A volte mi chiedo chi mi ha detto di propormi per fare la recensione di questo HellSign.

Non fraintendetemi, non parlo della qualità del gioco, ma del fatto che me la sono fatta addosso più e più volte mentre ci giocavo. Il che, per un gioco action RPG dai toni horror, è sicuramente un punto a favore.

WHO YOU GONNA CALL?

Capisci di aver esagerato quando l’ultimo ricordo della sera prima era quello della tua morte ed invece ora sei sveglio, vivo e vegeto senza però altri ricordi. Non sappiamo chi siamo, non sappiamo cosa facevamo nella vita, unico segno di quella assurda notte è un marchio impresso sulla schiena, per l’appunto l'”HellSign”.

Dopo un intro quanto meno confusa scopriamo, con nostro grande stupore, di essere un detective dell’occulto e durante la nostra avventura cercheremo di capire, mentre ripuliamo l’Australia dai mostri, come mai abbiamo questo marchio e chi ce lo ha impresso.

Quando siete in modalità UV vi consiglio di aspettarvi di tutto se non ci volete rimettere le coronarie.

La prima missione che ci viene assegnata funge da tutorial per il gioco dove impareremo i comandi basilari di movimento ed interazione, ma soprattutto faremo la conoscenza degli strumenti con cui dovremo svolgere le nostre mansioni da detective dell’occulto, come scan di onde elettromagnetiche e torcia a raggi UV per seguire le sangue di tracce (e ce ne sono tante!).

Attraverso l’uso di questi strumenti (e tanti altri man mano che si acquisiscono durante il gioco), avremo la possibilità di trovare vari indizi che andranno poi esaminati e collegati fra di loro per capire che tipo di minaccia stiamo affrontando utilizzando un oggetto chiamato Cryptonomicon, una specie di enciclopedia dell’occulto, in maniera tale da poterci equipaggiare a dovere per lo scontro.

Dopo aver trovato i vari indizi, dobbiamo decifrarli tramite il Cryptonomicon.

E’ possibile, in fase di creazione del personaggio, scegliere una delle classi predefinite del gioco. Fondamentalmente sono dei set definiti di abilità che amplificano un ramo di abilità rispetto ad altre: possiamo andare dall’archeologo che migliora i ritrovami di tesori all’esperto di armi. E’ anche possibile iniziare il gioco come “drifter” ossia un personaggio neutro senza alcuna specializzazione particolare e scegliere passo dopo passo come svilupparlo. Praticamente rimane nelle mani del giocatore la scelta di come affrontare i pericoli che avremo di fronte.

Una volta terminato il tutorial avremo accesso alla mappa della città da cui potremmo raggiungere varie location. La più importante è sicuramente il Bar, dove possiamo interagire con vari NPC che ci assegneranno di volta in volta diversi tipi di missione, che vanno dal semplice investigare una casa per capire cosa la infesta a vere e proprie missioni di “pulizia”, senza però dimenticare anche qualche partitina a blackjack, giusto per spezzare il ritmo.

Sulla mappa della città, oltre ai luoghi dove si svolgono le missioni, abbiamo anche la possibilità di visitare anche il nostro rifugio. All’interno del rifugio, oltre ad avere un inventario allargato dove tenere scorte che vanno oltre la nostra capacità di carico in missione, abbiamo la possibilità di accedere ad un tavolo di crafting (a patto di trovare gli schemi degli oggetti che vogliamo costruire) e un menù dove imparare le nuove abilità, divise in 4 rami di talenti (che mi hanno fatto scendere una lacrimuccia pensando ai bei tempi di Diablo 2).

I cari vecchi skill tree….

Come abbiamo già detto le missioni che possiamo affrontare possono essere di vario tipo, ma la cosa più interessante che oltre a quelle ricevute dagli NPC, sulla mappa di gioco delle missioni “libere” compaiono e scompaiono in tempo reale, dandoci quindi il tempo di scegliere quella più adatta alle nostre capacità (ogni missione ha un indicatore di pericolosità e ricompensa), dandoci la possibilità di “grindare” soldi ed esperienza.

Purtroppo HellSign, se dal punto di vista delle missioni a carattere investigativo, risulta un ottimo titolo, meno si può  dire nella sua componente “action”. Infatti il sistema di combattimento non si può definire certamente di primo livello ed a volte cercare di colpire il nostro bersaglio è più una questione di fortuna che di bravura (mi sono trovato spesso a sparare raffiche di colpi nella speranza di beccare il bersaglio causa hitbox sballate o impossibili da targettare).

Non so se la scelta di rendere così difficile i combattimenti sia voluta per rendere il titolo in un certo modo “darksoulesco” (esiste come termine?), ma posso dire che il gameplay dei combattimenti mi ha procurato fastidio ed irritazione, vedendo dei critter minuscoli uccidermi dopo aver scaricato su di loro centinaia di proiettili senza riuscire a colpirli.

Anche i comandi per il movimento non sono eccezionali: muoversi in un ambiente isometrico con i tasti WASD non è proprio la migliore delle scelte, ma una soluzione diversa, tipo il classico “click-to-move“, porterebbe anche a dover modificare completamente il sistema di combattimento che fa uso del mouse per prendere la mira.

Un altro difetto che si può riscontrare in HellSign è la monotematicità degli ambienti delle missioni: sebbene le stanze siano create in maniera procedurale, purtroppo si svolgono sempre nello stesso tipo di ambientazione, ossia la casa infestata (ma ricordiamo che il titolo è in early access e di uno studio indipendente, quindi diamo il tempo di lavorarci).

Ecco dove passerete molto del vostro tempo senza neanche essere degli alcolizzati!

Infatti va segnalato come gli sviluppatori tengano molto in considerazione il feedback della community, visto che hanno rilasciato svariati update già nei primi giorni di questo “early access“. Da questo punto di vista ci auguriamo che Ballistic Interactive possa migliorare gli aspetti su cui HellSign è carente, regalandoci così un titolo che nulla avrebbe da invidiare alle produzioni delle major.

A livello grafico HellSign mostra delle buone cose come l’utilizzo delle luci che creano l’atmosfera giusta per un titolo di questo genere ed altre meno buone, come animazioni molto dozzinali, mentre a livello sonoro siamo sicuramente sulla strada giusta visto che sia le musiche che gli effetti ambientali sono perfetti a creare l’atmosfera giusta per questo titolo.

Personalmente mi sono trovato di fronte ad un titolo complicato da recensire: da una parte abbiamo un’ottima idea, costruito in maniera intelligente e con potenzialità enormi, con tanti bei “scare jump” ad aspettarvi dietro l’angolo, dall’altra una realizzazione tecnica che spesso lascia a desiderare.

Il gioco è disponibile su Steam a 14,99 €

7 Spaventoso

Se siete appassionati delle ambientazioni paranormali questo gioco, per 15 euro, è un must have. HellSign ha sicuramente grandi potenzialità visto che il progetto alla base è buono e anche con tante caratterisatiche interessanti. Purtroppo presenta alcune lacune dal punto di vista tecnico che ne rendono l'esperienza di gioco abbastanza frustrante.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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