The Textorcist : The story of Ray Bibbia è un indie sviluppato dalla software house italiana MorbidWare e pubblicato da Headup Games su Steam lo scorso 14 Febbraio. Come sempre scavare nel mercato indie di Steam non è mai facile, ma spesso e volentieri si trovano delle belle sorprese…

UN INFERNO DI PROIETTILI

Il gioco parte con delle premesse molto interessanti: viene definito un “type ‘em up” ovvero un bullet hell classico (stile TouHou per capirci) misto ad un typing game, rifacendosi in maniera abbastanza palese ad un titolo come “The Typing of the Undead”

Il giocatore si metterà nei panni di Ray Bibbia (chiaro riferimento a Rebibbia, ne sarà molto contento ZeroCalcare) un esorcista privato che nella Roma distopica degli anni Novanta dovrà affrontare e bandire svariate minacce demoniache grazie all’utilizzo della sacra Bibbia, strumento capace di generale i cosiddetti “hollet” ovvero proiettili sacri.

Il gameplay è semplice ed intuitivo ma comunque impegnativo: il giocatore muoverà Ray attraverso l’utilizzo delle freccette direzionali per schivare i proiettili nemici mentre con la tastiera dovrà digitare le frasi sacre che appariranno a schermo, ogni errore di battitura comporterà la perdita di una lettera e di conseguenza la necessaria riscrittura. 

Che ci vuole a schivare tutta sta roba?

I boss sono una decina, tutti ben caratterizzati e dotati di poteri unici, come ad esempio la capacità di utilizzare il vomito per rendere illeggibile le sacre scritture o la capacità di capovolgere il testo rendendolo difficile da leggere.

Inoltre superato un certo capitolo il testo da digitare passerà dall’inglese al latino, aggiungendo ancora un volta un pizzico di difficolta in più al tutto (fortunatamente non più di tanto per noi giocatori italiani).

In Omnia Pericula Tasta Testicula….ah non è questa la formula che dovevo scrivere?

La curva di difficoltà appare mal calibrata: i primi boss sono molto facili da battere mentre i successivi tendono a diventare quasi impossibili da sconfiggere, ma nonostante questo problema di bilanciamento Textorcist risulta abbastanza piacevole da giocare.

Ma la vera nota dolente risiede negli intermezzi tra un combattimento e l’altro, caratterizzati da una narrativa poco interessante e dialoghi noiosi misti a sezioni di pseudo-enigmi poco intuitivi e per nulla piacevoli da affrontare.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, la grafica pixel art risulta molto gradevole (ma anche qui bisogna sempre considerare il gusto personale), con una colonna sonora che accompagna in maniera convincente le avventure del nostro Ray Bibbia.

C’e’ troppo verde in questa schermata!

PRO & CONTRO

+Mix di generi unico
+Colonna sonora degna di nota
+Innumerevoli citazioni

-Difficoltà bilanciata male
-Sezioni narrative noiose

8 ORA ET DIGITA!

The Textorcist rimante una piccola perla che verrà sicuramente apprezzata dai veterani del genere che vogliono giocare ad un Bullet Hell vecchio stile arricchito dall'inserimento delle meccaniche Typing che lo rendono veramente unico nel suo genere.

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Studia game design. Pc-gamer fino al midollo e appassionato di anime e manga. Adora girovagare per fiere del fumetto ed eventi a tema in compagnia.

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