RACCONTI DI UN PASSATO LONTANO

Era il 1994, avevo 14 anni e grazie a dei ragazzi un più grandi venni iniziato a quello che è stato il mio primo grande amore nerdico: Magic The Gathering.

All’epoca giravano le bustine della Prima Edizione a bordo nero italiana e dopo aver provato una partita con un mazzo rosso-verde con i Gorilla di Kird (oggi lo chiameremmo un RG Zoo), rimasi folgorato dalla bellezza del gioco.

Ovviamente presi tutti i risparmi che avevo e li “sputtanai” in bustine e mazzi da 60 carte, con tanto di prima sbustata che fece rosicare tutti i presenti (solo in seguito capii che in realtà era una mezza ciofeca di carta)

Un tempo aveva il bordo nero, ora la gente fa questi Artwork bellissimi sulle carte.

Succo della storia: Magic è stata la mia “droga” ludica principale per almeno 15 anni, sostituita nel tempo solo da un’altra che rispondeva al nome di World of Warcraft (potrei citare Wilde che diceva che sapeva resistere a tutto fuorché alle tentazioni).

Nel corso della mia carriera ho anche raggiunto risultati importanti e mi ero fatto un certo nome nella comunità del Tipo 1 (oggi chiamato Vintage).

Poi ad un certo punto tutto ha iniziato a sparire: vuoi perché i costi per starci dietro diventavano proibitivi (prima dell’uscita del Tarmogoyf non si era mai vista una creatura costare così tanti soldi), vuoi perché tornando a vivere nella mia città natale mi trovai fuori dal giro dei tornei importanti a cui partecipavo quando vivevo a Bologna (che mi ha regalato anche due qualificazioni ai Nazionali tramite il circuito del campionato cittadino).

Fatto sta che ho praticamente smesso di giocare (tranne qualche fugace apparizione in qualche torneo di Prerelease) molto a malincuore.

Qualche anno fa la Blizzard (a cui un giorno chiederò i danni per avermi “rubato” la vita sociale) rilascia Hearthstone. La possibilità di giocare online ad un card game competitivo (ma è anche possibile giocarlo in maniera “casual”) mi riaccese la lampadina e pensai di aver trovato il degno sostituto di Magic nel mio cuore.

Quanto mi sbagliavo: seppur il gioco mi divertisse, sentivo che mancava qualcosa. Hearthstone ha tanti pregi, ma a livello di strategie e profondità di gioco, non reggeva assolutamente il paragone con Magic (anche se credo che in realtà non sia mai stato obiettivo di Blizzard diventare un competitor del gioco della Wizards of the Coast).

Qualche mese fa, parlando con vecchi amici, mi fecero sapere che la stessa Wizards stava testando una closed beta di una versione online di Magic, per l’appunto MTG Arena.

Neanche il tempo di finire di parlare, chiesi l’iscrizione alla Closed e ho avuto abbastanza fortuna di avere subito il codice.

“Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano” – Venditti

24 anni dopo ho avuto un secondo inizio con Magic the Gathering e l’emozione della prima bustina aperta è stata la stessa di quando ero un ragazzino.

Non avrò più il mio mazzo tutto foil e beta con Power Nine e tante altre carte assurde, ma sono tornato ad essere un giocatore di Magic (se poi c’è il trailer con Danny Trejo non puoi che applaudire)!

MTG ARENA: COSA VA E COSA NON VA

Finito il momento amarcord, iniziamo a parlare seriamente di questo MTG Arena.

Se possiamo dire che senza Magic non sarebbe esistito Hearthstone, possiamo altrettanto affermare che senza Hearthstone oggi non esisterebbe MTG Arena.

Il gioco della Blizzard ha mostrato al mondo come un card game possa diventare un fenomeno globale da milioni di giocatori senza aver bisogno di essere giocato fisicamente (anche se onestamente una versione live di Hearthstone non mi dispiacerebbe).

MTG Arena deve ringraziare quindi Hearthstone per aver fatto da apripista in questo mondo (in realtà ci sono stati altri tentativi, tra cui lo stesso MTG Online, tutti falliti miseramente).

MTG Arena è attualmente in fase di open beta (quindi chiunque può scaricare il client e giocarci) e offre varie modalità di gioco.

Per i meno “esperti” sulla terminologia diciamo che esistono due categorie di gioco principale: la modalità “constructed” dove si partecipa con un mazzo preparato con le carte in nostro possesso e la modalità “limited”, che a sua volta si divide in Sealed e Draft.

In Sealed ci vengono fornite 6 bustine da cui dovremo creare un mazzo da almeno 40 carte, terre incluse, mentre in Draft ad ogni giocatore viene fornita una bustina, si apre, si sceglie una carta e si passa le restanti ad un giocatore “virtualmente” al nostro fianco.

Se nella modalità Sealed conta molto la capacità di tirare fuori il meglio da quello che sbustiamo (e quindi essere molto soggetti al power level delle carte che troviamo), nella modalità Draft si esalta la capacità del giocatore di saper scegliere la carta giusta tra quelle presenti per l’archetipo di mazzo che si sta costruendo (spesso e volentieri si lasciano passare rare e non comuni molto gustose per poter prendere una carta molto più funzionale per il nostro mazzo).

Per partecipare agli eventi di questi formati sono presenti due valute: i gold, ottenibili completando le missioni del gioco, oppure le gemme, valuta premium di MTG arena, ottenibile con gli eventi a cui partecipiamo o tramite soldi reali.

