È bello lavorare su titoli passati che non hai mai giocato, soprattutto quando questi titoli, in un modo o nell’altro, sono riusciti a segnare positivamente una buonissima fetta di giocatori che ha avuto modo di giocarci all’epoca della loro uscita.

Dopo aver giocato a Shenmue, scoprendo un piccolo pezzo di un puzzle a me totalmente estraneo, oggi ho la fortuna di dedicare parte del mio tempo prezioso a Okami, titolo uscito ben dodici anni fa sulla cara e vecchia PlayStation 2.

Anche se il periodo è bello carico di nuove uscite, ho pensato di prendermi qualche istante di libertà per fare il proverbiale “recuperone”, ovvero quella pratica che fai anche con i film quando scopri di esserti perso qualche capolavoro (ogni riferimento a luoghi o persone reali è puramente casuale).

Quindi, piazzandomi dal lato della barricata di chi –purtroppo- non ha mai giocato Okami, mi sono messo d’impegno cercando di capire come un lupo potesse diventare la rappresentazione terrena della dea giapponese Amaterasu, scesa in campo per salvare il mondo dalla minaccia del demone Orochi.

LA BELLEZZA DELLA SEMPLICITA’

Entrando in contatto con la creatura di Hideki Kamiya ho provato un certo senso di pace e liberazione, se non altro perché lo stile utilizzato per comporlo rimanda a quei colori, e pennellate, appartenenti allo stile pittorico a inchiostro e acqua tipicamente orientale.

Grazie a questo espediente intelligente Okami riesce a essere immune allo scorrere del tempo, finendo inoltre per diventare potenzialmente compatibile con qualsiasi piattaforma presente in commercio, vecchia o nuova che sia.

Lo stile grafico permette di nascondere i segni della “vecchiaia”

La dimostrazione pratica la si trova nel pannello configurazioni, che in questa versione HD presenta un totale supporto alle risoluzioni Full-HD e 4K, accompagnato per l’occasione da una discreta pulizia delle texture, così da rendere ogni scenario più nitido e piacevole da guardare.

Trattandosi di un action in terza persona con componenti GDR, ogni componente dinamica ha il pregio di essere riprodotta su schermo senza rallentamenti, o problemi strutturali, grazie al fatto che il framerate viene ancorato per scelta degli sviluppatori sui 30fps.

L’unico dispiacere in merito a questa versione riguarda la localizzazione, che avrei personalmente preferito in lingua italiana così da permettere anche a mio figlio, in autonomia, di potersi godere la storia dal principio senza perdere tempo a tradurre ogni dialogo (e ragazzi, vi assicuro che ce ne sono moltissimi!).

Peccato per la mancata localizzazione, sarebbe stata un valore aggiunto non da poco

IL TOCCO DI UN ARTISTA

Sin dall’inizio della storia lo spiritello Issun guida il nostro alter ego nel mondo di Okami, istruendoci sulle diverse mosse e poteri con cui la dea Amaterasu ha la possibilità di purificare il mondo dalla corruzione di Orochi.

Oltre a un sistema di combattimento basico, composto essenzialmente di attacchi in mischia, il gioco può contare anche su un sistema unico nel suo genere, rappresentato dai pennelli celestiali.

Questo strumento divino permette ad Amaterasu di concretizzare il suo potere nel mondo, permettendoci di risolvere puzzle ambientali o addirittura combattere contro i nostri nemici sfruttando mosse speciali.

Per utilizzarli basterà premere un tasto che fermerà momentaneamente il tempo, permettendoci così di tracciare dei segni corrispondenti a diverse magie, il cui uso è subordinato alle scorte di inchiostro presenti nel nostro inventario.

Ecco una delle tecniche con il pennello in azione. Non proprio un cerchio perfetto….

Trovarle non è facilissimo, ma facendo un po’ di attenzione e occupandosi delle diverse attività secondarie presenti nel mondo, è possibile ricevere in cambio un piccolo quantitativo di fede sottoforma di preghiere: in pratica, guarendo alcune zone di mondo avvelenato da Orochi, aiutare gli abitanti dei villaggi oppure nutrire le diverse creature trovate in giro, permetterà di aumentare la fede collettiva, ottenendo una preziosa valuta da convertire in inchiostro.

Tutti gli elementi del gameplay compongono una struttura di gioco dinamica, capace di concentrare l’esperienza in un mondo avvincente che riesce a catturarti grazie alla sua totale fedeltà al folklore giapponese. Tolto il piccolo problema della localizzazione, insieme ad alcune sessioni un po’ lente per via del mancato doppiaggio, non basteranno da sole a levarvi la voglia di godervi questo piacevole viaggio, anche perché la creatura di Hideki Kamiya saprà catturarvi grazie al suo stile inimitabile.

PRO & CONTRO

+ Stilisticamente splendido
+ Gameplay variegato
– Peccato per la localizzazione
– Fase iniziale un po’ lenta

7.5 PIttoresco

In occasione dell'uscita per Nintendo Switch di Okami HD, abbiamo recuperato la versione PS4 perché nel bagaglio culturale di un giocatore non può mancare un titolo del genere. La scelta dello stile pittorico permette di non far sentire i 12 anni alle spalle del gioco, regalandoci ancora oggi una bella esperienza di gioco.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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