Deep Madness è un dungeon crawler recentemente pubblicato grazie ad una corposa e fruttuosa campagna Kickstarter. Ragionando in maniera diversa dal solito, ho pensato sarebbe stato bello unire due mie grandi passioni: la scrittura e i giochi da tavolo. Ed ecco l’idea!

In questa storia a puntate romanzerò l’andamento della campagna che sto svolgendo in questo periodo con alcuni amici, sfruttando elementi chiave e momenti salienti che capitano all’interno della missione, ma riadattandoli sotto forma di racconto (con qualche piccola aggiunta di colore).

Spero che l’esperimento sia di vostro piacimento, e se volete scoprire qualcosa di più sul gioco, vi rimando alla sua pagina BGG. Inoltre, a partire dalla prossima puntata, l’articolo sarà corredato di immagini inerenti alla partita giocata; immagini che diano un supporto visivo a quello che state leggendo.

Ed ora si inizia!

Rapporto Odyssey 00

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Quella sera la pioggia cadeva incessantemente sui profili delle case; le forme generate nel cielo dai lampi, unite al fragore dei ticchettii sulle grondaie, mi portavano alla mente figure mistiche ed esoteriche.

Nel piccolo tratto che separava il parcheggio dalla porta di casa, fui letteralmente investita da un getto d’acqua. Guardando i vestiti zuppi d’acqua, la memoria corse subito alla mia infanzia. Con una lavata del genere, da bambina sarei probabilmente rimasta a letto per settimane”, questa la prima cosa che pensai mentre cercavo le chiavi di casa all’interno di una borsa disordinata e anch’essa piena zeppa d’acqua.

Aprii la porta di casa, e Azathoth arrivò in un batter d’occhio a strusciarsi sulle mie gambe, reclamando coccole e cibo, “Non poteva esserci nome più appropriato per te, caro il mio micio. Il tuo stomaco gorgoglia esattamente come quello di Dio”.

Spesso mi hanno chiesto cosa significasse quel nome; ancora più spesso la gente rimaneva stupita quando, con estrema semplicità, spiegavo che si trattava del più potente “Dio Esterno” che lo scrittore H.P. Lovecraft aveva immaginato nei suoi racconti.

Sin da bambina ho percepito di essere portata per tutto quello che nasconde un mistero, un’avventura. Vista la mia salute estremamente cagionevole, ho sempre visto il mondo dalla finestra della mia camera, immaginandomi un giorno archeologa e protagonista di fantastiche spedizioni.

Crescendo mi sono appassionata ai fenomeni paranormali e allo studio delle scienze arcane, e grazie all’uomo più importante della mia vita conosciuto all’università, il Dr.Peaslee, ho avuto anche la possibilità di esaminare testi antichi e misteriosi, oltre a pubblicare bizzarre teorie che probabilmente non hanno letto nemmeno i miei colleghi. Di tutto questo però, vado profondamente orgogliosa.

Un miagolio deciso di Azathoth mi riportò con la mente alla realtà e alla sua cena.

Mangiai qualcosa disordinatamente e mi sedetti sul divano alla ricerca di una di quelle serie TV utili a farmi addormentare in pochissimi secondi, quando improvvisamente sentii il telefono vibrare. Sullo schermo apparve il nome del Dr. Peaslee. Risposi prontamente.

Dottore? Tutto bene?” esordii un po’ preoccupata vista l’ora.

Randi, sta per succedere…finalmente…”.

La voce del professore era stranamente entusiasta. In questi anni di lavoro insieme a lui mi aveva sempre dato l’impressione di una persona molto pacata, impermeabile a qualsiasi tipi di emozione. Prima ancora che potessi rispondere qualcosa, incalzò nuovamente.

Preparati Randi, stanno per venire a prenderti.

Con il cuore che iniziava a battere irregolarmente risposi:”Chi sta arrivando professore? Non capisco quello che sta succedendo…

L’opportunità di una vita figlia mia, l’opportunità di una vita intera. Presto capirai tutto”.

Con la voce strozzata in gola, e il sordo rumore di un telefonata appesa velocemente, iniziai a percepire una paura sempre più concreta. Lo stridere assordante di gomme sull’asfalto interruppe il mio confuso silenzio, e due secondi dopo una serie indistinta di uomini in uniforme sfondarono la porta di casa, facendo spaventare e correre al piano superiore Azathoth.

Con i mirini ad infrarossi delle armi puntate sul mio petto, la situazione era precipitata in una dimensione oltre il surreale, all’interno della quale iniziavo a temere per la mia stessa vita. Da una nube composta da gas e polvere della casa, uscì un uomo completamente vestito di nero, con un lunghissimo giubbotto di pelle. Due i dettagli che mi saltarono subito all’occhio: un cappello da cowboy piuttosto nostalgico e una mano che riportava i segni di una gravissima ustione, neanche troppo recente.

Signorina Carter , mi chiamo Lankester O’Neill e lavoro per la Leng Corporation. Perdonerà la nostra intrusione notturna e del tutto…”. L’uomo si guardò intorno quasi divertito, “beh, direi del tutto inaspettata. Abbiamo bisogno di lei. Sarà un lavoro che i miei responsabili non mancheranno di ricompensarle lautamente…ma ora, se mi permette, dobbiamo andare”.

