Lo scorso mese ho inaugurato una rubrica di cui vado particolarmente orgoglioso. Sfruttando l’app “BG Stats” è dal primo giorno del 2019 che sto tenendo traccia di tutto quello che gioco.

Uno strumento utile non solo per tenere traccia della mia “attività ludica” ma anche per capire quanto riesco ad approfondire un gioco, e soprattutto quante partite ci impiego per capire se il titolo mi sta convincendo o meno.

Come sempre mi dilungherò un po’ di più sui giochi che ho potuto intavolare più di una volta, mentre farò una semplice e veloce menzione per quelli che ho provato per una sola partita. In più, a partire da questo mese, una piccola sezione sarà dedicata a quelli che sono tornati sul mio tavolo di gioco, ma che sono stati menzionati già nel mese precedente, a dimostrazione del fatto che il gioco, evidentemente, mi è piaciuto molto.

TEOTIHUACAN: CITY OF GODS – 2 partite (Giochix)

Era uno dei titoli che attendevo di più lato eurogame, e dopo un paio di partite posso tranquillamente affermare di non essere assolutamente deluso. Un eurogame di livello, qualitativamente e quantitativamente appagante. Un titolo che apprezzi sicuramente in maniera più cristallina dopo svariate partite, e che merita di essere preso in considerazione se si è fan del precedenti lavoro dell’autore.

Personalmente, ad oggi, è uno dei migliori eurogame giocati nel 2019, vediamo se resterà sul podio per tutta la durata di questo anno solare.

ARCHITETTI DEL REGNO OCCIDENTALE – 2 partite (Fever Games)

L’ho recensito qualche numero fa su ioGioco, e con regolarità sta tornando sul mio tavolo. Il gioco è facile da assimilare, con una meccanica di piazzamento lavoratori e gestione track che diverte sin da subito. Non ho ancora trovato nessuno, dei giocatori a cui l’ho fatto provare, che mi abbia esplicitamente detto che non gli piace. Le uniche perplessità riguardano la durata di gioco, per alcuni forse un po’ troppo breve.

Personalmente penso che, insieme a Raiders of the North Sea, sia indubbiamente il titolo meglio riuscito di Shem Phillips.

CRYPT – 2 partite (GateOnGames)

Anche questo titolo, già uscito lo scorso anno in quel di Lucca, sta tornando con regolarità sul mio tavolo da gioco. Crypt è il perfetto esempio di come, all’interno di una scatolina, possa esserci una meccanica semplice come quella del set collection, ma gestita in maniera pulita ed elegante, con quel tocco di push-you-luck e maggioranze che non guasta.

A chiudere il cerchio ci pensa una grafica che personalmente mi è piaciuta tantissimo: essenziale, ma perfetta per come viene proposto il gioco.

FIREBALL ISLAND: THE CURSE OF VUL-KAR – 2 partite (Restoration Games)

Un grande ritorno. Grandissimo ritorno, per i più nostalgici. Ci ho giocato per due partite e devo ammettere di essere rimasto un po’ freddo. Per quanto la meccanica e l’approcio sia di quelli squisitamente family, con qualche rinfrescata alla meccanica classica del prodotto, non sono mai uscito entusiasta dalle partite giocate.

Un prodotto che diverte, ma che forse mi ha tratto in inganno per il forte effetto nostalgia. Se non avete mai giocato l’Isola di Fuoco, provate comunque a dargli una possibilità.

GO NUTS FOR DONUTS – 4 partite (Uplay)

Ciambelleeeeee!!! Un gioco bastardissimo, che trae in inganno per i suoi colori e per le faccine sorridenti dei dolcetti, ma che permette bastardate davvero infime. Altissima interazione, quindi non per tutti, ma se approcciato con il giusto spirito, rende sicuramente divertente un quarto d’ora della propria serata.

Amanti della gestione e del controllo, anche in un filler, statene alla larga però! Se invece vi piacciono i giochi caciaroni, ma non banali, questo è sicuramente un prodotto da tenere in considerazione!

LE GIOCATE “ONE SHOT”

DWAR7S WINTER (Vesuvian Games) → Freddino. Un gioco di maggioranze e tower defense come se ne sono visti tanti altri. Belle le miniature.

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TOKYO HIGHWAY (Asmodee Italia) → Abilità e precisione. Bellissimo da vedere, da digerire in termini di flusso di gioco. Non per tutti.

THE RIVER (Days of Wonders) → Il classico prodotto medio light di Days of Wonders, con qualche twist interessante. Da approfondire.

I “COMEBACK”

KICK-ASS (Asmodee Italia) → Un co-op solidissimo, ben ambientato e che richiede la giusta dose di collaborazione tra i giocatori. Una volta assimilato, lo si apprezza ancora di più, anche se la sensazione di non avere mai il controllo del dado, ha fatto soffrire qualcuno al tavolo.

PAPERBACK (MS Edizioni) → Altro titolo che, tra i tanti, continua a trovare spazio sul tavolo da gioco. Il più grande pregio del gioco è la sua duttilità: può essere davvero giocato da tutti, per via della sua meccanica centrale, ovvero formare parole. Provata anche la variante più difficile, che lo rende più strategico e difficile, ma anche meno trasversale. Da applicare solo con i giocatori più esperti.

DUNGEON RAIDERS (Devir Italia) → Il titolo di Devir sta letteralmente spopolando al mio tavolo. Quando abbiamo tempo, dopo una partita ad un gioco più corposo, una partita la infiliamo sempre. Un gioco di carte divertentissimo, che vi consiglio caldamente di provare.

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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