Il mese di settembre ha siglato l’inizio di diverse attività. C’è stato il rientro dalle ferie e l’inizio delle scuole, seguito come solitamente accade dal tipico nuovo inizio di uscite videoludiche di tutto rispetto.

Le triple A hanno fatto uscire l’antipasto del menù, con Spider-Man e Shadow of the Tomb Raider, ma un sacco di software house più piccole hanno farcito il vuoto di tempo, tra una portata e l’altra, con giochi qualitativamente interessanti.

Uno dei casi positivi riguarda proprio Another Sight, un titolo indie particolarmente singolare che è stato presentato dall’italiana Lunar Great Wall Studios in collaborazione con l’Istituto Ciechi di Milano. Curiosi di leggere il resto? Secondo me ne vale la pena.

QUATTRO SENSI + 1

La protagonista del gioco è Kit, una ragazzina che perde la vista a seguito di un incidente nelle metropolitane di Londra.

Senza poter far uso della vista, quest’ultima si trova costretta a vagare per questi luoghi senza effettivamente sapere come uscirne, almeno finché in suo aiuto arrivare il gatto Hodge, un animale misterioso che la segue sin da subito, guidandola come farebbe un cane per ciechi verso l’uscita di questo “labirinto”.

Sarete nelle mani, pardon, nelle zampe di un gatto.

L’idea alla base di fondo già colpisce così, non tanto per la storia che può trovare approvazione a seconda dell’animo del giocatore, quanto più per l’intenzione di volerci far utilizzare un avatar sprovvisto di uno dei sensi primari.

Come percepisce il mondo un cieco?

Affinando gli altri sensi, trovando la sua forza nel tatto o nell’udito, nonché acquistando fiducia nel dover mettere un piede davanti l’altro, fidandosi non solo di un gatto sconosciuto ma soprattutto di sé stessa.

Ognuno di questi aspetti viene contestualizzato a livello di gioco, di fatti il mondo di percezioni che circonda la piccola Kit è fatto di luci e campi energetici, una sorta di piccolo exploit che cerca di farci acclimatare alla cecità, permettendoci quando richiesto di switchare i comandi sul gatto al fine di riottenere la vista per capire dove ci si trova.

E così inizia il viaggio di Another Sight, composto da momenti di introspezione dove insieme a Kit assisteremo a delle cutscene coloratissime raffiguranti il padre, ma anche altri personaggi storici importanti, accompagnate da un gameplay che all’inizio si figura affascinante nella realizzazione, ma che dopo qualche battuta sembra perdere ritmo mostrando il fianco a una legnosità inevitabile.

Come accennato poc’anzi Kit si muove nel mondo di Another Sight circondata da una sfera, che rappresenta il suo livello di percezione dell’ambiente, mentre Hodge in qualità di gatto ha la libertà non solo di vedere, ma anche di scalare le pareti o infilarsi in piccole strettoie, miagolando all’occorrenza per segnalare alla ragazza alcuni elementi che la circondano.

Funziona un po’ tipo la vista di Daredevil, senza esagerare ovviamente!

La progressione del gioco viene determinata dalla risoluzione di alcuni puzzle presenti nello scenario, che andranno risolti grazie alla collaborazione dei due protagonisti.

Ogni sezione platform presenta delle idee di fondo interessanti, sfruttano bene le meccaniche proposte dal gioco e, in un modo o nell’altro, regalano comunque qualche discreto minuto di soddisfazione al momento della loro risoluzione.

Certo, ogni tanto i comandi di Hodge sembrano lievemente imprecisi, ma è una virgolettatura che riporto per dovere di cronaca, anche perché ci ho fatto l’abitudine quasi subito.

Sul fronte tecnico il gioco non presenta problemi di fondo eclatanti, considerata soprattutto la sua provenienza indie, ma anzi cerca di giocare al meglio con tutti i particolari dello scenario, regalando delle ambientazioni illuminate ad hoc.

Interessante il mini-documentario dedicato allo studio per le creazione di Hodge che troverete sul sito Steam del gioco.

Il vero problema di Another Sight risiede nella presentazione del gameplay: troppo legnoso e meccanico, troppo regolamentato dallo switch necessario tra i personaggi che però, in un modo o nell’altro, finisce per sfiancare diluendo persino il sano interesse creato nei primi minuti di gioco.

Il coraggio si vede, inutile girarci intorno e, anzi, ci vorrebbero più produzioni di questo tipo, se non altro perché la preparazione alle spalle lascia trasparire coinvolgimento nel contesto, seguito da un tocco di originalità autentica utilizzata per rendere la cecità interessante e originale sotto questo punto di vista videoludico.

PRO & CONTRO

+ Idea molto interessante
+ Buona colonna sonora
+ La “gestione della cecità del personaggio mi è piaciuta…
– …dopo un poco diventa ripetitiva e noiosa

6.5 Legnosetto

A 19.99€ su Steam, Another Sight può rivelarsi un piacevole passatempo utile a riempire i vostri momenti di liberi tra una tripla A e l’altra. Secondo me vale la pena concluderlo per capirne fino in fondo le intenzioni, anche perché viaggi come questo non capitano tutti i giorni.

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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