Negli ultimi tempi, quando vado alla ricerca di un nuovo gioco da tavolo, la mia priorità è quella di trovare qualcosa di abbastanza immediato e coinvolgente anche per i non appassionati ed è così che ho deciso di prendere (spinto anche dall’articolo di Roberto nella sua Caverna Ludica) Paperback.

PICCOLA SPESA, GRANDE RESA

Paperback è un ibrido strano, ma convincente: mescola le meccaniche dei deck building con quelle, grosso modo, dello Scarabeo. Se in un primo momento ero dubbioso sulla resa del gioco, dopo solo 2 partite (a cui ne sono seguite svariate decine nei giorni successivi) avevo capito che Tim Fowers aveva fatto centro.

D’altronde stiamo parlando di un titolo che già nel 2014, dopo essere stato creato grazie ad una raccolta su Kickstarter, aveva raccolto grandi riconoscimenti vincendo ben 3 categorie del Golden Geek (Innovazione, Card Game e Family Board Game).

Teoricamente PlayCorner non è una parola valida in quanto nome proprio, ma facciamo un’eccezione questa volta!

In questa nuova versione retail (e soprattutto tradotta) Paperback è arrivato finalmente in Italia ad un prezzo veramente contenuto: con poco meno di 30 euro potete portarvelo a casa e penso che sia uno di quei giochi che per quanto lo giocherò in futuro si ripaghi ben oltre il suo costo (l’unico altro titolo che ho intavolato così tanto è un certo Nome in Codice).

La qualità dei materiali è discreta anche se consiglio vivamente l’acquisto di bustine protettive (misura standard 63,5×88 mm), visto che mescolando le carte potrebbero rovinarsi molto rapidamente.

INFINITO DIVERTIMENTO

Come già accennato, Paperback presenta le meccaniche di un classico deck building. Si parte con 10 carte, 5 jolly e 5 consonanti ed ad ogni turno si pescano 5 carte.

Scopo del gioco è di creare parole con le lettere a nostra disposizione oltre ad una lettera comune presenta sulla plancia di gioco (carta comune che nel gioco avanzato può anche non essere una lettera).

Ogni volta che si compone una parola, si calcolano i “soldi” che genera (indicati con un valore sulla sinistra della carta) e con questa valuta si comprano le carte sulla plancia di gioco. Una volta acquisita una carta la si mette nella pila degli scarti che viene rimescolata per creare un nuovo mazzo una volta che le carte sono finite.

Con il tempo il nostro mazzo andrà crescendo grazie alle nuove carte acquisite nei turni precedenti le quali, oltre ad avere stampate su di esse una o due lettere, possono avere anche abilità speciali (che vanno applicate semplicemente leggendo quello che c’è scritto sulla carta).

Ecco come si presenta la plancia di gioco ad inizio partita.

Il gioco finisce quando la pila delle carti comuni finisce oppure terminano due dei 4 mazzi fama sulla plancia di gioco. Si decreta il vincitore vedendo chi ha raccolto più stelle (presenti sulle carte jolly, fama e comuni).

Come potete vedere il gioco è veramente semplice, si spiega in pochi minuti, ma permette di impegnare i giocatori a lungo e per tante partite. In effetti, proprio il fattore rigiocabilità è uno dei punti di forza di Paperback.

Grazie proprio alle meccaniche di deck building, ogni partita avrà andamenti diversi da quelle precedenti anche se nei primi turni le parole usate saranno quasi sempre le stesse, ma è proprio il classico pelo nell’uovo.

Per fortuna l’autore di Paperback ha pensato anche ai giocatori che cercano un grado di sfida superiore ed ha inserito alcune regole opzionali che rendono il gioco più avvincente ed anche più strategico.

Si parte dalle carte Tema che danno punti fama aggiuntivi fino alle carte Potere che possono ribaltare l’andamento di un turno di gioco, passando per le carte Attacco che danno fastidio agli altri giocatori. Presenti anche modalità di gioco alternative per giocare in contemporanea o in cooperativa.

In basso a sinistra il costo di acquisto della carta, in alto a sinistra il valore generato.

Consiglio vivamente di giocare le prime partite senza nessuna aggiunta per far prendere la mano soprattutto ai nuovi giocatori, ma basteranno un paio di giri per potersi dare alla pazza gioia con le regole opzionali presenti nel regolamento.

GIUDIZIO FINALE

E’ abbastanza palese che il mio giudizio non può che essere ampiamente positivo: Paperback è un gioco perfetto per il post cena con qualche amico, con il rischio di finire di giocare a notte inoltrata perché le partite di questo gioco sono come le ciliegie, una tira l’altra.

Il costo ridotto e l’immediatezza del regolamento fanno di Paperback uno di quei titoli dal successo assicurato e di cui difficilmente vi pentirete dell’acquisto.

About Author

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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