La generazione di fine anni 80/inizi anni 90 ha potuto godere di un’età dell’oro degli Shonen, a partire da Dragonball finendo ad oggi con My Hero Academia. Nel mezzo abbiamo avuto un trittico niente male composto tra cui spicca l’opera di Kishimoto: Naruto.

Ora alzi la mano chi ha visto la fine dell’anime/manga ed è rimasto schifato.

Bravissimi, vedo che siete persone che hanno un certo gusto, ma non siamo qui per discutere su questo spinoso argomento (o di come praticamente il 90% delle opere giapponesi finisca veramente in malo modo).

Oggi ci “tocca” parlare di Naruto to Boruto: Shinobi Striker, l’ultimo gioco dedicato al Ninja della Foglia più conosciuto di sempre, anche dai nostri genitori che ci hanno sorbito per anni a cantare “IO CREDO IN TE NEL CUORE MIO NARUTO NARUTO.

PROBLEMI ALL’ORIZZONTE

Dovete sapere che dopo la fine della saga di Naruto, il Maestro Kishimoto spinto dai soldi dalla voglia di continuare la sua opera, ha deciso di creare uno spin-off dedicato al figlio del biondo ninja, dal nome Boruto.

Naruto to Boruto: Shinobi Striker si colloca temporalmente tra le due saghe e a differenza del passato, decide di puntare molto sul gameplay online (cosa che fanno più o meno ormai tutti i giochi degli ultimi anni), senza però sdegnare una modalità offline che sarebbe potuta essere anche abbastanza divertente (come capirete fra poco).

Partiamo quindi dalla modalità offline: subito dopo il tutorial in cui ci vengono spiegati i comandi base del gioco (attenzione a prestare molta attenzione, visto che il gioco risulta essere abbastanza tecnico nell’esecuzione delle mosse) e veniamo introdotti da Kakashi ad un’arena di realtà virtuale (moderni sti Ninja eh), dove i vari quest giver di turno ci daranno missioni su missioni da affrontare con lo scopo di migliorare il nostro avatar e sbloccare nuovi aspetti, abilità e quant’altro sia utile alla crescita del nostro personaggio.

Ma fermiamoci un attimo e fatemi sfogare: MA SI PUO’ CREARE NEL 2018 UN GIOCO CON BUG TALI CHE I QUEST GIVER NON SPAWNANO NEL MODO CORRETTO E BISOGNA RICARICARE IL GIOCO???

Scusate la perdita della mia leggendaria aplomb (che poi non è vero, sclero ogni 3×2, ma questa è un’altra storia), ma penso che un bug del genere sia qualcosa che da solo può affossare qualsiasi giudizio si possa dare su un prodotto del genere.

Cercando di ignorare l’elefante travestito da problema, dobbiamo però dire anche che il sistema di gioco non funziona per niente male.

I movimenti del nostro avatar sono quanto di più simile a quanto abbiamo avuto modo di vedere per anni in televisione con ninja che compiono evoluzioni inverosimili tra salti multipli, camminate su acqua e muri o l’utilizzo di decine e decine di tecniche di combattimento diverse.

Ad essere spettacolare, è spettacolare…

Il gioco permette anche di personalizzare il nostro stile di combattimento seguendo le build legate al ruolo che vorremo intraprendere in game: difesa, melee, ranged o healer (che hanno molto più senso nella modalità online, ma ne parleremo più avanti).

Interessante che ad insegnarci le tecniche che andremo ad apprendere nel tempo siano i maestri delle stesse (ad esempio se volete imparare il Rasenshuriken dovete allenarvi con Naruto e così via), anche se al momento ho potuto constatare che la più semplice ed efficace (tra mobilità, attacchi e sopravvivenza) risulta essere la build melee.

Le fangirl di Sasuke non potranno a meno di non diventare pupille del loro idolo

Oltre all’edificio dell’arena VR, accedendo alle altre strutture del villaggio potremo modificare il nostro aspetto, vedere cosa nascondono le scroll che lootiamo in missione (praticamente una specie di loot box di Naruto to Boruto), ma il tutto poi si finalizza al gioco online, accessibile attraverso il palazzo dell’Hokage.

Naruto to Boruto online si presenta come uno scontro a squadre 4vs4 che prende ispirazione dai classici titoli PVP che vanno tanto di moda negli ultimi anni (ci ho visto un po’ di Overwatch, con le debite proporzioni), con modalità molto classiche come il “Capture the Flag” o la conquista di punti di controllo.

In questa modalità l’importanza di avere un team bilanciato nei vari ruoli sarebbe vitale….SE NON FOSSE CHE IL SISTEMA DI MATCHMAKING E’ COMPLETAMENTE A CASO!

Fatemi spiegare bene: non importa che siate liv. 10, 20, 30 o quel che sia, rischiate di finire in Arena contro gente molto più avanti di voi (o indietro) senza dare la possibilità di creare uno scontro bilanciato.

Probabilmente il problema nasce dal fatto che non ci sono un grandissimo numero di giocatori attivi e quindi ad un certo punto, per non lasciare in coda all’infinito i giocatori, si finisce ad avere questo tipo di scontri.

Anche qui il problema non è di poco conto, visto che affrontare gente con livello molto più alto del nostro significa irrimediabilmente incontrare chi ha già appreso tecniche molto più avanzate delle nostre.

Tutto risolvibile forse con qualche hotfix/patch, ma onestamente per un gioco full price la gente merita di meglio all’uscita (soprattutto con un traino come Naruto alle spalle)

ATMOSFERA MOLTO NINJA

A livello tecnico (a parte i problemi di cui vi abbiamo parlato fino ad ora) Naruto to Boruto risulta anche essere un prodotto anche fatto in maniera discreta.

Le animazioni dei personaggi e la precisione delle hitbox è di buona fattura, la quantità di tecniche utilizzabili è veramente altissima e tutto su schermo si muove molto bene.

Ho sempre adorato le tecniche d’inchiostro di Sai

Il gioco è anche completamente localizzato in italiano, rendendo fruibile anche a chi non mastica bene l’inglese (utile magari per non impazzire nelle traduzioni nelle missioni VR in solitaria).

Peccato che tutto quanto si sciolga come neve al sole pensando a quello che i ragazzi della Soleil hanno combinato con i problemi che vi abbiamo già esposto fino ad ora.

Inoltre, alla lunga, il gioco risulta ripetitivo e noioso, soprattutto nella modalità offline, visto che non c’e’ una vera e propria storia da seguire che ci possa accompagnare nelle nostre sessioni di farming.

6 Noiosetto

Naruto to Boruto aveva le carte per essere il miglior gioco dedicato al franchise, ma si perde tra i suoi bug e una certa ripetitività. Un vero peccato visto che a livello di gameplay il gioco presentava tanti spunti interessanti che potevano essere sfruttati molto meglio.

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