Anche i demoni piangono … ma questa volta sicuramente di gioia!

Esistono franchise che sopravvivono più di altri allo scorrere del tempo. Se procediamo a memoria guardando indietro ai titoli che più di tutti hanno influenzato la nostra “educazione videoludica”, sicuramente emergerà tra i tanti, a seconda dei gusti personali di ognuno di noi, l’immancabile Devil May Cry.

Nato dall’estro di Hideki Kamiya, la storia ispirata alla Divina Commedia nostrana ha scritto la propria storia capitolo dopo capitolo, sbagliando anche in alcuni casi (chi dimentica il secondo capitolo è complice) ma continuando imperterrito a produrre grazie anche alla supervisione di CAPCOM.

Proprio fermandomi su CAPCOM, quest’anno il team nipponico ha sfornato conferme dimostrandoci che la grandezza di una casa di sviluppo non risiede solo nella capacità di guardare avanti, ma anche e soprattutto nel saper sfruttare bene quel buono che ti ha contraddistinto nel corso della tua carriera di pubblicazione. Prodotti come Monster Hunter World o il remake di Resident Evil sono la conferma che volere è potere, a patto che vengano rispettati un po’ sottotrama le volontà dei videogiocatori.

In corrispondenza di questo ragionamento, e tolto per un momento dalla lista il reboot DmC, devo ammettere di aver sussultato nel momento in cui è stato annunciato per la prima volta il quinto capitolo di Devil May Cry. Ma cosa succede questa volta e chi sono i nuovi personaggi che abbiamo visto dai trailer?

LA RICERCA DEL POTERE

I personaggi di Devil May Cry hanno spesso donato enorme carattere al franchise, complice sicuramente una scrittura piuttosto estrosa del loro essere in conflitto con sé stessi e con il mondo, tanto che appassionarsi a un personaggio come Dante è risultato facile sin dal primo momento in cui abbiamo fatto la sua conoscenza ben diciotto anni fa.

Gli eventi di oggi ruotano intorno all’avvento di una nuova minaccia demoniaca, che sembra lanciare ulteriore scompiglio nella ritrovata pace momentanea, mettendo a ferro e fuoco un’intera città con la formazione di un albero che cresce grazie al sangue degli umani. I protagonisti della vicenda sono Dante e Nero (conosciuto nel quarto capitolo), mentre le new entry sono V e Nico: il primo non viene accompagnato da particolari presentazioni, al momento dell’inizio del gioco sappiamo che accompagna i due eroi nella lotta contro i demoni facendo uso di tre famigli, mentre la seconda è una delle spalle più estrose prodotte dal franchise, che vanta anche una caratterizzazione veramente fuori da tutti gli schemi.

Senza entrare troppo nella narrazione, come di solito per evitarvi noiosi spoiler, il gioco prosegue facendoci comprendere meglio gli eventi intorno all’ascesa di questo potentissimo demone, facendoci capire passo dopo passo chi dirige l’orchestra alle spalle del teatro. Una cosa è certa: a livello di stile Devil May Cry ha mantenuto ogni fibra del suo essere, presentandosi forte di una tamarraggine infinitamente unica che non sfocia mai nel disgusto, anche quando Dante finisce per indossare un’improbabile cappello che gli conferisce particolari attacchi (che non vi svelo, dovete vederlo coi vostri occhi!).

Suddiviso per missioni, il gioco farà in modo di svelarvi tutti i suoi retroscena accompagnandovi in una run che si attesta sulle dieci ore, a patto però che lo giochiate iniziando a difficoltà Cacciatore di Demoni. Anche se si percepisce una sorta di depotenziamento dei nemici, che non impensieriscono giocando al proverbiale livello normale, la conclusione di tutte le missioni porterà a sbloccare difficoltà sempre più elevate, a patto che siate disposti a finire il gioco almeno quattro volte (o che siate affetti dello sblocco di achievement compulsivo).

È TUTTA UNA QUESTIONE DI STILE

Come spesso accade per il franchise, Devil May Cry si è sempre contraddistinto dai suoi partner di genere grazie al suo stile di gioco, che oltre a proporsi in modo articolato ha spesso fatto affidamento al suo sistema di combo spericolate, coadiuvate peraltro da armi e moveset particolarmente ispirati e tamarri.

