Curtel Games ha probabilmente confezionato il libro game definitivo!

In un periodo dove l’immedesimazione è diventata una parte fondamentale del videogioco, basti citare il sintomatico passaggio che ci sarà con il VR, accade che ogni tanto qualche software house cerca di fare un passo indietro, andando a pescare nel cestone dei ricordi etichettato “Anni ‘80” quel genere di offerte che in prima battuta ci ha fatto avvicinare al mondo digitale dei videogame.

Giochi testuali simili a libri game e avventure grafiche piene di scelte logiche da fare –come infilare un’enorme cotton fioc nell’orecchio di un monolite a forma di testa di scimmiasono tornati in auge da un po’ di tempo a questa parte, inseguendo il desiderio di proporre a vecchie e nuove generazioni prodotti diversi dalla solita lista della spesa.

Il caso di oggi racconta le gesta della casa di sviluppo tutta italiana Curtel Games, che partendo da una campagna Kickstarter nel 2017 è riuscita ad approdare su Steam con il suo The Ballad Singer. Come suggerisce il nome, questo titolo “canta” le gesta di alcuni eroi usando un libro game di stampo fantasy al posto della cetra, accompagnando il tutto con delle meccaniche nuove e piuttosto atipiche se consideriamo il genere proposto.

CAPITOLO DOPO CAPITOLO

La lettura di un buon libro dovrebbe rappresentare, di base, un’attività periodica da compiere giornalmente. Anche se non abbiamo a disposizione giornate che superano le ventiquattro ore, trovo che la lettura sia utile non solo per migliorare il proprio vocabolario (anche in termini di scrittura, qualora vi dilettiate in merito) ma anche per vivere avventure incredibili trasformando le parole in immagini mentali grazie all’uso della propria fantasia.

Come formula scrittoria, dopo il romanzo sono spuntati i libri game, sostanzialmente pensati come un contenitore che cerca di unire il gioco alla lettura, offrendo peraltro al lettore l’opportunità di poter scrivere la propria storia, scegliendo tra scelte preconfezionate quelle più congeniali al proprio stile di pensiero. Grazie a questo espediente, il protagonista poteva assumere i connotati del lettore, diventando una sua estensione nel mondo del libro.

Il libro game è entrato poi a far parte del medium videoludico, semplificando da un lato la gestione del proprio personaggio e dall’altro la fruibilità del racconto, dato che potevano essere aggiunte nuove funzioni capaci di rendere più coinvolgente l’esposizione della storia grazie a degli escamotage particolarmente utili.

The Ballad Singer utilizza come base ognuno dei concetti che ho esposto poc’anzi, aggiungendo però alla formula qualche piccolo extra in grado di rendere il prodotto finale molto più appassionante di altre opere di genere.

Come spesso accade per i giochi, il viaggio accompagnati dai nostri avatar nel gioco inizia con un tutorial creato apposta per farci comprendere meglio il sistema di scelte legato alla struttura ludica tipica del libro game (azioni e conseguenze), che vede come protagonisti quattro personaggi giocabili che garantiscono una longevità sconvolgente per la storia narrata. Vuoi per gli snodi narrativi presenti, vuoi per i finali multipli ottenibili percorrendo strade diverse a seconda delle scelte fatte, vuoi anche per la possibilità di salvarsi da situazioni scomode grazie all’utilizzo di una delle novità esposte per l’occasione, chiamata sistema destino.

All’inizio del gioco si sceglie la difficoltà con cui affrontare l’avventura (in pratica ognuna influenza numero di salvataggi e punti destino), poi si affronta il tutorial citato poco sopra interpretando uno dopo l’altro due personaggi prestabiliti (il mago Leon e la ranger Ancoran) e infine si prosegue dritti per la propria strada, scegliendo alla conclusione di questa parte introduttiva uno dei personaggi tra i quattro disponibili.

L’anima un po’ ruolistica di questo prodotto emerge grazie alle caratteristiche univoche dei personaggi presentati: il mago Leon è temuto dai cittadini del popolo di Hesperia, senza dirvene il motivo, e quindi il grado di sfida della sua avventura sarà un pelino più alto degli altri. Sullo stesso grado di difficoltà troviamo anche la ranger Ancoran, solo che il suo problema deriva da un’abilità in combattimento piuttosto scarsa. Oltre a questi parametri emergono l’allineamento iniziale e i potenziali avversari che sarà possibile incontrare nel corso dell’avventura.

Una volta iniziata la storia il cammino scelto per il personaggio avrà una influenza nel mondo di gioco condiviso dagli eroi, motivo per cui una volta conclusa una delle storie si potrà passare all’altra, ottenendo infine un quadro completo della storia del continente Hesperia.

LE SCELTE CHE TI CAMBIANO

A livello di gameplay The Ballad Singer mantiene la struttura del libro game dividendo l’interfaccia di gioco in due parti: a sinistra un enorme libro narra pagina dopo pagina la storia degli eventi vissuti dal giocatore, ed è doveroso sottolinearvi che l’intero libro è doppiato in lingua italiana da un narratore che legge ognuna delle pagine dall’inizio alla fine, mentre sulla destra troviamo le icone delle diverse scelte da compiere.

La narrazione può sembrare una cosa da poco in prima battuta, ma sappiate che è veramente piacevole ascoltare l’intero racconto, che sembra quasi trasformarsi in un audiolibro con caratteristiche da libro game. La risoluzione degli enigmi proposti premia la logica più della pancia, ma ricordatevi che non tutto sarà perduto alla vostra morte, dato che potrete decidere se cambiare personaggio (tra quelli rimasti, ovviamente) oppure utilizzare un punto destino per resuscitare e fare una scelta diversa.

Facendo tesoro di questo consiglio, è importante valutare la prima run giocando a una difficoltà più bassa, se non altro per le possibilità concesse non solo in merito ai punti destino, ma anche ai salvataggi possibili da compiere manualmente durante il gioco.

Non ultimo per importanza è il comparto visivo, veramente impressionante specialmente se consideriamo la fattura artistica delle tavole che compongono lo sfondo del gioco. Oltre a questi artwork troviamo anche molte cutscene realizzate a regola d’arte, un lavoro monumentale che merita di essere citato in positivo poiché ti permettono di respirare a pieni polmoni la bellezza di Hesperia. Il doppiaggio è da promuovere a pieni voti per le voci utilizzate in campo nostrano -e non-.

Unico neo? Allora, per quanto mi riguarda ho trovato un po’ snervante il passaggio di scene che avviene tra la selezione di una scelta e la narrazione che ne deriva. Anche se si tratta di una manciata di secondi, la trovo un’interruzione particolarmente fastidiosa inserita così nel contesto, poiché spezza la narrazione rompendo un po’ il pathos ottenuto durante l’ascolto/lettura delle pagine antecedenti alla scelta. Non vedetela come una cosa esagerata, ma per correttezza era giusto citarvela.

PRO & CONTRO

+Comparto Audio che crea tanta atmosfera
+Il fascino del libro game non delude mai

-Le scene tra una scelta e l’altra spezzano troppo il ritmo

8.5 Fantastico!

Anche se non perfetto The Ballad Singer diventa un esempio da seguire per il genere trattato, poiché riesce a riassumere al suo interno tutte le bellezze del libro game. Compratevelo, perché ne vale davvero la pena!

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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