoluzione del personaggio di Lulua durante il corso della sua avventura, anche se forse gli sviluppatori del gioco si sono concentrati troppo su di lei, tralasciando forse i suoi compagni. Invece, per i giocatori di vecchia data della serie Atelier, è bello sapere che alcuni dei volti noti della saga di Arland faranno capolino durante il corso dell’avventura, ma è anche un grande rammarico visto che saranno poco più di comparsate (a meno che non acquisterete un bel DLC, ma questa è tasto che non vorrei toccare).

L’ALCHIMIA AL CENTRO DI TUTTO

Il gameplay di Atelier Lulua continua la tradizione della saga, con sessioni di esplorazione e raccolta oggetti, intervallate da battaglie in puro stile JRPG a turni, a cui seguono momenti in laboratorio, dove diamo sfogo alla nostra vena “alchemica”.

Il vero deus ex machina del gioco è proprio l’Alchemy Riddle, che, oltre a fungere da “ricettario” per le formule alchemiche, ci pone di volta in volta obiettivi da seguire per proseguire nella storia. Da questo punto di vista molto apprezzabile nel menù la voce “Schedule” che ci indica sempre l’obiettivo che stiamo seguendo, in maniera tale da non perdersi quando si riprende la console in mano dopo un po’ di tempo.

L’Alchemy Riddle fornisce contemporaneamente le domande e le risposte per proseguire nel gioco

I vari obiettivi vanno dalla semplice esplorazione di una mappa al parlare con determinati NPC, passando per la raccolta di determinati oggetti o la ricerca di drop da nemici ben precisi. Una volta che le condizioni presenti nell’Alchemy Riddle vengono rispettate, la pagina diventa decifrabile ed è possibile riscattare il reward previsto. All’interno del libro, oltre alle quest che ci permettono di progredire nella storyline principale, sono presenti anche molte pagine dedicate a svariate sidequest. Una volta completate le sidequest di un particolare capitolo si riceveranno ricompense aggiuntive, solitamente nella forma di nuovo equipaggiamento o nuove ricette.

A differenza dei titoli passati, il fattore tempo in Atelier Lulua non è più così importante, visto che le missioni lasciano ampi margini di manovra, permettendo al giocatore di affrontare le quest in maniera più rilassata e “perdere” tempo anche in piccole sessioni di grinding, sia di esperienza che di raccolta materiali.

Il sistema di combattimento è in linea con i canoni classici del JRPG e si distingue dai precedenti capitoli della saga per due elementi. Il primo è il passaggio della dimensione del party da 6 a 5 membri, mantenendo la struttura della linea frontale, dedicata ai pg dedicati all’attacco, e la linea arretrata, dove agiranno i personaggi di supporto. Ogni personaggio ha particolari condizioni per azionare la propria abilità di supporto e quindi a seconda della disposizione nel party è possibile modificare la strategia del gruppo.

Due Alchimisti, due interrupt. E’ importante saper gestire bene questa abilità.

Il secondo elemento invece è il comando “Interrupt”: questa abilità è ad uso esclusivo degli Alchimisti e permette al personaggio in questione di poter utilizzare un oggetto “equipaggiato” nello slot relativo prima che sia il suo turno, anche se non tra i membri attivi della linea frontale. Per il resto nulla di nuovo sul fronte del gameplay con i personaggi che possono utilizzare item, attacchi, guardia o abilità (al costo di MP, che non si ripristinano tra un fight e l’altro).

Ma il vero cuore di Atelier Lulua, come qualsiasi altro capitolo della saga, è il sistema di crafting che può risultare ostico a prima vista, soprattutto per chi non ha mai avuto modo di provare altri giochi della serie Atelier..

Ogni ricetta richiede un certo numero di materiali di una determinata classe (vegetali, minerali, etc.), composta a sua volta da decine di oggetti che possono essere utili in fase di crafting. Ognuno di questi oggetti ha delle proprietà intrinseche che possono essere “trasportate” nella creazione, andando a modificare in maniera sostanziale il risultato finale. Praticamente ogni sintetizzazione è unica e ci permette di decidere esattamente i boost che l’oggetto creato deve avere alla fine del processo. Dietro un gioco dal look così sbarazzino e “kawaii”, troviamo uno dei sistemi di crafting più completi e approfonditi che io abbia mai avuto modo di provare, che vi porterà via un discreto numero di ore tra fasi di raccolta e creazione.

WAIFU, WAIFU EVERYWHERE

Come da tradizione della saga, anche Atelier Lulua ci presenta personaggi, soprattutto nel comparto femminile, che non è possibile non adorare (a patto di avere un debole per il look simil-maid del gioco). I personaggi sono disegnati in maniera egregia, con costumi spettacolari che meriterrebero un gruppo di cosplayers ad ogni fiera, soprattutto per un personaggio come Eva e il suo bazooka (esilarante la scenetta in cui viene spiegato il perché usi un’arma così ingombrante).

Perché un Bazooka? Perché fa più male, ovvio!

A livello grafico, avendo avuto modo di provare anche la versione per PS4, posso affermare che in modalità docked di Nintendo Switch è praticamente impossibile distinguere le due versioni, mentre, per ovvie ragioni, qualcosa si va a sacrificare passando in modalità portatile, ma facendo sicuramente un figurone e per questo vanno fatto i complimenti ai ragazzi dello studio Gust. Il tutto condito da una colonna sonora che accompagna alla perfezione ogni momento del gioco.

Per quanto riguarda la longevità, Atelier Lulua vi terrà incollato allo schermo della vostra Nintendo Switch per molte ore, visto che il gioco presenta molteplici ending, oltre a svariate sidequest presenti nell’Alchemy Riddle, che potrebbero risvegliare il demone del completazionismo che alberga in ognuno di noi.

8.5 Kawaii!

Atelier Lulua mantiene intatte le feature per cui la saga era conosciuta ossia un gameplay molto rilassante, condito da scenette comiche e un sistema di crafting di qualità superiore. La versione Nintendo Switch permette di goderci in ogni luogo le avventure di Lulua ed i suoi compagni di viaggio, risultando la console perfetta per questo titolo. Peccato per la caduta di stile dei personaggi giocabili con DLC a pagamento.

  • User Ratings (0 Votes) 0

About Author

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

Parlane con Playcorner!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: