Erano anni che non vedevo una partenza annuale così dirompente in materia videoludica. Abbiamo assistito infatti all’arrivo di graditi “ritorni di fiamma”, come la versione per Switch di Super Mario Bros. U Deluxe, Onimusha Warlords e il remake impeccabile di Resident Evil 2, seguiti dalla pubblicazione di quei sequel che molti fan aspettavano ormai da tempo immemore.

Uno è sicuramente Kingdom Hearts 3 (mi dispiace, ma sono di parte) l’altro invece è Ace Combat 7: Skies Unknown, titolo che dopo undici anni di attesa torna sulle piattaforme ludiche per farci sentire dei veri Top Gun. Bisogna comunque ricordare che a differenza del mondo come lo conosciamo, Strangereal offre agli amanti della saga (e anche a chi non dovesse minimamente conoscerla) un gradevole tuffo nella guerra interminabile che incorre tra Erusea e Osea.

DANGER ZONE

Questa volta il setting viene completamente ambientato ai giorni nostri, periodo in cui il continente Usea ha costruito l’International Space Elevator, una struttura tecnologica che dovrebbe raccogliere energia solare al fine di permettere la ricostruzione di parte del continente, distrutto anni prima dall’impatto di un asteroide.

Peccato però che le altre potenze mondiali non siano d’accordo, motivo che spinge quest’ultimi a una vera e propria insurrezione che passa per i cieli di tutto il continente. Noi impersoniamo nel mezzo il pilota Trigger, accusato in poco tempo di un crimine che lo fa radiare dall’albo piloti con tanto di nota di demerito sul curriculum, avallata peraltro da un segno distintivo sul proprio velivolo.

Senza entrare troppo nel dettaglio nella vicenda, è giusto che ve la viviate poi caspita, la narrazione comincia ad acquistare ritmo missione dopo missione, lasciandoci persino la possibilità di conoscere diversi personaggi alla volta, così da non far rimanere Trigger l’unico protagonista. Grazie a questo espediente si riesce a vivere il gioco senza diventare preda della noia, ed è sicuramente importante sottolinearne il pregio perché di solito questi giochi (non la serie Ace Combat, parlo in generale) finiscono per tralasciare molti dettagli o elementi della sceneggiatura per mettere in risalto la parte action del titolo.

In questo piacevole equilibrio tra ambientazione, trama e giocabilità, emerge un gameplay particolarmente interessante, che cambia lievemente requisiti a seconda della tipologia di missione che andremo ad affrontare. Ci sono sempre gli obiettivi da abbattere, i rifornimenti da distruggere e non mancano le missioni in cui è d’obbligo difendere l’obiettivo dalla pletora di nemici che occuperà ogni porzione di cielo per eliminarlo. Ad aggiungere un po’ di pepe al tutto ci pensano le missioni stealth, vera chicca in cui il vostro spirito da Maverick deve necessariamente quietarsi al fine di farvi volare senza essere avvistati dai radar nemici.

Per dire, è possibile usare le nuvole come nascondiglio perfetto per l’occasione, ma dovrete fare occhio ai vari indicatori del velivolo poiché sostare troppo tra di esse può provocare congelamento, con relativo pericolo di stallo con conseguente sfacelo sul terreno. Se poi ci mettiamo le condizioni atmosferiche nel mezzo, beh, si finisce davvero per assistere a uno spettacolo intrigante senza precedenti, dove anche munito da un semplice gamepad alla mano si riesce a percepire un minimo dell’ebrezza che si potrebbe avere su quegli aerei a quell’altitudine.

Fortuna poi che i novellini come me possono comunque sopravvivere alle ore di volo quasi incolumi, perché molte delle caratteristiche del gameplay (a difficoltà normale) seguono una linea decisamente più arcade, probabilmente pensata anche ad accentuare la spettacolarità delle azioni in volo, piuttosto che tutta la parte realistica che vive alle sue spalle. Con questa descrizione non voglio certo snaturare la bonarietà del titolo, ma sottolinearvi che non stiamo parlando di un flight simulator al 100%, ma piuttosto di un ibrido che vuole invogliare il giocatore a godersi l’attimo fuggente in volo, cercando di operare magari delle evoluzioni pazzesche per colpire l’aereo nemico (non è facile ragazzi!), oppure evitare un suo attacco. Ogni sessione di volo risulterà infatti impegnativa al punto giusto, fattore che viene peraltro accompagnato da una presenza di checkpoint limitata, che quindi non consente insomma di chiudere gli occhi e volare come se nulla fosse.

Ci si trova particolarmente tranquilli a gestire il tutto perché i menù di gioco sono molto chiari e ogni aereo selezionato può essere potenziato, spendendo i punti maturati durante le missioni (PRM), ed equipaggiato con due tipologie di armi di cui è importante scegliere quali nemici devono colpire. I PRM servono anche per comprare nuovi aerei, quindi usatele con parsimonia!

TUTTI VOGLIONO ESSERE MAVERICK

La modalità competitiva online di Ace Combat mi ha veramente preso, se non altro perché aldilà delle capacità personali permette comunque di divertirsi sia nel deathmatch a squadre (che io prediligo maggiormente) che in quello normale, dove otto aerei devono scontrarsi o in squadre da quattro, o tutti contro tutti.

Con un po’ di partecipazione da parte del gruppo, si riescono davvero a creare momenti semi epocali che vengono descritti meglio solo se accompagnati dalla colonna sonora di Danger Zone. Perché anche se appare scontato, giocarsi Ace Combat con questa soundtrack sotto è qualcosa di strepitoso, che avrei sicuramente enfatizzato meglio se in possesso della versione VR e del gamepad dedicato della collector’s edition.

Dal lato puramente tecnico, la prova su PlayStation 4 standard mi ha portato ad apprezzare tantissime sfaccettature del gioco, che grazie al motore grafico Unreal Engine riesce a offrire tantissimi scorci degni di nota in azione, accompagnati per l’occasione da una pulizia texture importante e da un ottimo framerate stabile durante l’azione. Anche gli scenari si presentano molto bene, fattore che aumenta sicuramente l’immedesimazione una volta in volo.

Concludendo questa esperienza di volo alternativa, Ace Combat 7: Skies Unknown riesce nel compromesso di mettere sul campo un’offerta ben equilibrata tra arcade e simulazione, un titolo che vuole richiamare a gran voce i vecchi fasti della serie senza però dimenticare di dare uno sguardo al presente grazie alle nuove tecnologie grafiche, che con il rendering delle condizioni climatiche dinamiche fa la sua sporca figura.

PRO & CONTRO

+ Buon comparto tecnico

+ Giusto compromesso tra simulazione e azione

– Campagna un po’ corta

– La modalità multiplayer poteva essere curata meglio

8 Top Gun

Ace Combat 7 riesce a trovare il giusto equilibrio tra simulazione e azione, regalandoci un'esperienza di gioco molto soddisfacente, oltre ad impatto grafico di tutto rispetto. Peccato per la ripetitività di alcune missioni e un comparto multiplayer che poteva sicuramente dare molto di più.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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