Da quando Rage 2 è stato annunciato, praticamente un anno fa, ho messo una crocetta sulla data di uscita del titolo perché ero veramente curioso di vedere il lavoro della Avalanche Studios (Just Cause, Mad Max), supervisionato niente poco di meno che da id Software, autori già del primo capitolo nonché creatori di giochi dai nomi poco altisonanti come Doom e Quake. Il tutto pubblicato da Bethesda: praticamente un mix potenzialmente esplosivo, che ha creato di certo non poche aspettative.

MAD MAX INCONTRA DOOM

Visti i team di sviluppo che hanno curato il gioco, il pensiero che Rage 2 sarebbe stato un mash-up fra Doom e Mad Max è passato per la testa un po’ a tutti, un open world con componente FPS.

Nel più classico dei futuri distopici post-apocalittici, a 30 anni circa dagli eventi del primo capitolo, la nostra città natale viene presa d’assedio dall’Autorità, fazione nemica comandata dal Generale Cross, una specie di Robocop con innesti Power Armor tali da far impallidire un Terminator degli Space Marine.

Rage 2 Cross
Questi se ne è fatti di innesti!

L’attacco è una vera e propria mattanza e, guarda caso, Walker, il protagonista del gioco (selezionabile sia in versione femminile che maschile, purtroppo senza alcuna customizzazione) è uno dei pochi sopravvissuti, oltre ad essere l’unico Ranger rimasto in vita sulla faccia della Terra. I Ranger sono, o meglio erano, un gruppo di esseri umani che aveva la capacità di accedere a particolari poteri grazie l’uso dei nanotriti, rendendoli di fatto una specie di supereroi nel mondo di Rage 2.

Se la strage compiuta da Cross e i suoi uomini non era abbastanza per far nascere in noi un sentimento di vendetta, ci pensa la morte del nostro padre adottivo, per mano dello stesso generale, a far scattare la scintilla. Venuti a conoscenza di un fantomatico Progetto Daga, una tecnologia che ci permetterebbe di intrufolarci nella base nemica e distruggerla, ci mettiamo in viaggio, nanotriti in spalla, pronti a fermare la follia del Generale Cross e dell’Autorità.

Per farlo ci interfacceremo con 3 NPC, ognuno dei quali ci assegnerà 3 missioni, per un totale di circa una dozzina di ore di gioco, ovviamente solo per la campagna principale. Ogni qualvolta completiamo una missione, la fiducia dell’NPC relativo cresce e ci permette di sbloccare nuovi progetti, che si traducono in nuove abilità, alcune molto interessanti e divertenti.

SPARAGLI WALKER, SPARAGLI ANCORA

Diciamoci la verità: la trama non è sicuramente l’elemento centrale e più curato di Rage 2, fin troppo lineare ed anche con poco approfondimento sul background dei personaggi, che siano quello principale o gli antagonisti, ma funge da “scusa” per il suo gameplay che si può sintetizzare in poche parole: sparare a tutto quello che si vede.

Ci sono momenti in cui usare le armi più potenti in combinazione con i poteri derivanti dai nanotriti mi hanno letteralmente esaltato. All’interno del gioco sono presenti 9 armi, di cui alcune più difficili da ottenere, ma fondamentalmente il gioco può essere completato senza troppi affanni utilizzando solo il classico shotgun e il fucile d’assalto, grazie alla loro compatibilità nel poter gestire i combattimenti a corto e lungo raggio.

Infatti con lo shotgun abbiamo la possibilità di fare a pezzetti qualsiasi cosa ci venga a distanza troppo ravvicinata, mentre il fucile d’assalto è fondamentale per gestire i nemici più lontani. Interessante la presenza di abilità secondarie in ogni arma che offrono una certa profondità strategica ai combattimenti, in realtà non troppo necessaria, visto che l’AI dei nemici non è di certo delle migliori ed anche aumentando la difficoltà di gioco, quello che veramente cambia sono solamente i coefficienti di danno dei nostri nemici, sia subiti che inflitti.

Rage 2 Weapon
Cosa c’è di meglio di un fucilone con le lucine colorate? Un BFG 9000, ma per quello dovrete pagare!