E’ presente anche una modalità completamente gratuita di gioco, la ladder, dove con il nostro mazzo preferito giocheremo contro avversari umani (modalità simile alla ranked di Hearthstone).

Se giochiamo in modalità “casual” la partita sarà secca, mentre in modalità competitiva sarà una sfida alla meglio delle 3 partite, con tanto di possibilità di usare la sideboard in game 2 e 3.

Oltre alle missioni giornaliere è possibile ricevere 3 bustine a settimana vincendo 15 partite

Tutte queste modalità, con tanto di missioni giornaliere per ricevere gold, sono palesemente ispirate al modello Hearthstone, ma è una volta inizia la partita che il gioco differisce in maniera sostanziale.

Molto interessante anche le modalità “speciali” degli eventi constructed o limited: ogni tot tempo vengono attivate modalità alternative di gioco dove è possibile sperimentare “house rules” interessanti come può essere la modalità “singleton” dove è possibile giocare, ad esclusione delle terre base, solo una copia di ogni singola carta o la recente modalità che permetteva di mettere in gioco due terre a turno, partendo da 9 carte in mano (la possibilità di giocare due terre a turno cambia completamente il concetto di curva del mana, fondamentale per ogni giocatore di Magic).

Iniziando a giocare a MTG Arena è diventato subito palese quale fosse la mancanza che sentivo mentre giocavo ad Hearthstone: l’interattività fra i giocatori.

Hearthstone ha il difetto di essere un gioco praticamente “single player” nel senso che giochi il tuo turno e aspetti che poi l’avversario faccia il suo.

Magic invece pretende che il giocatore sia sempre attento a quello che succede sul campo, che intervenga nei momenti giusti con le carte giuste.

Da questo punto di vista un plauso agli sviluppatori che hanno creato un’interfaccia di gioco che funziona molto bene sia per il giocatore neofita (o semplicemente più pigro) che per il giocatore esperto, con tanto di possibilità di marcare tutti gli step del turno avversario per poter intervenire o fingere di intervenire,  dato che il bluff è da sempre parte integrante di Magic.

In un primo momento avevo immaginato che MTG Arena potesse essere eccessivamente lento per essere un prodotto fruibile online, invece mi sono dovuto ricredere molto velocemente. Le abilità sono sempre gestite in maniera ottima, non si perde mai troppo tempo nel selezionare target o utilizzare le carte a nostra disposizione.

L’unico appunto e consiglio che faccio ai giocatori è cercare di usare il meno possibile, almeno nei momenti cruciali della partita, la modalità automatica di pagamento dei costi di mana delle carte, dato che il gioco cercherà di lasciare a disposizione il mana di diversi colore in maniera più bilanciata possibile (e i giocatori di blu, per cui il doppio mana colorato è un must, capiranno benissimo cosa intendo).

L’utilizzo delle abilità delle carte in gioco è semplice ed intuitivo e molto utile anche una funziona “undo” che ci permette di cancellare l’azione se siamo abbastanza veloci (è possibile anche annullare la fine turno se siamo rapidi).

La grafica delle carte è stupenda con tanto di effetti “speciali” quando arrivano sul campo creature leggendarie.

Purtroppo MTG Arena presenta alcuni difetti che si spera, quando verrà rilasciata la versione finale, vengano corretti.

In primis è la gestione della collezione: al momento quando si supera il 4x di una copia della carta, il gioco ci avvisa che le copie extra andranno in un “vault” che contiene 1 rara mitica, 2 rare normali e 3 non comuni.

Peccato che per riempire questa vault ci vogliono veramente tante carte: 900 comuni, 300 non comuni, 180 rare o 90 mitiche (o una combinazione di esse).

Oltretutto una volta riempito il “vault” quello che troveremo al suo interno sarà randomico con il rischio molto alto di trovare carte inutili o addirittura copie di carte che abbiamo già in 4x.

Da questo punto di vista il sistema di crafting di Hearthstone rimane una soluzione veramente ottima che ci permette, in tempi più o meno brevi, di ottenere le carte necessarie a completare il nostro mazzo.

Quello che si avvicina al sistema di crafting in MTG Arena è l’utilizzo delle wildcard. Ottenibili aprendo le bustine in game (possono uscire direttamente dalle bustine oppure essere date come bonus dopo aver aperto un tot numero di bustine), le wildcard possono essere scambiate con carte di pari rarità.

Il sistema di costruzione mazzi è molto intuitivo e al momento avrei 4 wildcard mitiche da usare

L’altra grave mancanza di MTG Arena è la modalità spettatore: con un “fandom” enorme è assurdo che non ci sia la possibilità di seguire i nostri giocatori preferiti durante i loro match, se non attraverso sistemi di streaming esterni.

Da quanto leggo in giro è una feature in lavorazione, ma sarebbe stata cosa gradita averla fin da subito, così come mi aspetto in futuro l’integrazione con i servizi di streaming principali direttamente in game (come accade con il client Blizzard).

TANTE ASPETTATIVE

Questo nuovo tentativo della Wizards of the Coast sembra migliore di quelli precedenti (se escludiamo il famoso Shandalar, che però aveva più i caratteri del RPG e non del card game come intendiamo oggi Magic), ma per mantenere alto l’interesse dei giocatori sarà necessario molto lavoro per creare un circuito competitivo che possa competere con quello di Hearthstone.

Il gameplay è fluido, veloce, con tante varianti di gioco che possono appassionare sia il giocatore casual che quello competitivo.

MTG Arena ha tutto per diventare il re dei giochi di carte anche online, titolo che ormai nella vita reale detiene da ormai 25 anni.

 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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