A differenza di tanti recensori che parlano dei cinecomic, il mio approccio al film di Venom è puramente basato sulla visione dello stesso e su alcune delle pellicole precedenti di Spider-Man (per esempio il terzo capitolo della saga diretta da Raimi nel 2007) e quindi da “ignorante” del background fumettistico di questo personaggio.

Seppur questa mancanza possa sembrare grave per chi voglia scrivere di questa tipologia di film, penso che sia anche utile, visto che la maggior parte degli spettatori si ritrova nella mia stessa condizione, avere il parere di un novizio.

VENOM POCO VENOM

Partiamo spiegando un po’ la trama di questo film: un team di scienziati, capitanato dal loro leader Carlton Drake (interpretato da Riz Ahmed), è alla ricerca di nuovi metodi di adattamento per vivere su altri pianeti.

Durante il ritorno da una spedizione, una delle squadre della Life Foundation riesce a riportare sul nostro pianeta 4 tipologie differenti di simbionti, che in pratica sono degli organismi parassitari extraterrestri che donano “benefici” ai loro ospiti, alterando tuttavia le loro emozioni e razionalità.

Carlton Drake decide dunque di iniziare la sperimentazione di questi simbionti su forme di vita animale appartenenti alla nostra terra, ad esempio delle semplici cavie da laboratorio, fino al punto di riscontrare in una di esse una totale simbiosi.

Il successo dell’esperimento porta quest’ultimo alla decisione di testare su degli esseri umani, causando così smisurate morti.

Tom Hardy prova a reggere la baracca da solo…

Ed è a questo punto che ci viene introdotto il nostro protagonista Eddy Brock (un incredibile Tom Hardy), un giovane reporter d’inchiesta che si ritrova proprio a dover compiere un servizio su Carlton Drake, incuriosito da alcuni file privati trovati sul computer della sua compagna Anne Weying (interpretata da una bellissima e talentuosa Michelle Williams).

L’insubordinazione del giornalista, insieme all’esposizione del materiale confidenziale “rubato” dal computer, trasforma l’intervista formale proposta dal network in una vera e propria diffamazione e accusa nei confronti di Drake, che porta persino i due a perdere i rispettivi posti di lavoro.

Il rocambolesco susseguire degli eventi porterà Eddy nuovamente tra le mura della Life Foundation, momento in cui si troverà per la prima volta faccia a faccia con il simbionte, che si trasferirà nel suo corpo dopo aver abbandonato il suo precedente ospite.

Per poter approfondire un pochino la storia di Venom, nel mondo cinematografico, devo obbligatoriamente citare il film Spider-Man 3 dove un giovane Peter Parker (quello di Tobey Maguire) viene per la prima volta a contatto con questa entità aliena.

In Spider-Man 3. Venom era un’entità a parte che combatteva anche senza bisogno di ospite.

Rispetto alla pellicola odierna diretta da Ruben Fleischer, la storia raccontata all’interno del film di Raimi è totalmente differente.

Se nel primo film citato è Eddy Brock ad avere un primo e unico contatto con il simbionte, nell’altro invece è inevitabile pensare al simbionte come a un’entità separata dal nostro amichevole uomo ragno di quartiere.

Chiaramente questo discorso è da imputare ai diritti sui personaggi da parte delle diverse case di produzione, che ad oggi continuano a contendersi diverse fette della stessa torta cercando di “campare” alla bene e meglio.

In entrambi i film possiamo notare come il diretto contatto con Venom causi un importante incremento muscolare, nonché un totale e progressivo cambiamento caratteriale del suo ospite.

Nel film del 2018 si percepisce come il regista Ruben Fleischer abbia provato a valorizzare il lato eroico del simbionte, piuttosto che il suo lato malvagio, ma secondo me si notano evidenti mancanze di porzioni di film, cosa che ha fatto discutere i media durante la pubblicazione del film in relazione alle dichiarazioni dello stesso Hardy (che ha affermato che i suoi 40 minuti preferiti sono stati tagliati!).

HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA!

Un copione molto debole con battute scontate e abbastanza tristi, che il doppiaggio italiano in questo caso ha potuto solo che peggiorare rispetto all’originale, impediscono persino di caratterizzare meglio i personaggi, dandomi l’impressione che siano stati “scritti” in modo piuttosto superficiale.

Un film tutto sommato molto lento ad iniziare per la sua effettiva durata circa 92 minuti, salvati esclusivamente da un post-credit particolarmente interessante, contenente importanti scene che riescono ad aggiungere circa 20 minuti extra.

Purtroppo, anche da novizio (speravo che la mia mancanza totale di conoscenza del background di Venom mi permettesse di godermi il film senza troppi problemi), mi ritrovo a dover dare un giudizio complessivamente negativo a questo film per i motivi sopraelencati.

Diciamo che nel 2018 ci aspettiamo qualcosa di meglio….

Penso che l’unica maniera con cui si possa apprezzare Venom è quello di considerarlo una commedia action con qualche effetto “splatter” qua e là ed abbondante uso di CGI (ma purtroppo anche in questo campo siamo ben lontano dalle punte di eccellenza viste in altre pellicole del mondo Marvel).

Quale fosse l’intento finale degli autori non lo sapremo mai o forse sì, visto che nonostante tutta la pioggia di critiche da parte della critica, Venom sta facendo il botto ai botteghini, prenotandosi quindi per un insperato sequel.

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