Dopo aver giocato a fondo ognuno dei titoli appartenenti al franchise di Hitman, ho appurato che IO Interactive ha finalmente compreso che non è soltanto l’Agente 47 a essere un’arma, ma lo è anche tutto il mondo che gli sta attorno.

Mi sono ritagliato un po’ di tempo tra un gdt e un altro per giocarmi questo Hitman 2,  secondo capitolo “episodico” della serie, che prosegue la storia dell’assassino più famoso del mondo videoludico cambiando lievemente regime (a differenza dell’ultima volta).

Al posto di far uscire degli episodi con una programmazione precisa, il gioco esce invece per intero, mantenendo comunque episodiche soltanto le esperienze secondarie.

Di inedito c’è la modalità multigiocatore, un extra interessante pensato per garantire un’esperienza condivisa sia in competitiva che in cooperativa, ma che alla fine dei giochi non è che mi ha proprio convinto molto.

SE CI PENSI E’ FATTA!

Nel corso degli anni in cui l’Agente 47 ha colpito freddamente le sue vittime, omicidio dopo omicidio, ho imparato che l’unico vero limite alle possibilità di compiere tali nefandezze era solamente la mia fantasia.

Non esiste un vero e proprio percorso prestabilito, o quantomeno, non c’è un’unica strada pensata per portare a termine il nostro compito ma bensì molteplici, ognuna con una sua identità originale e divertente.

Una singola missione non si ferma infatti all’omicidio del bersaglio, ma cerca di proporci tante piccole “side story”, da seguire nel caso si voglia sbloccare alcuni achievement particolari.

Dopo essermi fatto una gita in barca grazie al tutorial, giusto per rispolverare un pò la griglia dei comandi disponibili, ho preso un volo diretto in Nuova Zelanda, armato dei migliori propositi per freddare una killer nascosta in uno chalet in riva al mare.

Ci ho messo una buona mezz’ora, non lo nego, ma ho portato a casa un ottimo risultato in modalità Maestro eliminando solo il bersaglio, senza nemmeno cambiarmi mai d’abito o farmi scoprire da qualche guardia.

Finito il conteggio dei punti esperienza, ammetto di essere rimasto basito nel vedere così tante “possibilità mancate”, ovvero tanti portrait in bianco e nero che avrei potuto sbloccare se avessi seguito un percorso differente, magari avvelenando un bourbon o ammazzando un tizio mentre si godeva una meritata doccia.

Un gioco dove potete assassinare Sean Bean merita l’acquisto

La costruzione dei livelli è impressionante, ogni oggetto può sembrare lasciato lì per caso, ma in realtà cela dietro alla sua banalità una serie infinita di promesse di omicidio in piena regola. E da lì infatti sono entrato in loop, ho rifatto la prima missione almeno una decina di volte cercando e ricercando oggetti diversi utili allo scopo. Pensate che addirittura un pezzo di legno trovato sulla spiaggia sblocca un achievement, roba da uscire completamente di testa.

La cura per i dettagli fa realmente la differenza e lo si vede, atto dopo atto, in tutte le location confezionate per questa seconda stagione. Esiste chiaramente una storia, ma evito di rivelarvela anche perchè è interessante da seguire e lascia piacevoli spunti sul personaggio.

Ognuna delle ambientazioni proposte nelle missioni è ben strutturata e divisa in livelli, con cambi d’abito necessari per superare alcuni blocchi se non si vuole essere scoperti, ma anche con oggetti disposti con intelligenza, che possiamo prendere e depositare in zone sicure per poi riutilizzarli in un secondo momento.

La presenza di moltissimi NPC nel luogo ti spinge a fare di più, a cercare informazioni extra per pianificare una nuova strada con cui commettere l’omicidio, ma anche a trovare tantissimi travestimenti utili a farsi una passeggiata indisturbato per godersi ogni sfaccettatura dell’ambientazione.

A livello di difficoltà l’IA dei personaggi non giocanti di Hitman 2 si comporta bene quando si tratta di rispettare i percorsi impartiti dall’algoritmo alle spalle del gioco, ma sembra che abbiano qualche deficit dell’attenzione una volta che vengono allertati, perché cominciano a raggiungere tutti il luogo del misfatto in fila indiana, senza magari sfruttare le coperture o altro.

Il divario tra le difficoltà del gioco si nota proprio in questo senso, dato che in quelle più alte gli NPC sembrano essere molto più attenti e capiscono subito quando qualcosa non va. Niente che debba impensierirvi comunque, anche perché il gioco è godibilissimo anche così!

La rigiocabilità di Hitman 2 è la vera chicca del titolo, poiché sono convinto che difficilmente vi stancherete di giocare una volta prese le redini dell’Agente 47!

A VOLTE FORSE E’ MEGLIO SOLI…

Dal punto di vista delle missioni in single player penso di avervi detto quasi tutto, pertanto posso parlarvi delle due modalità inedite inserite per l’occasione nel gioco: Sniper Assassin e Ghost Mode.

Deve essere rilassante mettersi lì ad aspettare il tuo obiettivo nel mirino…

La prima risulta divertente per chi ama lavorare di fino e soprattutto dalla distanza, nel senso che al posto di camminare per la folla dovremo invece tenerci a debita distanza dagli obiettivi, utilizzando un fucile da cecchino per eliminare le prede designate facendo al contempo una gara con i nostri amici.

La seconda invece non la trovo adatta al gioco, perché ti fa competere con un altro giocatore (il fantasma) nel cercare di uccidere gli obiettivi designati per primi. Ora, posso capire che il lato competitivo era difficile da implementare dentro il gioco, ma non per questo mi sento di accettarla totalmente.

Hitman 2 riesce a tradurre in pratica tutti i presupposti delle avventure sandbox, regalando ottimi spunti fantasiosi degni di un thriller cinematografico.

PRO & CONTRO

+ Altissima rigiocabilità
+ Diverse modalità di completamento di ogni missione
– Modalità extra non esaltanti

 

8 Convincente

Hitman 2 torna ad allietare i nostri schermi e lo fa in maniera convincente. Le modalità extra sono un po' deboli ma il gioco principale offre tantissime ore di gioco con un'ottima rigiocabilità.

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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