Tentai di ribattere con voce balbettante, ma l’ultima cosa che ricordo di quel momento è un cenno veloce della mano di Lankester e il calcio di un fucile che arriva dritto e violento sulla mia nuca, facendomi perdere i sensi.

Quando mi risvegliai il rumore metallico di alcuni strumenti mi fece subito capire che mi trovano all’interno di qualche mezzo di trasporto. La vista era ancora offuscata, ma vedevo due figure ergersi davanti a me. La prima era seduta in maniera alquanto composta in un angolo di quel luogo angusto; la seconda, invece, decisamente più robusta, si stava avvicinando a me.

Ehi, benvenuta a bordo della Enlightened Day, mi chiamo Jared Drake. Cerca di non alzarti troppo bruscamente, potresti avere dei giramenti di testa”.

Un ragazzo affascinante e piuttosto curato mi stava tendendo la mano per aiutarmi a passare da sdraiata a seduta. I suoi modi di fare erano piuttosto gentili, ma rimasi colpita dalla sua pelle: su tutte le braccia, visibili grazie a delle maniche rimboccate, si scorgevano dei strani segni.

Dove mi trovo? Voi chi siete? Che cosa cazzo sta succedendo?” esclamai ancora un po’ frastornata.

Drake si sedette vicino a me con fare quasi paterno. Perdona i modi di fare del signor O’Neill, non è mai stato uno troppo alla mano. In questo momento avrai un sacco di domande dentro la tua testa, comprensibile. Ti chiedo semplicemente di calmarti, e stare ad ascoltarmi”.

Non so perché mi sentivo quasi confortata dall’atteggiamento di quell’uomo, ma era chiaramente percepibile che la mia paranoia si stesse lentamente abbassando, tanto da farmi esclamare in modo del tutto inconsapevole:” Ok, ti ascolto”.

La Leng Corporation è una delle più grandi multinazionali al mondo. Da diverso tempo ha installato una moderna ed avanzata stazione mineraria sottomarina al di sotto della calotta artica. Purtroppo da qualche giorno le trasmissioni si sono completamente interrotte, e la società a deciso di formare una piccola squadra di supporto e ricerca per indagare sull’accaduto”.

Le informazioni iniziavano a materializzarsi nella mia testa, ma ero ancora confusa da mille altre domande. Perché io? studio i fenomi paranormali ed esoterici, non sono una cazzo di soccorritrice, uso il cervello, non le mani”.

Perché così ha deciso la Leng Corporation, mia cara e inutile Ghostbuster, e adesso siediti: il sommergibile sta per partire”. Con fare irruento e alquanto sgradevole irruppe nell’angusto spazio una vera e propria montagna di muscoli, con la classica maglietta nera attillata per far risaltare un fisico scultoreo e un vistosissimo crocifisso che gli penzolava tra i pettorali. Tra l’altro, l’uomo silenzioso seduto in maniera composta sorrise sommessamente.

…e tu chi cazzo sei? Io non so perché sto qui a parlare con voi, fatemi tornare a casa. Fanculo voi. Fanculo la vostra cazzo di missione”.

L’energumeno di colore mi spinse con forza verso il mio posto a sedere e mi allaccio con ancora più forza la cintura di sicurezza; successivamente si portò a due centimetri dalla mia faccia. Senti mio piccolo e lamentoso Poltergeist, qui nessuno di noi è contento di stare su questo fottuto sottomarino. Ma c’è in ballo qualcosa decisamente più grande di noi. Se ancora non riesci a darti delle risposte, a trovare delle convinzioni nella tua cazzo di testa…beh…pensa che forse potresti trovare alcune cose molto utili per le tue ricerche. Adesso silenzio e aspetta il mio cazzo di briefing. Presto, tutto ti sarà più chiaro”.

L’uomo chiuse con forza il portello mentre si allontava da me. Io e le altre due persone nella stanza restammo in silenzio.

Credo le serva qualche punto. Mi faccia vedere e pensi positivo: avremo qualcosa da fare durante il viaggio . Mi chiamo Roman Asimov, sono un dottore, lavoro per la Leng Corporation e come lei, sono stato bruscamente svegliato nella notte per essere trasportato qui. Beh, da quello che vedo, con molta meno veemenza”.

Risparmi il suo inutile umorismo Dottore, e dia uno sguardo alla ragazza. E adesso che siamo tutti diventati grandi amici, se me lo permettete, schiaccio un pisolino. Sarà un lungo viaggio”, esclamò Drake.

Mentre il dottore armeggiava sulla mia testa con fare dolce ma deciso, la mia mente galoppava a mille. In poche ore la mia vita era stata completamente stravolta; il mio lavoro, la mia routine, il mio gatto. Tutto era sparito come un soffio di sabbia nelle mani. Ora mi trovano all’interno di un sottomarino, con quattro sconosciuti, diretta chissà dove per una missione di soccorso. Ripensai alle parole del Dottor Peaslee “l’opportunità di una vita”.

Ero ancora spaventata, andavo incontro all’ignoto senza sapere cosa avrei trovato oltre quella nebbia che mi avvolgeva. Ma in fondo, era proprio quello che speravo sin da bambina….ed ora ci ero dentro fino al collo.

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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