Come ogni anno, puntuale come le tasse, arriva la nuova edizione di PES, uno dei giochi sportivi più famosi al mondo, in eterna competizione con “l’acerrimo rivale” FIFA, per il trono di miglior simulazione calcistica nel mondo dei videogiochi.

Quest’anno però non vogliamo dirvi chi vince questo scontro (tanto sappiamo benissimo che il tifo per l’uno o per l’altro prevalica qualsiasi giudizio che un recensore può fornire), ma ci concentriamo su quanto ha da offrire in questa edizione 2019 il titolo della Konami.

FANTASTICO IN CAMPO, MEDIOCRE FUORI

Quando si parla di un gioco sportivo il gameplay dovrebbe essere il fattore principale di giudizio e quelli della Konami lo sanno benissimo, visto gli sforzi che sono stati fatti a rendere PES 2019 la miglior simulazione calcistica di sempre.

Partendo da una base già ottima del 2018, il lavoro effettuato su quest’ultima edizione non è rivoluzionario, ma va a toccare quegli aspetti che sembravano “deboli” in passato.

In realtà il buon Gary Lineker (capocannoniere del mondiale dell’86 con l’Inghilterra, finalista a Italia 90 contro la Germania, da cui nasce questa famosa citazione) non poteva sapere che il gioco del calcio, nella sua trasposizione videoludica, è tutto fuorché semplice.

Ormai per giocare a PES a livelli competitivi bisogna avere un piccolo master o comunque, seguendo la carriera di un calciatore vero e proprio, allenarsi costantemente tutti i giorni per ore.

Tralasciando la complessità di alcuni comandi (quando si apre la lista dei comandi sembra di essere su Tekken o Street Fighter), PES 2019 può tranquillamente vantarsi di essere la miglior simulazione calcistica (per quanto accade in campo) sul mercato, visto che proprio grazie alla perizia con cui sono stati implementati tutti i movimenti dei calciatori, sarà possibile far eseguire ai nostri beniamini qualsiasi tipo di azione o movimento ci venga in mente.

Sebbene i comandi base rimangono sempre quelli, poter padroneggiare tutte le skill avanzate richiede tanta pazienza e applicazione, ma una volta acquisite permettono al giocatore più tecnico di imbastire azioni altamente spettacolari che possono andare dal tikitaka di guardoliana memoria o attuare uno sfrenato gegenpressing con tanto di contropiede fulmineo alla Klopp.

Da questo punto di vista PES 2019 non ha veramente limiti se non l’abilità del giocatore stesso o, per meglio dire, alla capacità di saper sfruttare al meglio le caratteristiche di ogni singolo giocatore a nostra disposizione (gestire un contropiede con Salah è sicuramente più facile che con Icardi a cui invece, come nella realtà, spettano gli oneri da stoccatore di area da rigore), anche se, con il giusto timing e movimenti, si possono fare giocate come quella qui sotto anche con la squadra iniziale fornita nella Master League.

La cosa che si nota di più è quanto la fisicità dei giocatori sia importante per il gameplay di PES 2019.

I contrasti in mezzo al campo, la postura dei giocatori mentre effettuano tiri e passaggi, la stanchezza che influenza le abilità del calciatore, il controllo della palla in corsa, sono tutti elementi che lasciano il segno in maniera rilevante sul gioco.

Per quanto PES 2019 regali una grande esperienza al giocatore che che si mette dietro allo schermo e controlla i propri idoli, bisogna purtroppo segnalare che l’AI non brilla per intelligenza e capacità di gioco.

Spesso e volentieri infatti i giocatori controllati dal computer commettono errori madornali anche se non sono pressati (tipo correre fuori dal campo con il pallone tra i piedi o non intercettare passaggi lenti).

Nulla che faccia gridare allo scandalo, ma sono quelle piccole imperfezioni che non ti aspetti dopo aver visto quanta cura ci hanno messo quelli della Konami sulla parte gestita dai giocatori umani, probabilmente dovuto ad una scelta di puntare molto sulle modalità online (la voglia di sfondare nel mercato Esport è sempre grande).

Uscendo dal campo la magia di PES 2019 si affievolisce la struttura del gioco è praticamente uguale a quella dell’anno passato, senza nuove modalità, ma solo con qualche piccoli aggiustamenti.

Le modalità di gioco rimangono praticamente le stesse alle versioni precedenti

Nella modalità MyClub, la risposta della Konami al FUT di Fifa, i giocatori che hanno brillato durante la settimana nel mondo reale riceveranno un bonus che aumenterà le loro abilità e rating globale. E’ anche possibile scambiare 3 giocatori uguali con uno della stessa classe di rarità o addirittura trovare allenatori che permettono di aumentare una skill singola di un giocatore o cambiargli di ruolo (feature quasi da Football Manager più che da PES).

Se invece non si vuole “perdere tempo” con MyClub e buttarsi subito nella ressa, si può partire con i campionati online, dove partiremo dalla 12esima divisione e tramite un sistema di obiettivi, cercare la promozione nelle 10 partite che ci aspettano in ogni stagione.

Considerata la cura per il gioco online bisogna segnalare quanto i server siano stabili (personalmente non ho mai riscontrato alcun tipo di problema giocando in rete) ed eventuali fenomeni di lag possono essere imputati semplicemente alle connessioni dei nostri avversari.

ADDIO LICENZE, ADDIO

Uno dei problemi più grandi di PES 2019 è sicuramente la perdita di alcune licenze ufficiali.

Aver perso la Uefa Champions League e non avere i diritti su molti team (da juventino, giocare con i Black and White è una tortura) è un brutto colpo per Konami ed è per questo che la casa giapponese ha deciso di puntare in maniera decisa su quanto accade sul campo, cosa che a quanto pare non è bastata a convincere i giocatori, visto che i dati di vendita di PES 2019 hanno fatto segnare un -40% di copie fisiche vendute in meno rispetto all’anno passato.

Il labiale di Buffon recita palesemente “un sac-poubelle à la place du coeur”

Dal punto di vista grafico, il Fox Engine della Konami fa sicuramente una bella figura: a parte la rappresentazione dei volti (che EA e Konami sviluppano con filosofie completamente differenti), bisogna notare, considerando l’importanza già acclamata della fisicità dei calciatori, come i movimenti siano fluidi e rispondano in maniera perfetta ai comandi del giocatore.

Da bocciare completamente invece il comparto audio, con una telecronaca veramente anonima, senza innovazioni neanche nel frasario (praticamente tutto già sentito nelle edizioni precedenti).

PRO & CONTRO

+ Esperienza sul campo fantastica
+ Trasposizione dei giocatori di ottimo livello
+ Server molto stabili per il gioco online
– Nessuna modalità nuova
– Commento audio pessimo
– La mancanza di alcune licenze è un grosso handicap

7.5 Bene ma non benissimo

PES 2019 deve far fronte alla perdita di alcune licenze ufficiali puntando tutto sull'esperienza in campo. Da questo punto di vista il gioco è sicuramente di ottimo livello, ma in un titolo del genere il contorno fuori dal campo è altrettanto importante.

  • User Ratings (0 Votes) 0

About Author

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

Parlane con Playcorner!