Sicuramente più interessante il sistema di progressione di livello delle armi: attraverso la raccolta e l’uso di particolari materiali, è possibile upgradare le armi fino al livello 5, modificando anche varie caratteristiche come capacità di ricarica o il numero di munizioni massime. Uniamoci i poteri dei nanotriti e le abilità derivanti dai progetti e abbiamo un mix veramente esplosivo, che ci permette di provare tantissime combinazioni diverse e trovare, di volta in volta, quella che più si adatta al nostro stile di gioco.

Un piccolo appunto: il BFG 9000, l’arma che ha reso famoso Doom, è presente nel gioco ma solo per chi ha comprato la deluxe o collector’s edition. Un piccolo rammarico per chi, come me, è vissuto nel mito di quest’arma.

Per muoversi nelle lande desolate di Rage 2 abbiamo a disposizione Phoenix, un veicolo che ricorda vagamente la Tumbler di Batman, solo con più potenza di fuoco. Durante i nostri spostamenti è possibile imbattersi in gare con altri veicoli (con reward veramente infimi, tali da non giustificare il tempo speso), ma soprattutto è possibile bloccare i convogli nemici. Per quanto nelle prime battute sia divertente schiantarsi contro i veicoli più deboli e vederli saltare in mille pezzi, alla lunga questi eventi diventano una routine abbastanza monotona.

Rage 2 Phoenix
Le gare ci sono, le frecce per la velocità pure. Dove sono i gusci blu? Ah no, abbiamo i fucili già montati!

Durante il gioco è anche possibile upgradare la Phoenix o sbloccare nuovi veicoli, ma in realtà una volta sbloccati alcuni punti di fast travel, guidare è una parte quasi superflua del gioco, con grande delusione del sottoscritto visto quanto offerto dalla stessa Avalanche Studios con Mad Max.

A livello di difficoltà abbiamo già parlato dell’AI dei nemici non proprio eccezionale, ma non per questo Rage 2 è un gioco da prendere sottogamba. Anche quando avrete upgradato a dovere le vostre abilità ed armi, sottovalutare un’ondata di nemici può portare ad una morte prematura del nostro “eroe”, ma non è un grande perdita visto che il sistema di autosave del gioco è praticamente continuo, con tanto di eventuale respawn in zona “tranquilla” per evitare di essere buttati nella mischia non appena ritornati in vita.

BELLO MA NON BALLA

La resa grafica di Rage 2 è di buon livello, con tanta cura soprattutto sulle ambientazioni desertiche che compongono la gran parte della mappa di gioco, senza però raggiungere vette memorabili, soprattutto per quanto riguarda la “distruggibilità” degli elementi ambientali.

Ma il tutto è stato fatto per una precisa scelta degli sviluppatori di voler tenere le performance di gioco più alte possibili, visto che Rage 2 mostra una fluidità nei combattimenti altissima, anche se ho potuto notare, seppur raramente, qualche piccolo rallentamento quando ci troviamo in combattimenti con tanti nemici e soprattutto tanti effetti visivi sullo schermo (quasi sempre i nostri).

Rage 2 Fight
E’ frenetico quanto sembra!

Quello che invece mi ha stupito in negativo, per un prodotto del genere, è la lag nei vari menù, qualcosa che mi ha lasciato veramente interdetto e che spero possano correggere in qualche update futuro.

Per quanto riguarda il comparto audio, nulla da dire sugli effetti sonori delle armi ed anche sulla soundtrack, che ben accompagna la nostra avventura.

Inoltre sono stati già annunciati aggiornamenti futuri, sia gratis che a pagamento, che fanno capire come Bethesda tenga molto al progetto Rage 2. In breve tempo vederemo nuovi veicoli, armi, missioni, oltre a tantissime sfide settimanali che ricompenseranno il giocatore con skin, oltre a due e vere proprie espansioni previste tra Agosto e Dicembre.

Update
Ecco la tabella degli aggiornamenti futuri di Rage 2
7.5 Awesome

Rage 2 è un gioco che fa bene quello che deve fare: intrattenere. Non vi aspettate un titolo dalla sceneggiatura da Oscar o un gameplay che diventerà punto di riferimento per i titoli futuri, ma un gioco solido e divertente. Purtroppo questa mancanza di personalità lo relega nel mondo dei "buoni" giochi e non in quello degli "ottimi". Forse con le espansioni e gli aggiornamenti futuri si potrebbe fare il grande salto.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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