A marzo dell’anno scorso Ubisoft era riuscita a sorprendermi quasi come ai tempi di Far Cry 3. Dopo avermi piacevolmente intrattenuto in compagnia del buon Vaas, la software house francese ha catturato la mia attenzione grazie alla campagna promozionale legata al quinto capitolo, dove emergeva la figura controversa e affascinante del carismatico Joseph Seed.

In mezzo al territorio semi-sconosciuto del Montana, il temibile Seed ha tenuto sotto scacco il territorio di Hope County insieme all’aiuto dei suoi fratelli, fondando un culto religioso dagli intenti pericolosi pronto a soggiogare la popolazione locale facendogli imbracciare il credo. Narrativamente parlando il gioco ha lasciato emergere un pathos sorprendente, coadiuvato sicuramente dalla scrittura attenta di monologhi e dialoghi pensati proprio per catturare l’attenzione, anche disarmando a tempi alterni qualsiasi raziocinio in favore della follia.

La storia narrata nel corso del capitolo ha cambiato profondamente Hope County, catapultandoci all’interno di un’ambientazione che ha visto il passaggio del conflitto nucleare. La purificazione immaginata da Joseph ha avuto il suo corso e ancora una volta, nei panni di un protagonista anonimo, ci troviamo a far fronte alla minaccia dell’ennesimo villain pronto a sfruttare la situazione per arricchirsi e ottenere potere.

NEW DAWN

La mia introduzione al capitolo odierno è importante per imboccare il sentiero tracciato da questa espansione, non tanto per la mole di contenuti inseriti al suo interno (che vi spiegherò tra poco) ma anche per la profonda differenza che i due titoli presentano tra loro a distanza di un anno.

New Dawn sfrutta l’escamotage pensato nel quinto capitolo al fine di offrire il proverbiale “campo giochi” pensato per far divertire il giocatore alle prese con attività collaterali da svolgere oltre la missione principale, mantenendo inoltre intatta l’impronta puramente arcade. L’incedere dell’avventura viene infatti cadenzato dalla ricerca da parte del protagonista di Thomas Rush, leader della resistenza, fattore che ci metterà spesso in mezzo ai guai contro le due gemelle a capo degli Highwaymen: Mickey e Lou. Il difetto legato all’intelligenza artificiale è rimasto purtroppo vivido anche nel codice sorgente di quest’opera, insieme a qualche bug di troppo, ma trovo importante esaltare tra i pro e i contro in linea generale la volontà di inserire degli elementi “ruolistici” all’interno del gioco.

Hai fatto incazzare le gemelle sbagliate, amico!

Mi spiego meglio: anche se sottoforma di test, la crescita della base operativa di Prosperity, le armi e i nemici suddivisi per livelli e le spedizioni in zone completamente nuove (diverse da Hope County) dimostrano una timida, ma importante, novità sulla base del franchise, che non si limita a riciclare una mappa facendo il solito reskin ma prova a dare spunti intelligenti per il futuro del franchise.

Tra l’altro la possibilità di crescita in termini di difficoltà degli avamposti, e delle spedizioni, da conquistare promette una certa longevità extra all’interno del gioco, dove il giocatore cercherà il completamento compulsivo delle attività anche con l’ottica di sbloccare qualche ghiotto achievement dedicato (per dire, sapete quanto ci ho messo a uccidere un teppista mentre planavo con la tuta alare?).

Se siete amanti dei cani, la quest per sbloccare Timber potrebbe essere un po’ dura da affrontare. Noi vi abbiamo avvisato.

In quanto fan della saga e giocatore accanito della serie (il quarto capitolo viene simpaticamente soprannominato l’ora più buia) ho trovato anche una buona integrazione legata alla storia dei personaggi, coadiuvata persino da missioni secondarie ben amalgamate al contesto e pronte a dare nuova linfa vitale ai vari compagni che ci porteremo con noi nel corso dell’avventura.

Se si è giocato il quinto capitolo, inoltre, il senso di continuità dato dalla narrazione è soddisfacente e in un certo senso chiude il cerchio su alcune delle tematiche affrontate nel capitolo precedente. Dal mio punto di vista, senza scendere troppo nei dettagli, trovo che New Dawn offra una degna conclusione alla storia iniziata nel quinto capitolo, lasciandoci tra le mani la speranza che in futuro vedremo qualcosa di nuovo e migliore.

PRO & CONTRO

+Senso di continuità con Far Cry 5
+Ambientazione post-apocalittica superlativa
+Taaaaaaaante armi

-Nessuna novità
-AI non eccelsa
-Bisogna aver spolpato Far Cry 5 per godersi New Dawn al meglio

Apocalittico

Per i veterani di Far Cry non c'è molto di nuovo da vedere in questo New Dawn, ma non per questo il titolo non merita di essere giocato. Bellissime le ambientazioni riprese da Far Cry 5 e modificate per indicare i 17 anni passati, un po' meno l'AI del gioco che poteva e doveva essere sicuramente migliorata.

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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