Sono un debole: se inizia una serie di supereroi la devo vedere e così è stato per Titans, l’ultima arrivata in casa DC, in onda da oggi su Netflix.

Fin dai primi screen visti in giro per la rete ero molto dubbioso sulla realizzazione di Titans, soprattutto per quanto riguarda il casting di Starfire (Anna Diop) e soprattutto per il look che le avevano dato. Diciamo quindi che sono partito a vedere Titans leggermente prevenuto e con tante preoccupazioni.

Prima di tutto bisogna fare un piccolo appunto: per chi viene dalle altre serie DC come Arrow, Flash o Legends of Tomorrow (Black Lightning l’ho mollata subito dopo il pilot), deve mettere in conto che Titans assume toni molto più “dark” (seguendo il modello dei film del DCEU).

Abbiamo 3 storie parallele (a cui si aggiungerà una quarta tra la fine della prima e l’inizio della seconda puntata) che ci presentano i nostri protagonisti.

Dick Grayson (Brenton Thwaites), il Robin originale, ha un rispettabile lavoro nella polizia. Il suo senso di giustizia, derivante dai tempi in cui indossava i panni del Ragazzo Meraviglia per coprire le spalle di Batman, rimane lo stesso, semplicemente utilizza metodi riconosciuti dalla società, anche se talvolta, quando è necessario, non rinnega le sue origini e rimette il costume.

Kory Anders invece è un personaggio più difficile da inquadrare: senza memoria di chi sia, si risveglia a Vienna dopo un incidente d’auto. Riesce a risalire al nome del criminale che la stava tallonando, un certo Kovar e scopre che è stata incaricata dallo stesso per trovare una ragazza di nome Rachel. Nel momento in cui Kovar prova ad ucciderla, Kory mostra i suoi poteri pirocinetici con cui uccide il boss e i suoi scagnozzi. Da quel momento la sua missione diventa quella di trovare questa Rachel, visto che è l’unica cosa che possa portarla a recuperare la sua memoria.

Ed infinite abbiamo Rachel Roth (Teagan Croft), una ragazzina che sta affrontando i mille problemi adolescenziali che ognuno di noi ha avuto nella sua vita, se non fosse che lei ha un fardello ben più pesante, derivante dai poteri che possiede, di cui, sia lei che la madre, hanno paura visto che non riesce a controllarli.

Assiste all’assassinio della madre (senza sapere che in realtà è lei l’obiettivo) e quando il killer si rivolge verso di lei, mette in mostra i suoi poteri (una specie di fantasma oscuro che vive dentro di lei), uccidendo l’aggressore. Spaventata decide di scappare e si reca a Detroit. Qui viene arrestata dalla polizia e incontra proprio Dick Grayson. La ragazza riconosce immediatamente Dick, visto che ha sognato spesso l’episodio della morte dei suoi genitori, durante l’esibizione nel circo (mantenendo fede alle origini fumettistiche di Robin).

A fine puntata faremo conoscenza anche del quarto protagonista, Gar Logan (Ryan Potter), aka Beast Boy.

Il pilot scorre in maniera abbastanza prevedibile, con la presentazione dei personaggi e delle loro storie e di come li porteranno ad incrociarsi. Alla fine della prima puntata sono rimasto con un grosso dubbio sulla qualità della serie, ma d’altronde a chi si negano altri 10 episodi?

Per mia fortuna ho retto la botta iniziale e ho potuto constatare come Titans cresca molto durante il corso degli episodi. Oltre all’inserimento di altri personaggi (tra cui anche il secondo Robin, Jason Todd) e molteplici riferimenti ai big del mondo DC (tra cui ovviamente Batman, Wonder Woman ma anche al Joker), Titans inizia a creare un bell’intreccio con svariati colpi di scena. Il tutto culminato in un episodio finale veramente eccezionale che mi ha messo un certo hype per la seconda stagione.

In parole povere, se riuscite ad ignorare il look da battona che hanno dato a Kory (e devo capire perché in 11 puntate non si cambia mai!), Titans è una serie molto interessante, dai toni molto “dark” e in certi momenti quasi sanguinolenta, che prende le distanze dai precedenti lavori del mondo DC seriale. Non si griderà al capolavoro, ma considerando con quali aspettative mi ero approcciato alla visione di questa serie mi ritengo ben più che soddisfatto.

About Author

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

Parlane con Playcorner!