Correva l’anno 2004.

Zuckenberg ha appena inventato Facebook, Steve Jobs non ha ancora “sognato” l’Iphone, in Giappone escono Nintendo DS e PSP che danno il via alla settima generazione di console e agli Oscar il Signore degli Anelli si aggiudica 11 statuette.

Ma il 2004 è stato anche l’anno in cui la Pixar Animation Studios (che all’epoca non era ancora sotto la completa egida della Disney, ma avevano solo un accordo per la produzione e distribuzione dei loro prodotti) ha rilasciato il suo sesto lungometraggio d’animazione, Gli Incredibili, uno tra i loro prodotti più amati di sempre.

Il finale del primo film, molto aperto, ha portato per anni i fan a chiedere un sequel e quelli della Pixar (ormai Disney Pixar) hanno deciso di prendersela comoda: 14 anni!

Ma finalmente, dal 19 settembre, Gli Incredibili 2 è sugli schermi dei cinema italiani (mentre negli USA era già uscito prima dell’estate).

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

14 anni prima eravamo rimasti con Elastigirl e Mr. Incredibile alla presa con il Minatore (il tutto in un chiaro omaggio ai Fantastici 4 e al suo avversario Uomo Talpa).

Nell’intervenire, come spesso accade negli scontri fra supereroi e cattivi, la città viene danneggiata in maniera molto ingente (mica hanno la Stark Industries che finanzia la Damage Control per riparare tutto!) e l’opinione pubblica fa ricadere la colpa proprio sui malcapitati eroi.

Non solo la gente non si fida di loro, ma anche il governo decide che ormai coprirli è diventato troppo oneroso e sospende il programma con cui li proteggeva e sosteneva.

Demoralizzati, senza prospettive, arrivano al punto di decidere di abbandonare per sempre la loro attività di supereroi e cercare di vivere una vita normale.

A cambiare le carte in tavola arrivano gli emissari di un’azienda di telecomunicazione, la DevTech, a cui alla guida si trovano i fratelli Deavor.

Winston, presidente dell’azienda e viso pubblico della stessa, è spinto da un sano amore per gli eroi e il loro operato (ereditato dal padre che aveva già stresso accordi con gli eroi del passato, prima di essere ucciso durante un furto in casa), anche se non disdegna il profitto che può derivare dall’esposizione mediatica dei supereroi, mentre la sorella Helen, il genio di famiglia, si vuole semplicemente dedicare alla realizzazione delle sue invenzioni che hanno reso la DevTech la grande azienda che è oggi.

Supportati dalla capacità di comunicazione dell’azienda, Elastigirl, scelta come rappresentante della categoria dei Super, inizia a conquistare il favore dell’opinione pubblica grazie ai suoi interventi, tutti mostrati in diretta grazie alla tecnologia DevTech della sua nuova tuta, con cui la gente inizia finalmente a comprendere e percepire quali sono le scelte difficili che deve compiere un supereroe quando interviene nei momenti di crisi.

Se Elastigirl vive le luci della ribalta, Mr. Incredible si ritrova invece a fare il lavoro più “eroico” di tutti: il padre di famiglia a tempo pieno.

In un primo momento, preso dallo sconforto di non essere più lui al centro della scena, si fa sopraffare dai compiti casalinghi, ma ben presto capisce che in questo momento il suo ruolo era quello di essere il miglior marito e padre possibile (e non c’è lavoro da supereroe più difficile di questo).

Fare il papà a tempo pieno è un lavoro da supereroe!

Ma ovviamente dove c’è un supereroe, c’è anche un supercattivo e non poteva mancare negli Incredibili 2 un’antagonista di tutto rispetto, come l’Ipnotizzaschermi, che attraverso qualsiasi tipo di schermo digitale riesce ad ipnotizzare le persone e costringerle a fare praticamente tutto.

Senza entrare nei particolari (per evitare spoiler che potrebbero rovinare la visione del film), tutta la seconda parte del film è dedicata alla lotta fra Elastigirl e l’Ipnotizzaschermi e la gestione della routine (anche se un po’ più complessa dati i superpoteri della famiglia Parr) familiare da parte di Mr. Incredible, fino ad arrivare all’inevitabile scontro finale tra eroi e villain, a cui parteciperanno tutti i membri della famiglia Parr.

Purtroppo, anche evitando il più possibile gli spoiler, devo dire che i “plot twist” studiati dalla Disney Pixar per gli Incredibili 2 non sono esattamente dei trattati di originalità, ma molto probabilmente servono più da contorno al messaggio di integrazione che il film vuole mandare.

In una società dove il diverso viene sempre visto con occhio cinico e sospettoso, la percezione (termine utilizzato in maniera ben precisa durante il film) è quello che può cambiare la nostra opinione.

Il potere mediatico dei mezzi di telecomunicazione è spaventoso e basta avere una “regia” intelligente per dare lustro a qualcosa che prima magari disprezzavamo o viceversa, poter infangare qualcosa di buono e utile.

Il messaggio è chiaro e forte e dovrebbe portare tutti noi a riflettere quando ci mettiamo davanti ad uno schermo (che sia la TV, il computer o il nostro smartphone), per capire se quello che vediamo corrisponde alla realtà completa dei fatti o sia solo una parte tagliata ad hoc per farci credere quello che vogliono farci credere.

REALIZZAZIONE TECNICA INCREDIBILE

A riflettere il messaggio che vuole trasmetterci gli Incredibili 2, c’è anche una realizzazione tecnica dai toni molto più cupi rispetto al primo episodio,come la stessa Elastigirl fa notare quando le viene consegnato il suo nuovo costume disegnato dalla DevTech.

Ma anche se i toni sono più cupi, il comparto grafico è qualcosa di “incredibile”.

Se i personaggi della famiglia Parr sono realizzati con lo stile particolare che ha contraddistinto anche il primo episodio, le ambientazioni e tutto quello che c’e’ intorno ai personaggi è, ad oggi, lo stato dell’arte dell’animazione.

La grande Edna dice che il film è “discreto” a livello tecnico e considerando i suoi standard impossibili…

Da questo punto di vista la Disney Pixar dimostra, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, di essere avanti anni luce rispetto a qualsiasi altro competitor del suo settore.

GLI INCREDIBILI 2: DEGNO O NO?

La risposta breve è sì, ma con alcune considerazioni da fare.

Gli Incredibili 2 è un bel film di animazione, ma che in qualche maniera rimane all’ombra, seppur dopo 14 anni, del primo capitolo.

Nonostante tutto negli USA ha riscosso un successo senza precedenti.

Se da una parte abbiamo una realizzazione tecnica ineccepibile, dall’altra abbiamo una trama un po’ scontata (forse anche volontariamente, per dare più risalto al messaggio del film) che tende ad annoiare un po’ lo spettatore adulto che torna al cinema dopo tanto tempo per vedere come proseguiva la storia lasciata in sospeso (i bambini invece si divertiranno come sempre!).

Le citazioni al mondo fumettistico dei supereroi sono decine e decine ed è una bella sfida cercare di carpirle tutte (motivo per il quale sarà obbligatorio l’acquisto in Blu Ray in futuro).

Di sicuro da andare a vedere con famiglia al seguito (o cuginetti/fratellini se non si è ancora in età da pargoli propri).

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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