A differenza dei miei coetanei, quando ero ragazzo amavo concentrarmi nella lettura di tutto ciò che riguardava la mitologia greca.

Questa passione è rimasta profondamente radicata nel mio io interiore, al punto da arrivare a forgiarne lo spirito, finanche condizionarlo per mezzo di idee e pensieri capaci di farti aspirare a qualcosa di più della semplice esistenza.

Avrei chiamato mio figlio Ulisse se non fossi stato rapito dal mito di Alessandro il Macedone, e se fosse nata una femmina, il nome sarebbe stato Calipso, come la ninfa dei mari che per sette anni rimase al fianco dell’eroe greco prima di vederlo partire per la lontana Itaca.

Dopo aver passato diverse notti insonni in compagnia dell’Iliade e dell’Odissea, mi sono spesso chiesto crescendo negli anni cosa potesse tanto affascinarmi di questo mondo a cavallo tra storia e fantasia, trovando una risposta proprio nel figlio che sto cercando di crescere al meglio delle mie possibilità: il mito dell’eroe.

Le storie degli eroi che hanno combattuto creature mitologiche, sfidando anche il volere degli dei pur di riuscire nella propria impresa, sono riuscite a rapire la maggioranza di noi per la loro perfetta assonanza con quei concetti che da sempre, e oggi più che mai, ci accompagnano nella nostra vita quotidiana.

Con questo spirito profondamente legato alla scoperta, mi reputo fortunato dell’essere riuscito a ottenere una copia di Assassin’s Creed Odyssey, un gioco che è stato in grado di unire due delle mie più grandi passioni: mitologia greca e videogiochi.

Dopo aver esplorato i territori della Grecia, in lungo e in largo, mi piacerebbe avere al mio fianco un personaggio come Erodoto per potervi descrivere, al meglio, quello che si prova giocando a questo titolo.

MUSE, AEDI E IRE FUNESTE

Assassin’s Creed è un franchise che, dalle sue origini, si è praticamente occupato di raccontare una storia profonda e interessante, sfruttando al meglio delle proprie possibilità un gameplay schietto e semplificato nella sua realizzazione.

I primi capitoli del brand hanno messo in scena un ipotetico conflitto tra assassini e templari, gli hanno dato una forma di esposizione coerente e lineare, capace di sfruttare personaggi storici importanti da inserire nelle due fazioni, senza però lasciarsi scappare la possibilità di dare uno sguardo al presente grazie alle vicende di Desmond e all’evoluzione dell’Animus.

Come avviene per tutti i processi creativi, anche Assassin’s Creed ha dovuto inevitabilmente cambiare forma per adattarsi allo scorrere del tempo, motivo che ha spinto i ragazzi di Ubisoft a rivedere più che altro l’intera struttura del gameplay al fine di adattarla in un action adventure in terza persona con forti connotati ruolistici.

Nella nuova odissea proposta da Ubisoft non troviamo più quindi il “solito” assassino armato di lama celata da interpretare come alter-ego, ma al suo posto ci viene offerta la possibilità di scegliere se impersonare Kassandra o Alexios, due volti della stessa medaglia che avranno lo stesso ruolo nella trama, tranne che per qualche lieve differenza durante i dialoghi.

Il setting dell’ambientazione si colloca precisamente a cavallo del 431 a.C., periodo in cui la Grecia si preparava alla Guerra del Peloponneso tenutasi tra ateniesi e spartani.

Gli eventi turbolenti del conflitto ci travolgeranno all’interno di quest’ultimo, dandoci al contempo la possibilità di scoprire non solo particolari legati alla nostra linea di sangue, ma anche tutta una serie di personaggi storici indimenticabili, tra cui è possibile citare Leonida, Erodoto e persino Socrate.

L’inizio dell’avventura sull’isola di Cefalonia funge un po’ da tutorial, sicuramente utile a chi non è mai entrato in contatto con il brand dopo la sua ricostruzione avvenuta con Origins, e mette in inizio l’ingranaggio narrativo con una velocità lenta ma costante.

Dopo aver liberato il luogo dai malviventi locali riusciremo a entrare in possesso di una nave, facendo partire finalmente tutto il plot legato alla missione principale che ci condurrà in lungo e in largo per tutta la Grecia, entrando in contatto con una pletora di NPG, missioni secondarie e scelte multiple, con la possibilità di ottenere perfino diversi finali della storia.

Come ho scritto poco sopra, i protagonisti di Assassin’s Creed Odyssey non hanno praticamente nulla a che fare con gli assassini, ma prendono liberamente spunto dalla storia vista finora mettendo in campo due particolari sottotrame: la prima è legata al Culto di Cosmos, una setta che vuole erigersi a burattinaio delle sorti politiche ed economiche dell’intera Grecia (vi ricorda qualcosa?), mentre la seconda è legata alla Prima Civilizzazione e il mito di Isu, ovvero il popolo che si suppone sia vissuto prima di noi sulla Terra.

Viaggiare per i territori della Grecia è fantastico.

In ogni luogo è possibile trovare qualcosa di interessante, si respira l’aria dei miti e delle leggende narrate nelle storie che almeno una volta abbiamo ascoltato da bambini e ogni location visitata restituisce emozioni indimenticabili.

Si vede che Ubisoft ha lavorato alacremente a ogni aspetto del suo gioco, proprio perché ogni dettaglio è posizionato in questa ambientazione meravigliosa con uno scopo ben preciso tutto da scoprire.

