Bisogna fare i conti con la realtà: sto invecchiando, ho delle responsabilità e non posso fare più bingewatching come un tempo (anche se il termine all’epoca non esisteva neanche!).

Praticamente è una pubblica ammissione di invidia per chiunque abbia potuto guardare tutta la terza stagione di Daredevil in un solo giorno, ma sono comunque soddisfatto di averla vista in solo 5 giorni (considerando i miei impegni è un numero di tutto rispetto!).

Ovviamente questa non è una recensione ma più un insieme di idee e pensieri che ho messo insieme durante la visione.

IL DIAVOLO E’ TORNATO

In realtà quando parlo del Diavolo, non intendo tanto Daredevil, ma quanto la vera superstar di questa serie: Wilson “Kingpin” Fisk, interpretato da un superbo Vincent D’Onofrio.

Quando è presente su schermo il suo personaggio, tutto il resto passa in secondo piano: inutile dire che per quanto fosse interessante la diatriba sul significato di giustizia tra Frank Castle e Matt Murdock nella seconda stagione, la presenza di un villain di rilievo come Fisk cambia completamente i connotati a tutta la serie.

Come spesso abbiamo ricordato in passato, a volte si sottovaluta la figura del villain nelle opere legate al mondo dei supereroi, ma i migliori prodotti di questi 10 anni di cinecomic e cineserie si sono avuti proprio in presenza di antagonisti di valore (e intepretazione) superiore: Loki e Thanos in Avengers, Killgrave in Jessica Jones e, per l’appunto, Kingpin in Daredevil.

In questa 3 stagione di Daredevil la figura di Wilson Fisk sembra avere intorno a sé un’aura di superiorità, di essere una luce abbagliante (anche se distorta e malvagia) all’interno dell’oscurità di Hell’s Kitchen.

Onestamente si finisce immancabilmente a pendere dalle labbra di D’Onofrio e farsi quasi convincere che in realtà è lui il vero buono della storia.

Dall’altra parte abbiamo quello che dovrebbe essere il protagonista della storia, Matt Murdock, ormai sicuro di aver abbracciato per sempre la sua oscurità.

Non più uomo dalla doppia vita, avvocato di giorno e vigilante di notte, ma Daredevil a tempo pieno in quanto solo con la benda nera intorno agli occhi si sente completo.

La dicotomia bene e male viene stravolta anche nei colori, con il vestito bianco lucido di Kingpin (attento a non sporcarsi anche quando commette violenza su uno dei suoi sottoposti) a cui si contrappone il costume in total black di Daredevil.

Scelta simbolica ad indicare che non tutto quello che viene dall’oscurità è per forza il male e viceversa, ma anche per far capire che anche all’interno di una persona con ideali giusti e benevoli, risiede un lato oscuro con cui dover far conto.

STORIE DENTRO LA STORIA

Ma la terza stagione di Daredevil non è solo lo scontro fra due uomini, ma al suo interno contiene tante altre storie da raccontare.

In primis abbiamo una new entry per quanto riguarda la serie di Netflix, ma non per il mondo di Daredevil. Parliamo di Benjamin Poindexter, chiamato da tutti Dex, ma che in futuro sappiamo conosceremo con il nome di Bullseye, colui che nel mondo fumettistico, insieme allo stesso Kingpin, rappresenta sicuramente il più grande antagonista del Diavolo di Hell’s Kitchen.

In una puntata che ho reputato veramente fantastica per come è stata strutturata e girata, Kingpin ripercorre quello che ha portato Dex ad essere quello che è oggi e scovare, come sua abitudine, i punti deboli su cui fare leva per avere questo personaggio dalla sua parte.

Per quanto le origini del Bullseye di casa Netflix differiscano in qualche maniera da quelle fumettistiche, la cura degli sceneggiatori di creare un’intera puntata dedicata alle origini di questo personaggio, fanno capire la cura maniacale con cui hanno preparato questa terza stagione.

Non solo Dex ha ricevuto questo trattamento, ma conosceremo finalmente anche il passato di Karen Page, in una puntata che porta il suo stesso nome o anche i retroscena della famiglia Nelson che portano Foggie a dover fare i conti con una scelta di quelle che ti strappano l’anima: seguire i propri principi o salvare i propri cari.

Un altro dei temi importanti di questa stagione, ma che è un elemento di sottofondo in tutto il mondo di Daredevil, è il rapporto che ha Matt Murdock con la religione.

Dopo tutto quello che è successo in questi anni, Matt si pone la domanda che tutti i credenti, prima o poi, si fanno: se Dio è infinitamente buono e giusto, perché accadono le cose brutte?

Matt pensa di aver trovato la risposta: accadono le cose brutte perché Dio non è infinitamente buono e giusto. Il nostro “eroe” è convinto di aver visto il “vero volto di Dio” e per questo il suo senso di giustizia inizia a vacillare (anche se non ci sono riferimenti precisi, penso che il personaggio abbia iniziato a pensare che forse Castle non aveva tutti i torti), tanto da convincersi che uccidere Wilson Fisk sia l’unica strada percorribile.

Ma come sempre la vita ti mette di fronte a tante scelte e solo in quei momenti capisci che i tuoi valori, per quanto cerchi di rinnegarli, sono lì che ti aspettano, pronti a ricordarti chi sei veramente e Matt Murdock non sfugge a questa verità.

In quel preciso momento, in cui deve scegliere se perseguire fino in fondo la sua “voglia di giustizia” o proteggere chi si vuole bene, il nostro “avvocato” capisce che non può esistere un Daredevil senza Matt e un Matt senza Daredevil: l’insieme delle due cose è quello che lo definisce come uomo ed eroe.

RIALZATI E COMBATTI!

A livello scenografico torniamo ai fasti della prima stagione, con alcuni combattimenti veramente mozzafiato. Per gli amanti del piano sequenza vi è una scena di ben 11 minuti che vi aspetta da gustarsi tutta di un fiato, ma il pezzo forte spetta ovviamente agli scontri tra Daredevil e Bullseye.

Il primo, maestro del corpo a corpo, cerca di accorciare le distanze per non permettere al secondo di utilizzare la sua abilità letale di poter far diventare potenzialmente qualsiasi oggetto un’arma mortale. Il tutto perfettamente coordinato e coreografato (scordatevi quella schifezza vista in Iron Fist).

Per quanto riguarda i riferimenti fumettistici sono molteplici: i 3 volumi che più hanno influenzato questa terza stagione sono sicuramente Rinato, Il Diavolo Custode e il famosissimo Uomo senza Paura di Frank Miller. Se alcune scene vengono riproposte in modo simile a quanto abbiamo avuto modo di vedere già sui volumi indicati, altre sono riproposizioni di scene molto famose (che hanno segnato in maniera indelebile la vita di Daredevil).

Dopo tanta mediocrità delle ultime serie tv Netflix basate sugli eroi del mondo Marvel, la terza stagione di Daredevil ci riconcilia con il genere, facendoci sperare in un futuro più roseo (anzi rosso, visto il costume).

 

About Author

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

Parlane con Playcorner!