In questo caso, utilizzando i tre diversi personaggi a disposizione, ci troviamo a diversificare il combattimento senza sosta: Nero fa affidamento alla sua spada ma può contare anche su diverse mosse da effettuare cambiando braccio meccanico, grazie alle protesi che vengono costruite da Nico. Ognuna vanta un particolare moveset, che è utile conoscere soprattutto quando si affrontano particolari sezioni di gioco, in cui magari uno è più funzionale di un altro.

V ha la particolarità di contare su tre famigli (diciamo due inizialmente) che combattono al posto suo nell’arena di battaglia. Uno è un volatile che fa diverse combo aree a distanza, l’altro è una pantera che si occupa del combattimento corpo a corpo, diversificando in questo modo lo scontro in attesa che il nemico sia abbastanza debole da essere ucciso dal bastone/spada di V. Quest’ultimo è troppo fragile per combattere autonomamente, ma quando attiva la sua “forma demoniaca” può contare anche su un golem di carne, particolarmente potente da lanciare sul campo al momento opportuno.

Dante infine possiede la spada Rebellion, ma nel corso della propria avventura troverà diverse armi da utilizzare, componendo insieme agli altri personaggi una rosa interessanti di abilità e colpi personalizzati, che sicuramente permettono un ottimo livello di gestione della battaglia senza esclusione di colpi. Ci sono anche le armi a distanza, ma sinceramente godersi il combattimento corpo a corpo è molto più gratificante. Chiaramente se sarete abbastanza bravi da concatenare i colpi in modo opportuno potrete ottenere un punteggio più alto, arrivando al tanto agognato SSS che tutti vogliono ottenere quando giocano a Devil May Cry.

Bisogna dire che il gioco, dal menù dedicato, presenta anche la possibilità di impostare le combo automatiche riducendo il tutto alla pressione di un unico tasto, ma il mio consiglio spassionato è quello di passare qualche minuto in più nel Vuoto (zona di allenamento) per imparare le combo e divertirvi a fare tutto manualmente.

Tra l’altro questa volta non esiste un tasto fisico per effettuare la schivata, pertanto bisognerà in qualche modo arrangiarsi optando per una combinazione di tasti da eseguire al momento giusto per portare a casa il risultato. Grazie a questa serie di espedienti, i personaggi risultano divertenti da giocare fino in fondo, soprattutto in merito alla gestione del combattimento più tecnico (Nero, Dante) e di quello più semplice (V), che molti sicuramente utilizzeranno inizialmente per ottenere i punteggi più alti di stile.

La valuta in gioco decretata dalle gemme rosse è facilmente acquisibile durante l’esplorazione dei livelli e servirà, come di consueto, per sbloccare le abilità di ogni personaggio. Il fattore rigiocabilità fa il suo sporto lavoro anche in questo senso, proprio perché sbloccare tutte le abilità (come anche la provocazione, ben tre milioni) richiede sicuramente diverse run per portare a casa il risultato.

LEVEL DESIGN DA URLO

Tecnicamente il gioco fa affidamento al RE Engine, un motore grafico impressionante che ci ha dato già grosse soddisfazioni con il remake di Resident Evil e che adesso, in occasione del quinto capitolo di Devil May Cry, continua a farsi valere mettendo in scena uno spettacolo da urlo. Non parlo infatti solo dei personaggi, che sono veramente realizzati in maniera certosina, ma parlo anche di animazioni, effetti visivi e level design, composti come un puzzle perfetto pronto a gridare ai posteri “Ehy, prova a starmi dietro in fatto di stile”. Anche un novello Zoolander si troverebbe spaesato di fronte a tanta bellezza, ed è probabilmente questo aspetto insieme a tutto il resto a decretare il vero successo del gioco.

In un momento storico dove l’occhio vuole la sua parte in tutto e per tutto, Devil May Cry 5 porta a casa un risultato dignitosissimo, dimostrandosi perfettamente al passo coi tempi e soprattutto in linea con le offerte di settore tripla A. Nelle venti missioni disponibili è possibile riuscire a vedere molte ambientazioni interessanti e particolari, che ti invitano persino a farci una passeggiata in giro al fine di trovare qualche extra da sbloccare come materiali aggiuntivi e/o livelli segreti.

Esatto. Ci sono anche quelli. Livelli segreti con prove univoche che tendono a diversificare un po’ il solito tran tran di gioco tra una missione e l’altra.

PRO & CONTRO

+Devil May Cry mantiene la sua tamarraggine e torna più forte che mai
+Il RE Engine è uno spettacolo puro
+Doppiaggio e colonna sonora spaccano

-a livello di rigiocabilità vi serve molta pazienza per portare a termine tutte le run

About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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