CAMBIO GENERAZIONALE

Assassin’s Creed Odyssey si è affacciato sul mercato videoludico come un’opera ruolistica completa e interessante, a mio avviso capace di saper prendere i giusti spunti dalle controparti di settore al fine di proporre un gameplay divertente e appagante, che fa del sistema di combattimento la sua vera e propria punta di diamante.

All’inizio di Assassin’s Creed Odyssey è possibile scegliere se affrontare il titolo con la modalità guidata, tradotto ogni luogo, nemico e oggetto di missione viene segnalato sulla mappa, oppure quella Esplorativa, che al contrario ci lascia il piacere della scoperta (grazie Albertone!) senza indicarci alcun riferimento palese sulla mappa, ma solo indizi su come raggiungere i luoghi designati.

In entrambi i casi, una volta arrivati in prossimità del bersaglio ci verrà richiesto di richiamare la nostra aquila Icaro, una funzionalità non propriamente invasiva ma che comunque semplifica di gran lunga il compito, dato che dall’alto ci evidenzierà ogni oggetto d’interesse anche a lunga distanza.

I punti esperienza ottenuti dopo aver portato a casa il risultato possono essere spesi in tre diversi rami di talenti proposti: Cacciatore, Guerriero e Assassino.

Poter attingere a entrambi allo stesso tempo permette un certo livello di immediatezza e capacità combattiva sul campo, che regala un certo senso di appagamento soprattutto per il fatto che il nostro alter-ego, una volta imparati i comandi, può diventare una vera e propria macchina da guerra.

Le abilità di tiro con l’arco sono ottime quando si vuole finire il lavoro dalla distanza, magari colpendo anche più avversari nello stesso momento, mentre quelle di assassinio garantiscono una maggiore velocità nel ripulire le fortezze, spesso presidiate su livelli diversi che offrono un ottimo approccio se presi dal verso giusto.

Le abilità di combattimento non prevedono l’uso di scudi, una scelta sicuramente dettata non solo dal background (visto che il nostro mestiere è AHU! AHU! AHU!) ma anche dall’idea di voler trasmettere un senso di epicità allo scontro, privo di quella confort zone che “non sarebbe da eroe”.

Ogni oggetto dell’inventario ha una sua lista di bonus, come visto in Origins, che richiama set, rarità e molto altro ancora, garantendo non solo un senso di cosmetica, appagante per certi set, ma anche un vero e proprio boost alle statistiche durante lo scontro.

Scegliere gli strumenti adatti garantisce un livello di successo, inutile negarlo. Se poi vi affezionate ad alcuni oggetti, trovati a un livello più basso, non vi preoccupate troppo perché il fabbro potrà potenziarli al vostro livello attuale spendendo determinate risorse che sarà possibile farmare durante l’esplorazione del mondo.

Le abilità potranno essere utilizzate spendendo dei punti adrenalina, ma la loro efficacia in battaglia verrà anche determinata dal livello del personaggio. In questo modo, per coerenza almeno, non ci sarà possibile ad esempio assassinare un mercenario di livello più alto di noi, perché il colpo alle spalle gli leverà una percentuale di vita a seconda del divario di livello.

Oltre ai nemici sparsi per tutto il mondo di gioco avremo la possibilità di scontrarci con diverse entità, primi fra tutti i mercenari. Dato che l’epoca storica ci pone nel bel mezzo della Guerra del Peloponneso, in quanto misthios possiamo decidere di patteggiare per il miglior offerte tra spartani e ateniesi, aumentando in questo modo la nostra fama ma portandoci al seguito, conseguentemente, l’ira di qualche mercenario avversario.

Ma non saranno i soli! Nel mondo di Assassin’s Creed Odyssey troveremo anche creature mitologiche da sconfiggere, come le bestie sacre di Artemide o la terribile Medusa, e potremo persino partecipare ad alcune battaglie di conquista, dove saremo costretti a sconfiggere i membri della fazione avversaria per ottenere laute ricompense sotto forma di punti esperienza e dracme.

Se il conflitto via terra non sazierà la vostra voglia di gloria, potrete anche dare libero sfogo alle vostre abilità di condottieri durante gli scontri navali a bordo della vostra nave Adrestia.

In questo frangente si respirano le sensazioni provate in Black Flag, con un sistema di potenziamento della nave identico che sarà regalarvi qualche piacevole mezz’ora in mare, tra l’assedio di qualche trireme spartana o qualche nave pirata.

C’è veramente pochissimo da aggiungere a questo epico viaggio. Il mio consiglio è quello di godervelo dall’inizio alla fine senza fretta, perché ogni luogo può regalarvi tantissime soddisfazioni e attività da svolgere, grazie a tutta una serie di side quest ottenibili dalle bacheche apposte in ogni centro cittadino.

Il sistema di microtransazioni è presente, ma non invasivo, anche perché ci viene concessa la possibilità di acquistare oggetti esteticamente belli e potenti, ma che possono essere sostituiti presto se seguite il corso delle missioni senza lasciarvi indietro nulla.

Vi ricordate la sensazione che si provava leggendo l’inizio dell’Iliade? Ecco, con Assassin’s Creed Odyssey potrete essere voi l’eroe cui “l’ira funesta infinite indusse lutti agli achei!”.

PRO & CONTRO

+ L’ambientazione greca è fantastica
+ Il sistema di gioco è rinnovato e funziona bene
+ Sistema di microtransazioni non invasivo
– E’ “poco” Assassin’s Creed
8.5 Awesome

Ubisoft ci ha fornito un gioco che merita di essere giocato dal primo all'ultimo secondo, godendosi ogni scena. I fan della serie potranno dire che si discosta molto dai precedenti capitoli come gameplay, ma evolversi è necessariamente un male?

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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